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    Lumia nel mirino dei boss




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     [ 8 messaggi ] 
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    Autore Messaggio
    Valentina
     Oggetto del messaggio: Lumia nel mirino dei boss
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 12:48 
    Site Admin
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

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    Da http://www.ansa.it/

    PROVENZANO DISSE: LUMIA SI PUO' UCCIDERE


    PALERMO - I boss mafiosi avevano progettato l'uccisione dell'ex presidente della Commissione antimafia, Giuseppe Lumia (Ds). Il piano è stato scoperto dalla procura di Palermo che ha chiesto ed ottenuto dal gip due ordini di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono firmati dal giudice Donatella Puleo, su richiesta del procuratore aggiunto Sergio Lari e del sostituto Michele Prestipino, e riguardano Domenico Virga, 43 anni, capomafia di Gangi (Palermo), già detenuto, e Salvatore Fileccia, di 42, ritenuto uomo d'onore della famiglia mafiosa di "Palermo Villagrazia". Il progetto di attentato, deliberato secondo l'accusa agli inizi del 2000 dai vertici di Cosa nostra con in testa Bernardo Provenzano, ha trovato riscontro dalle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia, Maurizio Di Gati. Già in precedenza aveva parlato del piano di morte nei confronti di Lumia il pentito Nino Giuffré. I due collaboratori, per i quali la procura sta procedendo per queste accuse separatamente, sostengono che si erano procurati, attraverso Virga e Fileccia, una serie di armi, fra cui Kalashinikov, che dovevano servire per uccidere il parlamentare. I fucili mitragliatori provenivano dagli agrigentini e ancora adesso, secondo i pentiti, sono nella disponibilità dei boss palermitani.

    PROVENZANO DISSE 'LUMIA SI PUO' UCCIDERE' - Il piano per uccidere Lumia non venne messo in atto perché Giuffré aveva preso tempo, per timore delle conseguenze che sarebbero derivate dall'omicidio di un politico effettuato nel territorio in cui comandava il capomafia allora latitante. E' lo stesso Giuffré che lo spiega ai pm durante un interrogatorio inserito agli atti dell'indagine che stamani ha portato all'esecuzione di due ordinanze di custodia nei confronti di Domenico Virga e Salvatore Fileccia accusati di avere procurato e trasportato fino a Palermo le armi da utilizzare nell'attentato all'ex presidente della Commissione antimafia. "Dopo che Provenzano aveva detto che Lumia si poteva uccidere - afferma Giuffré - ho fatto con calma, siccome era un discorso, come sto dicendo mio, me ne hanno dato incarico a me personalmente e nel bene o nel male mi sono preso pure questa responsabilità di fare con calma, però in tutta onestà devo dire che ogni tanto mi si aggirava il discorso: piano, piano vediamo perché era anche necessario valutare il danno che facciamo, da vivo, da morto; perché se da morto deve fare più danno che da vivo, andiamoci piano, poi andiamo vedendo, andiamo valutando". "Posso dire - afferma Giuffré - che in un certo qual modo ho babbiato, (scherzato) questo non l'ho detto mai a nessuno, l'ho detto a me stesso e ho preso tempo, e adesso siamo qua". Giuffré, infatti venne arrestato dai carabinieri e il progetto di attentato che lui stava preparando sfumò.


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    anto.rec
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 17:58 

    Iscritto il: 13 feb 2007, 00:44
    Messaggi: 689

    Non connesso
    E' tanto vero che in occasione delle ultime elezioni, dovendosi decidere a chi affidare la presidenza della nuova Commissione Parlamentare Antimafia, nel centro sinistra si sono affrontati due schieramenti che contrapponevano uno la figura di Beppe Lumia e, l'altro, quella di Francesco Forgione.
    Ha vinto il secondo che, seppure sia ammirabile per tutta la sua iniziativa presa a contrastare Cuffaro, tuttavia, da una parte, ha deciso di fare entrare comunque nella Commissione Antimafia deputati pregiudicati e, dall'altra, ha snaturato nel suo discorso iniziale l'importanza di questa Commissione. Infatti vuole trasformare uno strumento di INCHIESTA in uno strumento di "mera ricostruzione storica", anche a dispetto dell'art82 della Costituzione. E per questo è stato appoggiato utilmente anche da alcuni politici del centro destra, oltre che (ovviamente) del centro sinistra. E' impressionante come la mafia riesce a trarre dei buoni profitti in queste situazioni...La cosa che però induce a pensare male è che parallelamente a questa vicenda si è sviluppata quella dle Comune di Barcellona Pozzo di Gotto...in cui Centro destra e centro sinistra si sono accordati per affossare la relazione prefettizia che denunciava come "inquietante" l'intreccio mafia-politica al Comune di Barcellona. E allora vien da chiedersi...che sta succedendo ai nostri governanti? Perchè non è lontano il tempo in cui si è riscontrato che lo Stato, poco prima e dopo la morte di Borsellino, venne a TRATTARE con la mafia, mentre i suoi uomini migliori cadevano per esso. Si sta ripetendo???? Ah la trattativa era in questi termini: la mafia avrebbe consegnato Riina, Santapaola e promesso la fine dei fatti di sangue, mentre lo Stato si impegnava a scardinare le ultime normative antimafia particolarmente pesanti.

