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    Lettera aperta di Salvatore Borsellino:




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    Autore Messaggio
    Chiara
     Oggetto del messaggio: Lettera aperta di Salvatore Borsellino:
    MessaggioInviato: 16 lug 2007, 18:57 
    Site Admin

    Iscritto il: 24 mag 2007, 21:14
    Messaggi: 10834

    Non connesso
    A proposito di Borsellino..

    Lettera aperta di Salvatore Borsellino: "Ancora tante domande senza risposta"

    PALERMO - Sono ancora tante le domande senza risposta nella strage di via D'Amelio, il 19 luglio '92 a Palermo, in cui morirono il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta massacrati dall'esplosivo nascosto in una Fiat 126. Ne è convinto il fratello del magistrato, Salvatore Borsellino, che in una lettera aperta chiede di avere alcune di quelle risposte. "Chiedo al procuratore Pietro Giammanco - scrive - allontanato da Palermo dopo l'assassinio di Paolo perché non abbia disposto la bonifica e la zona di rimozione per via D'Amelio. Eppure nella stessa via, al n.68 era stato da poco scoperto un covo dei Madonia e, a parte il pericolo oggettivo per l'incolumità di Paolo Borsellino, le segnalazioni di pericolo reale che pervenivano i quei giorni erano tali da far confidare da Paolo a Pippo Tricoli lo stesso 19 luglio: 'è arrivato in città il carico di tritolo per me'". La stessa domanda Salvatore Borsellino la pone all'allora prefetto di Palermo Mario Jovine.

    "Chiedo alla Procura di Caltanisseta - prosegue - e in particolare al gip Giovanbattista Tona, il motivo dell'archiviazione delle indagini relative alla pista del Castello Utveggio: eppure proprio da questo luogo partirono, subito dopo l'attentato, delle telefonate dal cellulare clonato di Borsellino a quello del funzionario del Sisde Contrada. Chiedo alla stessa Procura di Caltanissetta, e sempre allo stesso gip, i motivi dell'archiviazione dell'inchiesta relativa ai mandanti occulti delle stragi". Borsellino chiede alla procura nissena "di non archiviare, se non lo ha già fatto, le indagini relative alla sparizione dell'agenda rossa di Paolo e di chiarire il coinvolgimento di tutte le persone, dei servizi e non, in essa coinvolte".

    "Chiedo all'ex senatore Nicola Mancino di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell'incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte. O spiegarci perché, dopo avere telefonato a mio fratello per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Polizia Parisi e il funzionario del Sisde Contrada", continua Salvatore Borsellino. "Da quell'incontro - aggiunge - Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente".

    Per Salvatore Borsellino solo Mancino può riferire di quel colloquio perché altrimenti "a causa della sparizione dell'agenda rossa di Paolo, non saremo mai in grado di saperlo. E in quel colloquio si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D'Amelio".

    "Non ho accettato l'indennizzo che lo Stato mi avrebbe dato, dietro mia domanda, per la morte di Paolo - continua -. Si trattava, se non ricordo male, di 50 milioni di lire". "Sarebbe mio diritto 'pretendere' dallo Stato - dice - di conoscere la verità sull'assassinio di Paolo, ma da 'questo' Stato, da cui non ho accettato 'l'indennizzo' che pretendeva di offrirmi quale fratello di Paolo, indennizzo che andrebbe semmai offerto a tutti i giovani siciliani e italiani per quello che gli è stato tolto, sono sicuro che non otterrò altro che silenzi".

    "Di quante altre stragi, di quanti altri morti avremo ancora bisogno perché da parte dello Stato ci sia finalmente quella reazione decisa e soprattutto duratura, come finora non è mai stata, che porti alla sconfitta delle criminalità mafiosa e soprattutto dei poteri, sempre meno occulti, a essa legati?". "Di quante altre stragi avremo bisogno - aggiunge - perché venga finalmente rotto quel patto scellerato di non belligeranza che, come disse il giudice Di Lello il 20 Luglio del 1992, pezzi dello Stato hanno da decenni stretto con la mafia e che ha permesso e continua a permettere non solo la passata decennale latitanza di boss famosi come Riina e Provenzano ma la latitanza e l'impunità di decine di 'capi mandamento' che sono i veri padroni sia di Palermo che delle altre città della Sicilia".

