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Veltroni a Palermo, incontro con i vertici di Confindustria
PALERMO - Il sindaco di Roma e candidato alla segreteria del Partito democratico Walter Veltroni ha incontrato in una riunione a porte chiuse a Palermo, nella sede di Confindustria regionale, gli imprenditori minacciati dalla mafia. Seduti intorno allo stesso tavolo, oltre al presidente di Confindustria Sicilia Ivanoe Lo Bello c'erano Giuseppe Catanzaro, l'imprenditore di Agrigento a cui hanno incendiato un capannone, e Vincenzo Conticello, il titolare della Focacceria S. Francesco di Palermo che ha indicato in aula l'uomo che gli aveva chiesto il pizzo.
"Sono contento di questo incontro con una delle migliori testimonianze di coraggio civile. Ho visto i gesti che sono stati compiuti - ha detto Veltroni riferendosi al codice etico approvato da Confindustria Sicilia - come fra i più positivi della vita nazionale. E' un messaggio positivo sui temi della legalità e sono qui perché volevo testimoniarlo".
"L'esempio degli industriali - ha aggiunto Veltroni - è una delle migliori testimonianze di coraggio civile e modernità di cui questo Paese in questo momento dispone": un messaggio che dalla Sicilia arriva in tutta Italia.
Veltroni ha poi ricordato le parole di Giovanni Paolo II che nella Valle dei Templi nel 1993 lanciò un monito ai mafiosi chiedendo loro di convertirsi. "Queste parole - ha spiegato - dette da un uomo di religione dovrebbero diventare un codice di comportamento di tutti. La mafia si sconfigge se si intrappola tra lo Stato nella sua lotta senza confine e la ribellione della società civile".
Per il sindaco di Roma la ricetta contro la criminalità organizzata è quella di colpire duramente i capi: "Bisogna liberare la Sicilia dalla mafia, colpire i boss nei propri patrimoni e avere la garanzia che scontino le pene. I benefici di legge non devono essere applicati dove c'è 'ndrangheta, camorra e mafia. Alcuni reati - ha proseguito - non hanno ancora una pena adeguata".
"Il Pd si darà un codice etico contro la mafia - ha aggiunto - al quale ciascuno dovrà attenersi fondato sul principio che la legalità vale a tutti i livelli e vale anche all'interno dei partiti come criterio per cui poter partecipare alle responsabilità pubbliche.
"Rispettando la presunzione di innocenza - ha aggiunto - nei tre gradi di giudizio ci sono poi le valutazioni di opportunità politica che vanno viste e che comunque devono esistere. Questo per me è un principio indiscutibile e il Pd si muoverà in questa direzione. A me non interessa - ha concluso - se parlando di mafia si prendono o si perdono voti so che l'elemento costitutivo dell'identità del partito democratico è la lotta in difesa della legalità".
Positivo l'incontro per il presidente di Confindustria Ivan Lo Bello: "Nella lotta alle estorsioni ci vuole un'azione di continuità e una linea dura del governo che in questa azione nel passato ha avuto fasi altalenanti".
"Rispetto alla nostra proposta - ha aggiunto - di allontanare chi paga il pizzo voglio chiarire che non vogliamo diventare una polizia parallela e non vogliamo liste di proscrizione ma accanto all'azione repressiva bisogna compiere gesti di convincimento verso gli imprenditori che in passato hanno pagato ma che adesso non devono più farlo".
Rispetto alla presenza dell'esercito in Sicilia, come richiesto nei giorni scorsi dal vice presidente di Confindustria Ettore Artioli, Lo Bello ha ricordato che in Sicilia "abbiamo piena fiducia nell'azione delle forze dell'ordine che negli ultimi anni hanno inferto duri colpi alla mafia. Però bisogna che il governo abbia un'azione costante perchè negli anni passati ci sono state impennate e cadute".
Lo Bello ha annunciato per la settimana prossima un invito a pranzo dal presidente del Consiglio Romano Prodi che ha avuto parole di elogio per l'iniziativa di Confindustria siciliana che nei giorni scorsi ha proposto l'espulsione di imprenditori e commercianti che pagano il pizzo dall'associazione.
22/09/2007
La Sicilia
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