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    anto9


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    Salvo
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 18:34 

    Iscritto il: 29 gen 2007, 23:20
    Messaggi: 7945

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    Allo stato attuale la commissione antimafia non serve a nulla se non all'assegnazione delle poltrone


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    anto.rec
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 22:23 

    Iscritto il: 13 feb 2007, 00:44
    Messaggi: 689

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    beh...se la vogliamo guardare con un forte senso critico è anche questo. ma il problema non è tanto questo,ma invece che è, da dieci anni, il luogo dove la politica fa favori a se stessa. e ciò penso sia leggermente peggio del mercimonio delle poltrone. ma ci sono anche persone che, certo poche, si impegnano davvero.

    _________________
    anto9


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    Salvo
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 22:29 

    Iscritto il: 29 gen 2007, 23:20
    Messaggi: 7945

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    quelle ci saranno sempre per fortuna.....
    Comunque quanto successo ultimamente, mi riferisco alla bocciatura bipartizan dell'emendamento proposto da Licandro, la dice lunga sull'utilità di questa commissione.


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    anto.rec
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 22:32 

    Iscritto il: 13 feb 2007, 00:44
    Messaggi: 689

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    GIA'!!!
    anche di questo si parlerà a quella conferenza il 9 marzo a belpasso.

    _________________
    anto9


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    Salvo
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 20 feb 2007, 22:37 

    Iscritto il: 29 gen 2007, 23:20
    Messaggi: 7945

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    spero di esserci perchè l'argomento mi interessa molto


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    anto.rec
     Oggetto del messaggio: revocato il 41bis
    MessaggioInviato: 21 feb 2007, 16:39 

    Iscritto il: 13 feb 2007, 00:44
    Messaggi: 689

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    La Redazione di ANTIMAFIADuemila esprime la piena solidarietà a Giovanna Chelli, all’associazione tra i familiari delle vittime di via Georgofili, a Rita Borsellino e a tutti i parenti delle vittime di mafia, unitamente alla totale disapprovazione nei confronti della cancellazione del 41 bis per Salvatore Biondo, Giuseppe Montalto, Lorenzo Tinnirello, Salvatore Benigno e Cosimo Lo Nigro. Se da parte delle istituzioni non avverranno immediatamente delle concrete prese di posizioni atte a ripristinare un effettivo 41 bis a soggetti che si sono macchiati delle peggiori stragi l’ipotesi dell’esistenza di una “trattativa” fra Cosa Nostra e pezzi dello Stato assume una dimensione sempre più concreta che apre a scenari inquietanti per il futuro del nostro Paese e della lotta alla mafia.
    La Redazione

    Scaduto il 41bis per 5 boss di Cosa Nostra
    PALERMO - Scaduti i termini per la detenzione in regime di carcere duro per cinque boss di Cosa Nostra, condannati per le stragi di via d'Amelio e via dei Georgofili a Firenze. La segnalazione arriva dal ministero della Giustizia. La cancellazione del 41 bis riguarda Salvatore Biondo, Giuseppe Montalto, Lorenzo Tinnirello, tutti condannati all'ergastolo per l'attentato al procuratore aggiunto Paolo Borsellino e agli agenti di scorta e per Salvatore Benigno e Cosimo Lo Nigro, anche loro con condanna all'ergastolo per le autobombe di Firenze del 1993. La notizia è stata inviata alle direzioni distrettuali antimafia di Palermo, Caltanissetta e Firenze. Adesso saranno i magistrati di queste procure dimostrare l'efficacia della misura cautelare. Ovvero provare eventualmente "l'attualità dei legami tra il mafioso in prigione e i suoi gregari all'esterno".
    "L'affronto che stiamo subendo è di una gravità inaudita, Lo Nigro e Benigno hanno ammazzato i nostri parenti e ferito 48 persone per far abolire il 41 bis". Questo il commento dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via Georgofili. "Non bastava che a Cosimo Lo Nigro fosse stato revocato il 41 bis, ora è la volta di Benigno Salvatore e chissà quanti altri degli stragisti di Firenze saranno sulla strada della 'redenzione", afferma ancora l'Associazione secondo la quale "abolire il 41 bis bis vuol dire una cosa sola, che lo Stato ha subito il ricatto messo in atto in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993". L'Associazione chiede "di poter ascoltare pubblicamente, nelle prossime ore, la voce del ministro Mastella in merito a quanto sta succedendo sul fronte del '41 bis', l'unico regime carcerario adatto alla mafia stragista ed eversiva del 1993".
    "È evidente che rispetto al 41 bis c'è bisogno di individuare modifiche legislative che evitino situazioni come queste ma anche le scappatoie normative che negli ultimi anni hanno prodotto centinaia di ricorsi davanti ai tribunali di sorveglianza". Dice Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo ucciso nella strage di via D'Amelio, commentando la notizia della scadenza dei termini del regime di carcere duro per cinque mafiosi di Cosa Nostra. "Il 41 bis - continua Borsellino - non è una vendetta dello Stato ma una misura precauzionale per evitare che chi è condannato per reati così gravi continui ad avere rapporti con l'esterno e a controllare le cosche anche dal carcere. Proprio per questo motivo è grave che si arrivi ad un'interruzione della misura solo per scadenza dei termini".
    "Una notizia che giunge a due giorni dalla mobilitazione nazionale contro tutte le mafie (17 febbraio a Reggio Calabria), manifestazione alla quale nessun rappresentante del Governo ha preso parte." (ndr)

    _________________
    anto9


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