    (LaSicilia)


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Valentina
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 24 lug 2007, 14:44 
    Site Admin
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

    Non connesso
    MILANO - «È ora di smettere di piangere per Paolo, è ora di finirla con le commemorazioni, fatte spesso da chi ha contribuito a farlo morire». È una lettera durissima quella scritta da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice morto 15 anni fa nella strage di via D'Amelio a Palermo. L'ingegnere Borsellino, che vive a Milano, ha voluto replicare al documentario sulla mafia a Palermo andato in onda lunedì sera su rai3 e condotto da Alexander Stille. Si tratta della seconda lettera che il fratello del magistrato ammazzato dalla mafia con quattro agenti della scorta, scrive. La prima lettera era stata scritta pochi giorni fa alla vigilia delle commemorazioni per il 15esimo anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio.
    VENDICARE - «È l'ora invece di dimenticare le lacrime, è l'ora di lottare per Paolo, lottare fino alla fine delle nostre forze, fino a che Paolo e i suoi ragazzi non saranno vendicati e gridare, gridare, gridare finchè avremo voce per pretendere la verità, costringere a ricordare chi non ricorda», prosegue Salvatore Borsellino.
    POLITICI - Borsellino si chiede «dove sono le migliaia di persone che
    cacciarono e presero a schiaffi i politici che, scacciati dai funerali di Paolo, avevano osato andare nella Cattedrale di Palermo, davanti alle bare dei ragazzi morti insieme a lui, a fingere cordoglio e disputarsi i posti più in vista nei banchi della chiesa?». E ancora: «Dove sono le migliaia di giovani, di gente di tutte le età, che ai funerali di Paolo continuavano a gridare il suo nome, Paolo, Paolo, Paolo?». «Ricordi il presidente del Consiglio e ricordino tutti i politici - prosegue Salvatore Borsellino - che guidare l'Italia non è gestire un tesoretto, disquisire su scalini e scaloni, o azzuffarsi sugli interventi nelle missioni all'estero, e dimenticare che i veri problemi sono nel nostro stesso paese, in un Sud abbandonato alla mafia, alla camorra, alla ndrangheta».
    GIOVANI - Quindi l'appello ai giovani: «Ricordate che non ci può essere una repubblica, non ci può essere una democrazia fondata sul sangue, fondata sui ricatti incrociati legati alla sparizione di un'agenda rossa e delle memorie di un computer e a quello che può esserci scritto o registrato. Ricordate che non basta cambiare nome ad un partito e poi, nel discorso programmatico del suo capo in pectore non sentire neanche pronunciare la parola mafia. Ricordate che il futuro è vostro e che ve lo stanno rubando».
    L'AGENDA ROSSA - Torna in primo piano intanto la vicenda della scomparsa dell'agenda rossa del giudice ucciso in via D'Amelio. In merito, il gip di Caltanissetta Ottavio Sferlazza ha infatti indicato alla procura nuovi spunti di indagine. Nelle scorse settimane i pm avevano chiesto l'archiviazione del fascicolo iscritto a carico di ignoti per il reato di furto. Il giudice, però, si era opposto riservandosi ulteriori decisioni. Ora, con una ordinanza, il gip ha chiesto alla Procura di ricostruire cronologicamente le fasi successive all’esplosione dell’autobomba e di interrogare i due carabinieri ritratti in alcune foto in via D’Amelio il 19 luglio del 1992 accanto all’allora capitano, Giovanni Arcangioli che teneva in mano la borsa che avrebbe dovuto contenere l’agenda scomparsa e sulla quale, come abitudine, Borsellino segnava ogni cosa riguardasse appuntamenti, indagini e sue riflessioni. Arcagioli, che nel frattempo è diventato colonnello, è iscritto nel registro degli indagati a Caltanissetta per false dichiarazioni al Pm. Il Gip Sferlazza chiede anche ai Pm di Caltanissetta, inoltre, di accertare perché la relazione sulla scomparsa dell’agenda venne redatta solo a dicembre del 1992.
    24 luglio 2007


    Corriere della sera


     Profilo  
    Rispondi citando  
    gianpi
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 25 lug 2007, 11:06 

    Iscritto il: 17 feb 2007, 19:35
    Messaggi: 354
    Località: trd

    Non connesso
    :oops: «Ricordate che non ci può essere una repubblica, non ci può essere una democrazia fondata sul sangue, fondata sui ricatti incrociati legati alla sparizione di un'agenda rossa e delle memorie di un computer e a quello che può esserci scritto o registrato. Ricordate che non basta cambiare nome ad un partito e poi, nel discorso programmatico del suo capo in pectore non sentire neanche pronunciare la parola mafia. Ricordate che il futuro è vostro e che ve lo stanno rubando».

