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    PIZZERIA TAGLIEGGIATA A GELA, 6 ARRESTI




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    Autore Messaggio
    Valentina
     Oggetto del messaggio: PIZZERIA TAGLIEGGIATA A GELA, 6 ARRESTI
    MessaggioInviato: 08 set 2009, 09:59 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

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    (AGI) - Caltanissetta, 8 set. - Per una decina di anni, Stidda e Cosa nostra avrebbero costretto il titolare di una pizzeria di Gela a pagare il pizzo. Con l'accusa di estorsione e associazione mafiosa, gli agenti della Questura di Caltanissetta e quelli del commissariato di Gela, coordinati dalla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, hanno notificato in carcere sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip di Caltanissetta Andrea Catalano su richiesta della Dda nei confronti di Emanuele Bassora 35 anni detto 'U Vavusu', Alessandro Gambuto 34 anni soprannominato 'U Vutrisi', Fortunato Ferracane 37, Gianluca Bonvissuto 30 anni e Nicola Palena 28, Giorgio Lignite 39 anni detto 'Davide'. I sei, tutti di Gela, dal '97 al 2008 avrebbero costretto il commerciante a versare mensilmente 500 mila lire al mese poi divenuti 250 euro. Inoltre la vittima, in occasione delle festività pasquali e natalizie doveva pagare due milioni di lire. I proventi delle estorsioni venivano poi gestiti da Rosario Trubia, detto 'Nino D'Angelo', oggi collaboratore di giustizia e da Crocifisso Smorta, considerati all'epoca i reggenti di Cosa nostra.


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    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: PIZZERIA TAGLIEGGIATA A GELA, 6 ARRESTI
    MessaggioInviato: 09 set 2009, 16:38 
    Site Admin
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

    Non connesso
    Oggi su la sicilia è uscito l'articolo:

    Per 10 anni in quel fast food mafiosi e stiddari hanno incassato la «busta» e hanno mangiato a sbafo

    Gela. Per dieci anni si è sottomesso al ricatto di Cosa Nostra e della Stidda, sborsando l'odioso pizzo per le feste comandate ed elargendo pizze e arancini a titolo gratuito. Un ricatto sopportato in silenzio, ma sul quale il titolare di un fast food alla fine ha vuotato il sacco sotto la spinta e le rassicurazioni degli uomini della Squadra mobile di Caltanissetta e di quelli del commissariato di Ps di Gela.
    Nasce così l'operazione antiracket «Obtorto collo» che ieri ha portato all'incriminazione di sei esponenti della «famiglia» gelese di Cosa Nostra per estorsione in concorso con l'aggravante mafioso. I provvedimenti restrittivi emessi dal Gip di Caltanissetta Andrea Catalano, dietro l'input dei magistrati della Dda, hanno riguardato personaggi noti nel panorama criminale gelese che, proprio in virtù della loro caratura malavitosa, da tempo si trovano in carcere dove, all'alba di ieri, sono stati raggiunti dal nuovo ordine d'arresto.
    Si tratta di Giorgio "Davide" Lignite, di 39 anni; Emanuele Bassora, di 35; Fortunato Ferracane, di 37; Gianluca Bonvissuto, di 30; Alessandro Gambuto, di 34 e Nicola Palena, di 28 anni.
    L'inchiesta – che si è avvalsa delle rivelazioni di due ex pezzi da novanta di Cosa Nostra, ovvero l'ex emergente Rosario Trubia ed Emanuele Terlati e di quelle del collaborante Benedetto Zuppardo – ha permesso di ricostruire 10 anni di estorsioni consumate ai danni dell'esercente, lo stesso che, supportato dall'Associazione antiracket «Gaetano Giordano», alla fine ha scelto di denunciare tutto.
    L'odissea dell'operatore economico, fratello di un esponente delle forze dell'ordine, cominciò nel 1997 quando Bassora, su mandato ricevuto dall'allora emergente di Cosa Nostra Rosario Trubia, si presentò nel suo locale per chiedere un «regalo» per le festività: una «tassa» di 500 mila lire, oltre a 2 milioni delle vecchie lire come una tantum. Con Bassora l'eserecente cercò di tenere duro, ma quando più tardi gli si parò davanti Rosario Trubia in persona, il commerciante scelse di piegarsi al ricatto.
    Da quel momento, in quel fast food esponenti di Cosa Nostra si alternavano nella riscossione del denaro, altri invece, andavano a prelevare cibo «a sbafo»". E quando si fece avanti pure la Stidda con le stesse pretese, l'operatore economico si lagnò con un esponente di spicco di Cosa Nostra che lo rassicurò che non sarebbe stato più infastidito.
    La storia è andata avanti per 10 anni, fino al 2007, quando, messo con le spalle al muro dalle indagini della polizia e incoraggiato dalla massiccia azione di contrasto al racket condotta a Gela, il commerciante si è convinto di raccontare il suo dramma alle forze dell'ordine.
    I particolari dell'operazione «Obtorto collo» sono stati illustrati ieri nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Questura a Caltanissetta, alla quale hanno presenziato il procuratore Sergio Lari, il questore Guido Marino, il dirigente del Commissariato di Gela, dott. Angelo Bellomo e il dirigente della Mobile di Caltanissetta, dott. Giovanni Giudice.


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