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    Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...




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    Autore Messaggio
    beppemignemi
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 06 dic 2008, 22:25 

    Iscritto il: 10 ott 2007, 11:35
    Messaggi: 1272

    Non connesso
    Come Volevasi Dimostrare:

    http://www.corriere.it/cronache/08_dice ... aabc.shtml

    qualche spunto di riflessione
    http://toghe.blogspot.com/2008/12/non-c ... ti-in.html

    (da notare che è stato scritto prima della notizia del trasferimento di Apicella)
    soprattutto evidenzierei questa parte:
    "Si parla di lotta tra P.M. Troppo comodo. Anche quando il ladro è inseguito da un carabiniere si potrebbe parlare di cittadini che si inseguono, ma la dizione sarebbe del tutto fuorviante. Non c’è lotta tra P.M.: c’è un organo giudiziario che indaga su alcuni cittadini i quali, di professione fanno i magistrati. Non si litigano per fatti privati o per gelosie professionali, ma perché alcuni (Salerno) sono stati obbligati da una denuncia ad accertare se siano stati commessi reati."

    Invece ora trasferiscono Apicella, che indagava, e quanto vogliamo scommetterci che metteranno a capo di Salerno qualcuno "di fiducia"? Ahu, ragazzi, in quegli atti di Why Not ci deve essere il fuoco dentro, se pur di mantenerli sotto controllo si scomodano anche i vertici istituzionali...mi sa tanto di agenda rossa...
    Comunque, fatico a trattenere il vomito.

    _________________
    anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio...
    anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti!


     Profilo  
    Rispondi citando  
    nadia
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 10 dic 2008, 18:38 

    Iscritto il: 04 dic 2007, 18:12
    Messaggi: 507

    Non connesso
    La vera storia del caso Why Not

    La guerra tra procure è una balla.

    Vogliono uccidere Mani Pulite 2



    Il testo dell'intervento audio di Marco Travaglio.