    -L'ultimo rigo deve farci riflettere su moltissime cose, nessun partito nel suo programma ha finora menzionato la la lotta alla mafia!


     Profilo  
    Rispondi citando  
    salvatore
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 27 lug 2007, 23:13 

    Iscritto il: 27 lug 2007, 22:29
    Messaggi: 3

    Non connesso
    Ciao a tutti

    e' la prima volta che entro nel vostro forum che ho trovato questa sera nella mia ricerca di siti dove incontrare persone come voi impegnate, in prima linea, a combattere la mafia.

    Penso che, in futuro, verro' a trovarvi spesso.

    Vi riporto dal sito www.rosario.it di palermo, che ha pubbicato integralmente le mie due recenti lettere, con le quali ho posto fine a cinque anni di silenzio due dei tanti commenti postati e la mia risposta:

    --------------------------------------------------------------------

    Pequod scrive:
    27 Luglio 2007 alle 12:17

    Grazie a te e con la speranza di poterci un giorno conoscere.
    Una segnalazione importante per chi vuole iniziare ad aprire gli occhi,un libro:
    L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO.
    di Giuseppe LoBianco e Sandra Rizza.
    editore:chiarelettere

    Alessia scrive:
    27 Luglio 2007 alle 14:02

    Io ho visto il documentario su Rai3.
    Io ho pianto.
    Perchè ho pensato che la maggior parte delle persone che conosco non l’avrebbero visto, non avrebbero saputo, non si sarebbero interessate, non si sarebbero arrabbiate.
    L’indifferenza è la cosa che più di ogni altra mi fa paura.
    La rassegnazione no, non trova posto nel mio cuore.
    Ci auguro che si riesca finalmente a fare luce sull’agenda rossa.

    Salvatore scrive:
    27 Luglio 2007 alle 15:53

    Ciao Alessia

    le tue parole e quelle di Pequod mi hanno fatto nascere un sogno.

    Che tutti i ragazzi di Palermo che non si rassegano, che non vogliono dover andare via dalla loro terra per avere un futuro degno di questo nome, che non ne possono piu’ di promesse mai mantenute, che non ne possono più della latitanza dello stato e di essere abbandonati ad una dominazione, non straniera questa volta ma di altri siciliani come loro ma cosi’ diversi da loro, che non sopportano più che il loro destino sia deciso dai pochi uomini delle famiglie mafiose e dalle tante persone colluse, che non sopportano piu’ "il puzzo dell’indifferenza" e vogliono sentire finalmente "il fresco profumo della liberta’", prendano in mano un’agenda rossa e vadano a gridare la loro rabbia e la loro sete di verità davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo e all’ Assemblea Siciliana.

    E’ solo un sogno, ma ne ho bisogno per continuare a vivere.

    Salvatore Borsellino

    _________________
    19 Luglio 1992


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Valentina
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 27 lug 2007, 23:49 
    Site Admin
    Avatar utente

    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

    Non connesso
    Carissimo Salvatore,il fatto che lei ci abbia trovati e abbia scritto sul nostro forum mi fa sentire molto emozionata e mi commuove(non sto esagerando ma sono queste le sensazioni che provo in questo istante)e sono sicura che quando anche gli altri leggeranno saranno felicissimi.
    Spero un giorno che avremo l'onore di conoscerla di persona,e intanto con tutto l'impegno e la passione che solo i veri siciliani possiedono cerchiamo di essere la voce e perchè no anche il grido (come lei ha scritto "e gridare, gridare, gridare finchè avremo voce per pretendere la verità, costringere a ricordare chi non ricorda") di chi purtroppo è stato zittito troppo presto da chi non sa riconoscere valore alla vita.

    Spero di rileggerla presto,tanti cari saluti.


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Salvo
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 28 lug 2007, 00:47 

    Iscritto il: 29 gen 2007, 23:20
    Messaggi: 7945

    Non connesso
    E' un piacere averla qui


     Profilo  
    Rispondi citando  
    salvatore
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 29 lug 2007, 10:06 

    Iscritto il: 27 lug 2007, 22:29
    Messaggi: 3

    Non connesso
    Milano, 29 Luglio 2007

    Dal Corriere della Sera di oggi:


    "Fu terrorismo". Vitalizio ai familiari di Borsellino

    "Dopo una lunga istruttoria, la direzione generale del personale di via Arenula ha riconosciuto rispettivamente alla moglie e ai figli del dottor Paolo Emanuele Borsellino, già magistrato, deceduto in Palermo il 19/7/1992 per effetto di lesioni riportate in conseguenza di azioni della criminalità organizzata con finalità terroristica, la concessione dell'assegno vitalizio quale beneficio previsto dall'applicazione della legge 206/04"

    Il figlio Manfredi, oggi commissario capo della polizia a Palermo, chiede giustamente perchè non venga riconosciuto lo stesso trattamento alle moglie e ai figli degli agenti morti in via D'Amelio e dichiara:

    "Se ora sono in polizia lo devo all'esempio che ho avuto dagli agenti della scorta di mio padre. Lui è morto per le sue idee, loro sono morti per difendere mio padre. Non ci dovrebbero essere vittime di serie A, serie B o serie C"

    Non aggiungo altro, se non il ricordo di mia madre che, il giorno dopo la strage, ci chiese di incontrare i genitori dei ragazzi morti con Paolo e volle baciare loro, uno per uno, le mani perchè, come ci disse, avevano dato la vita dei loro figli per suo figlio.

    Io mi chiedo invece quando verrà concessa ai familiari di quei ragazzi un vitalizio come genitori e figli di vittime dello Stato

    Salvatore Borsellino

    _________________
    19 Luglio 1992


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    Rispondi citando  
    gianpi
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 29 lug 2007, 13:20 

    Iscritto il: 17 feb 2007, 19:35
    Messaggi: 354
    Località: trd

    Non connesso
    :oops: nn c sono parole! Le vittime della mafia hanno tutte gli stessi diritti a prescindere se fossero giudici o semplici appuntati, sono tutti morti perchè credevano che la mafia può e deve esser sconfitta!


     Profilo  
    Rispondi citando  
    salvatore
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 29 lug 2007, 18:17 

    Iscritto il: 27 lug 2007, 22:29
    Messaggi: 3

    Non connesso
    Milano 29 Luglio 2007

    A seguito della notizia riportata oggi dagli organi di stampa, della concesssione di un assegno vitalizio, quale beneficio previsto dall'applicazione della legge 206/4, alla moglie e ai figli del dottor Paolo Emanuele Borsellino, già magistrato,deceduto in Palermo il 19/7/1992 per effetto di lesioni riportate in conseguensa di azioni della criminalità organizzata con finalità terroristica, chiedo all' on. Giuliano Amato, in qualità di titolare del Dicastero degli Interni, di volersi fare promotore di una proposta di legge per la concessione di un vitalizio, pari all'emolumento mensile di un componente della Camera dei Deputati, per i familiari di Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, già agenti della Polizia di Stato, deceduti in Palermo il 19/7/1992, per effetto di lesioni riportate in conseguenza di azioni della criminalità organizzata con finalità terroristica, mantre, facendo uso solamente del loro corpo, tentavano di difendere il suddetto magistrato.
    In quanto alle motivazioni del vitalizio stesso chiedo al ministro Giuliano Amato, attuale titolare del Dicastero degli Interni di avviare consultazioni con l'on. Nicola Mancino, titolare del Dicastero degli Interni dal 28/6/1992 al 28/04/1993 (I Gov. Amato) ed al 28/4/1993 al 10/05/1994 (Gov. Ciampi) e quindi sicuramente al corrente dei Segreti di Stato relativi a quel periodo, per appurare, compatibilmente con le lacune di memoria dello stesso, se i suddetti agenti della Polizia di Stato debbano essere definiti "vittime del terrorismo" o "vittime dello Stato"

    Salvatore Borsellino

    _________________
    19 Luglio 1992


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