    Si è parlato da parte di tutti i giornali, praticamente a edicole unificate, di una guerra fra Procure, quella di Catanzaro e quella di Salerno, e come in tutte le guerre si è dunque auspicato e immediatamente verificato quello che è stato presentato come un intervento, come dire, di peacekeeping da parte del Capo dello Stato e del Consiglio Superiore della Magistratura che hanno messo sullo stesso piano, se non addirittura messo su un piano più negativo la Procura di Salerno rispetto a quella di Catanzaro e poi hanno deciso pilatescamente secondo alcuni, o salomonicamente secondo altri, di cacciare dalle loro sedi il Procuratore Capo di Salerno e il Procuratore Generale di Catanzaro che erano visti come i massimi protagonisti di questo cosiddetto scontro o guerra fra Procure e i giornali, insieme all’intera classe politica, se escludiamo Di Pietro, e all’intero fronte dell’informazione anche televisiva e di tutti hanno applaudito per questo pronto e tempestivo intervento atto a sedare la rissa e a spegnere i fuochi.
    In realtà non c’è nessuna guerra fra Procure, o meglio, non c’è nessuna guerra da parte della Procura di Salerno nei confronti di quella di Catanzaro, c’è un’indagine della Procura di Salerno nei confronti di quella di Catanzaro, mentre effettivamente c’è una guerra della Procura di Catanzaro contro quella di Salerno, visto che Catanzaro non è competente sugli eventuali reati commessi a Salerno, mentre Salerno è competente sugli eventuali reati commessi a Catanzaro, quindi siamo di fronte a un vigile urbano che fa la multa a qualcuno che ha parcheggiato in divieto di sosta e quello che ha parcheggiato in divieto di sosta sfila il portafoglio al vigile che gli ha fatto la multa e gli porta via i soldi corrispondenti alla multa. Non è naturalmente questa una guerra fra il vigile e il parcheggiatore abusivo, ma è invece una doverosa multa e una inaudita reazione illegittima e forse anche illegale da parte di quello che ha parcheggiato in divieto di sosta. Presentata così la vicenda avrebbe illuminato immediatamente l’opinione pubblica, facendole fra l’altro capire che per fortuna la magistratura non è una casta, visto che al suo interno si trovano ancora magistrati che quando hanno notizie di reato a carico di altri magistrati, invece di chiudere gli occhi e di voltarsi dall’altra parte le approfondiscono e assumono le decisioni conseguenti che sono naturalmente quelle previste dalla legge, la Procura competente per i reati commessi a Catanzaro notifica avvisi di garanzia a coloro che questi reati avrebbero commesso e avendo necessità di acquisire carte, chiede queste carte, e nella fattispecie la Procura di Salerno ha chiesto da febbraio a oggi per sette volte il fascicolo Why Not che era stato scippato al titolare De Magistris da parte del Procuratore Generale, con una mossa che secondo la Procura di Salerno è illegittima e illegale, tant’è che celerebbe addirittura una corruzione giudiziaria per salvare alcuni imputati eccellenti dell’indagine Why Not, la Procura di Catanzaro con mille scuse ha negato sette volte ai colleghi di Salerno competenti quelle carte, e alla fine i colleghi di Salerno giustamente sono andati a Catanzaro a prendersele con un provvedimento previsto dalla legge, provvedimento tra l’altro di ordinaria amministrazione giudiziaria, il sequestro di carte in originale come succede continuamente in uffici pubblici di ogni genere.
    Il sequestro delle carte è stato accompagnato da perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di questi magistrati alla ricerca di chiavi elettroniche, di pen-drive, di file su computer anche privati, il che spiega l’eventuale – ma ancora tutta da verificare – perquisizione corporale di cui si sono lamentati alcuni magistrati di Catanzaro che hanno detto con grande scandalo di essersi addirittura dovuti levare il pigiama che indossavano al momento della perquisizione, se uno cerca un pen-drive e non lo trova verifica che non sia nascosto da qualche parte negli indumenti delle persone, questo succede continuamente e se l’avessero fatto per una persona sospettata di spaccio di droga nessuno si sarebbe meravigliato, anzi, si sarebbe meravigliato del contrario e non si vede per quale motivo ci sia da scandalizzarsi, si fa una perquisizione corporale – ammesso che sia stata fatta – nei confronti di magistrati accusati, ripeto, di corruzione in atti giudiziari, cioè di avere venduto le proprie funzioni giudiziarie per interessi privati di imputati eccellenti. Questa è l’ipotesi accusatoria, un’ipotesi talmente grave che mi meraviglio che ci si scandalizzi per la perquisizione e non ci si scandalizzi invece per l’ipotesi accusatoria che è addebitata a diversi magistrati di Catanzaro.
    In ogni caso questo è il contesto, un’indagine legittima, doverosa, prevista dalla legge, imposta dalla legge che nasce da un fatto molto preciso, e cioè che a Catanzaro c’era un Pubblico Ministero, completamente isolato nel suo ufficio da colleghi e superiori, che ha condotto tre indagini particolari, di particolare importanza, che si chiamano Toghe Lucane, sui malaffari ipotizzati e denunciati da magistrati lucani nei loro uffici giudiziari, da Potenza ad altre sedi, indagini che tra l’altro poi hanno portato addirittura ad arresti di magistrati lucani e trasferimenti d’ufficio da parte del CSM, quindi sicuramente non un’indagine cervellotica e campata in aria, perché già convalidata da provvedimenti, e giudiziari e anche disciplinari. Quell’indagine era condotta da De Magistris il quale poi ne ha condotta un’altra a proposito di una decina di depuratori che avrebbero dovuto essere costruiti in Calabria per ripulire il mare sporco, che è una delle ragioni per cui il turismo è fermo in una zona tipicamente turistica e marina come la Calabria, depuratori che sono stati finanziati dall’Unione Europea con credo 800 milioni di euro e che poi non sono stati costruiti perché i soldi nel frattempo sono spariti, o sono stati fatti sparire, c’è un rapporto della Corte dei Conti che certifica questa ruberia di denaro pubblico e quindi De Magistris si occupava dei profili penali di questa gigantesca truffa ai danni dell’Europa, che coinvolge politici, loro mogli, loro prestanome, loro galoppini, loro portaborse, e una serie di società fantasma costruite per incamerare i soldi e farli sparire, con il risultato di un danno erariale gravissimo e anche di un danno per l’economia della Calabria che continua ad avere il mare sporco perché non ci sono i depuratori. E poi c’era la terza indagine, quella che si chiama Why Not, che parte da alcune società che avrebbero dovuto anch’esse incamerare finanziamenti pubblici europei, regionali e statali per sviluppare attività economiche nel settore informatico e che naturalmente queste attività non sono mai partite perché anche in questo caso i denari pubblici, un’enorme fiumana di denari pubblici, sarebbero scomparsi nelle tasche dei soliti noti, e questa è l’indagine che ha come imputato principale Antonio Saladino che è il leader de La Compagnia delle Opere, in Calabria, uomo dalle mille ramificazioni e che poi ha coinvolto via via uomini dell’entourage di Prodi, fino a un’iscrizione nel registro degli indagati dello stesso Premier di allora, Prodi, per valutare l’uso di un telefono cellulare che sarebbe stato intestato a lui ma usato da suoi collaboratori che invece risultano pesantemente indagati, mentre la posizione di Prodi, a quello che si sa, era marginale ma andava indagata per vedere chi e come usava questo telefono.
    E poi l’indagine ha portato all’iscrizione anche dell’allora Ministro della Giustizia Mastella per i suoi rapporti con Saladino, con altri faccendieri come ex-piduista già condannato per Enimont Bisignani, come altre persone che stavano in quell’indagine e proprio alla vigilia della perquisizione nella sede Il Campanile, organo dell’UDEUR, che avrebbe potuto portare a scoprire ciò che poi L’Espresso ha rivelato, e cioè un uso privato di finanziamenti anche pubblici a quel giornale di partito da parte di Mastella e famiglia, anche questa indagine è stata tolta a De Magistris. Quella della Poseidone sui depuratori gliel’ha tolta il suo allora Capo della Procura di Catanzaro, Mariano Lombardi; quella Why Not gli è stata avocata, quindi tolta anch’essa dal Procuratore Generale, Dolcino Favi. A De Magistris è rimasta la terza indagine, quella sulle Toghe Lucane e De Magistris ha fatto in tempo, dopo essere già stato trasferito, nelle more del suo trasferimento a completare l’indagine e inviare gli avvisi di conclusione delle investigazioni ai vari indagati e poi, mentre stava scrivendo le richieste di rinvio a giudizio, da Napoli è partito l’ordine di trasferirsi subito, immantinente, dall’oggi al domani, e così De Magistris non ha potuto nemmeno scrivere le richieste di rinvio a giudizio di questa indagine e quindi nessuna delle tre indagini gli è stato consentito di concludere.
    Queste indagini, come sono finite o come finiranno, non sono più responsabilità di De Magistris perché non è stato lui a concluderle, cioè il titolare se l’è viste sfilare di mano durante e sul finire, il che crea un primo problema: abbiamo letto su vari giornali che De Magistris sarebbe un fumista, sarebbe un bravo ragazzo ma incapace di trovare le prove, di incastrare gli imputati sulla base di elementi seri e oggettivi, per cui sarebbe autore di ricostruzioni fantasiose oppure comunque giornalistiche di nessuna rilevanza penale, nel qual caso non si capisce per quale motivo, se è un magistrato incapace, si accaniscano tutti a togliergli le indagini mentre le sta facendo, se si è così sicuri che le indagini finiranno nel nulla, in un buco nell’acqua, e si infrangeranno davanti a regolari dinieghi dei GIP e dei Tribunali del Riesame, dei Tribunali ordinari, delle Corti d’Appello, della Cassazione… fategliele finire, così si sputtanerà da solo e potrete dimostrare che avevate ragione. Non si capisce se è così incapace per quale motivo invece di lasciarlo andare a sbattere contro i successivi gradi di giudizio gli vengano sempre tolte tutte le indagini in modo che così lui possa dire che le indagini sono finite nel nulla perché gliele avevano tolte e sono state distrutte, smembrate, svilite, sminuzzate e polverizzate dai suoi colleghi che ce l’hanno con lui. E’ totalmente incoerente quello che sta succedendo, tant’è che tanta pervicacia nel portargli via le indagini prima che le finisca fa persino pensare che non sia poi quell’incapace che si dice, perché altrimenti tutti avrebbero interesse a lasciare che vada a rovinarsi e a suicidarsi con le sue mani.
    In ogni caso De Magistris viene perseguitato, o perseguito – a seconda dei gusti – da ispezioni ministeriali continue che partono dal Governo di centrodestra con il Ministro Castelli, proseguono con il Governo di centrosinistra di Mastella, con Mastella al Ministero e poi si arriva al procedimento per trasferirlo d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale e quindi il trasferimento a Napoli da Catanzaro, con il divieto di fare il Pubblico Ministero, ma con l’obbligo di passare alla giudicante, perché appunto non è capace a fare il PM e quindi deve fare il giudice ed è incompatibile con Catanzaro ma non con Napoli. Ora, se fosse un incapace lo dovrebbero cacciare dalla Magistratura, non cambiargli la funzione e cambiargli la sede, perché se uno è incapace a Catanzaro è incapace anche a Napoli. In ogni caso lo stesso problema si pone per la Forleo che è stata dipinta praticamente come una psicopatica ed è stata dichiarata incompatibile con Milano, ma se fosse psicopatica anche lei dovrebbe essere buttata fuori dalla Magistratura, perché se uno è psicopatico a Milano, è psicopatico anche a Cremona, dove è stata destinata. In realtà se uno legge i due procedimenti si rende conto che De Magistris non è affatto un incapace e la Forleo non è affatto una psicopatica, bisognava trovare il modo di liberarsi di loro, laddove stavano facendo tra virgolette danni a quel fronte trasversale che era protagonista delle inchieste che essi seguivano, caso UNIPOL, scalate bancarie, AntonVeneta e RCS per la Forleo e le tre indagini di De Magistris in Calabria dove gli indagati erano un bel fronte trasversale che andava da destra a sinistra e che andava a toccare anche non solo la politica ma anche malaffari trasversali e massonerie varie più o meno occulte e uomini degli apparati, delle forze dell’ordine, dei servizi di sicurezza e anche della Magistratura.
    De Magistris, ancor prima di essere trasferito, quando comincia a finire nel mirino di colleghi, ispettori ministeriali, interrogazioni parlamentari e tutto quanto, si rivolge alla Procura competente per valutare i reati di Catanzaro, dei magistrati di Catanzaro e cioè Salerno e fa le sue denunce. Nel frattempo a Salerno si sviluppa un pellegrinaggio incessante di suoi superiori e di suoi indagati che a loro volta denunciano De Magistris accusandolo di ogni sorta di nefandezze, irregolarità, abuso di potere, eccetera. I magistrati di Salerno dunque non si occupano di Catanzaro per loro sfizio, si occupano di Catanzaro perché ufficialmente investiti da denunce di magistrati e altre persone di Catanzaro e quindi, doverosamente, non potendo ignorare le denunce perché in Italia c’è l’obbligatorietà della /sede/ penale e fanno le indagini su entrambi i fronti. Le denunce di De Magistris contro gli altri e la denuncia degli altri contro De Magistris.
    E dopo mesi di indagini arrivano alla conclusione che De Magistris si è comportato bene, è stato corretto, non ha commesso alcun tipo di reato o di illegalità, ha fatto bene a iscrivere Mastella nel registro degli indagati e anche era doveroso, scrivono i magistrati, che lo facesse e così vengono archiviate tutte le denunce che vengono presentate contro De Magistris, mentre invece si scopre che le denunce di De Magistris hanno un fondamento e con una mole enorme di riscontri oggettivi viene scritto il decreto di perquisizione e di sequestro probatorio della Procura della Repubblica di Salerno per andare a prendere quelle famose carte a Catanzaro.
    Immediatamente ovviamente la casta, o forse è meglio dire la cosca, si chiude a riccio e reagisce alla sua maniera, si comincia a seminare polveroni e a dire che c’è una guerra fra Procure, che c’è un crociato conflitto che va sanato. Perché? Perché la Procura di Catanzaro, invece di sottoporsi agli accertamenti previsti dalla legge che fa competente Salerno, si mette a strillare nella persona del Procuratore Generale Iannelli che definisce addirittura atti eversivi le perquisizioni, i sequestri fatti dai colleghi competenti su di lui, e Iannelli è indagato ovviamente per /varie/ ipotesi di reato e va in televisione a ufficializzare questo atto di insubordinazione alla giustizia e non trova di meglio che rispondere, l’autorità giudiziaria di Catanzaro, indagando per interruzione di pubblico servizio e altri reati i suoi indagatori, cioè i magistrati di Salerno che stanno compiendo gli accertamenti.
    Purtroppo, mentre Salerno può e deve indagare i magistrati di Catanzaro, i magistrati di Catanzaro non possono indagare i magistrati di Salerno, sia perché la competenza sugli eventuali reati commessi dai giudici di Salerno non è di Catanzaro ma è di Napoli, e quindi se uno ritiene a Catanzaro che siano stati commessi reati da magistrati di Salerno presenta un esposto contro di loro alla Procura di Napoli affinché la Procura di Napoli faccia il suo dovere. Se poi si ritiene che i reati dei magistrati di Salerno siano stati commessi a Catanzaro e quindi siano di competenza della Procura di Catanzaro, tutto può succedere, tranne che gli indagati, i magistrati indagati a Catanzaro indaghino a loro volta sui magistrati che indagano su di loro, perché è evidente quando uno è parte in causa, competenza o non competenza, comunque l’obbligo è di astenersi dall’occuparsi di vicende che lo riguardano personalmente, altrimenti questa contro-indagine sugli indagatori salernitani assume immediatamente i contorni e i sospetti di una ritorsione e di un’intimidazione.
    La cosa non avviene, nessuno rileva questo incredibile incrocio illegale che viene prodotto dalla decisione dei magistrati di Catanzaro, i quali arrivano addirittura a contro-sequestrare le carte che gli erano state appena sequestrate per il fascicolo di Why Not, e questa è un altro degli elementi che fa pensare che nel fascicolo di Why Not non ci siano soltanto fumisterie, perché se ci fossero fumisterie, per quale motivo negarlo sette volte su sette quando ne viene chiesta la copia da Salerno? E poi, per quale motivo bloccarne un’altra volta la visione ai colleghi di Salerno con il provvedimento di contro-sequestro? Che cos’è che non vogliono che si legga in quelle carte se sono tutte fumisterie, ricostruzioni giornalistiche, teoremi, farneticazioni di De Magistris? E’ un altro elemento che fa pensare che De Magistris non sia poi quel visionario incapace che molti o tutti hanno teso a dipingere sui giornali.
    A questo punto ovviamente bisogna supportare e corroborare questa leggenda metropolitana dello scontro fra Procure e cioè bisogna caricare i magistrati di Salerno per dimostrare che sono dei mascalzoni. Perché? Perché le mascalzonate che sono state fatte da quelli di Catanzaro sono sotto gli occhi di tutti, anche se nessuno… anche se tutti fanno finta di non vederle e quindi si cominciano ad inventare delle irregolarità che avrebbero commesso i salernitani. Si legge addirittura con grave sprezzo del ridicolo qualcuno imputare i magistrati di Salerno di avere scritto un ordine sequestro troppo lungo, dice, sono 1.700 pagine, sono troppe. Naturalmente nessuno ha mai stabilito di quante pagine debba essere composto un decreto di perquisizione, ognuno nei decreti di perquisizione ci scrive quello che ritiene giusto, c’è chi è più sintetico, c’è chi è più prolisso, c’è chi inserisce più elementi, chi ne inserisce di meno, ma insomma, non si capisce per quale motivo scrivere un mandato di perquisizione, ripeto, per indagare diversi magistrati e praticamente prendere d’assedio un intero ufficio giudiziario, non si capisce per quale motivo 1.700 pagine sarebbero troppe. Poi bisognerebbe leggerle quelle 1.700 pagine, sono 1.700 pagine agghiaccianti, le abbiamo messe nel blog Voglio Scendere, le ha messe nel suo blog Carlo Vulpio, sono pagine agghiaccianti e qui, ripeto, io non mi voglio occupare del fatto se De Magistris abbia ragione o abbia torto, la Procura di Salerno ritiene che abbia ragione, ne prendo atto, ma non è questo il problema. Anche dando per scontato, per assurdo, che De Magistris sia quell’incapace, incompetente e fumista che abbiamo sentito descrivere, leggiamo questa ordinanza, e vedremo che la nuova P2 prende corpo, non dalle parole di De Magistris, prende corpo dai riscontri. Qui c’è un network di potere impressionante, che consente a persone molto protette da un lato di raggiungere posizioni di potere, e dall’altro di neutralizzare ogni volta qualsiasi tentativo di metterle sotto inchiesta e di andare a vedere che cosa stanno facendo. E’ un network spaventoso che può essere chiaramente equiparato alla P2, anche se non fosse una loggia massonica, ma fosse semplicemente una banda, una gang, un’associazione. E’ impressionante la convergenza di elementi che dimostra purtroppo che cosa è diventato negli ultimi anni il Consiglio Superiore della Magistratura, che è costretto a non vedere le cose gravi e a equipararle alle altre, a quelle non gravi, è costretto a seguire anch’esso lo schema politico e giornalistico della guerra fra Procure, per continuamente coprire le proprie attività precedenti.
    Sono state nominate ai vertici di importanti uffici giudiziari delle persone che avevano dei gravissimi conflitti di interessi, poi vedremo se erano anche dei corrotti, ma intanto viene fuori che c’erano rapporti che avrebbero dovuto consigliare di buttare fuori dalla Calabria, non mandare lì magistrati che poi hanno raggiunto posizioni di primissimo piano a Catanzaro e che sono poi quelli che hanno isolato ed espulso De Magistris come un corpo estraneo. Quelli avrebbero dovuto essere espulsi e non avrebbero mai dovuto essere nominati e invece venivano nominati perché il CSM è diventato un luogo dove io nomino uno dei tuoi e poi tu nomini uno dei miei, e a volte viene nominato uno gradito alla destra, e poi viene nominato uno gradito alla sinistra, e magari sempre in buona fede, ma con un meccanismo del genere tu non puoi più dire, quello no perché altrimenti poi i suoi sponsor diranno a te, il tuo no. E quindi molto spesso si buttano giù anche dei bocconi amari da persone oneste e in buona fede, proprio perché il sistema della lottizzazione è diventato quello.
    L’ultima cosa che va detta, è che non c’è alcun motivo per essere sorpresi di quello che è accaduto. Quello che è accaduto era scritto nelle carte da un anno, esattamente un anno fa i Procuratori Verasani e Nuzzi di Salerno furono sentiti dal Consiglio Superiore che si stava occupando di De Magistris e stava decidendo se trasferirlo o meno. I due hanno avvertito il CSM dicendo, state attenti, perché la storia che è stata raccontata finora dai vertici della Magistratura calabrese su De Magistris, è tutta falsa. Noi stiamo scoprendo che ha ragione De Magistris a denunciare un complotto contro di lui da parte dei suoi superiori, tenete presente che stiamo per archiviare le denunce contro De Magistris e stiamo per attivarci, dopo avere trovato i riscontri delle denunce di De Magistris contro i suoi colleghi di Catanzaro, che sono già stati indagati, e fecero pure l’elenco dei magistrati di vertice calabresi che erano sotto inchiesta, sospettati di corruzione giudiziaria e altri abusi. Il Consiglio Superiore della Magistratura avrebbe potuto almeno fare quello che ha fatto l’altro giorno. Volevano mandare via De Magistris? Ma avessero mandato via anche coloro che l’avevano triturato, e che sono oggi stati oggetto della perquisizione e strillano contro gli atti eversivi, bene, se avessero almeno fatto pari e patta, la perquisizione dell’altro giorno avrebbe riguardato persone già trasferite o sospese dall’incarico, e non avrebbe avuto lo stesso effetto dirompente, non sarebbero andati a prenderli in Tribunale, in Procura i magistrati indagati, sarebbero andati a prenderli a casa, o in sedi diverse dopo il trasferimento. E invece erano tutti ancora al loro posto e il CSM da un anno sapeva che erano indagati per gravissimi fatti, e lo sapeva Mancino, e lo sapeva il Capo dello Stato, perché il CSM è presieduto dal Capo dello Stato e quindi il Capo dello Stato deve per forza conoscere quello che i magistrati di Salerno un anno fa hanno detto al CSM affinché si attivasse. Il CSM non si è attivato, ha ignorato quei rapporti, ha mandato via De Magistris e ha lasciato ai loro posti tutti gli indagati per avere complottato contro De Magistris.
    Meravigliarsi per quello che è successo adesso è veramente ridicolo. Se in 24 ore dopo l’audizione dei PM di Salerno fossero stati presi i provvedimenti che andavano presi, come sono stati presi rapidamente adesso contro i due Procuratori del presunto scontro fra Procure, probabilmente il CSM si sarebbe potuto vantare di avere proceduto a fare pulizia al suo interno. Invece ciò non è avvenuto.
    L’ultima cosa da dire è che lo strumento del trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale è assolutamente discutibile perché il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale può avvenire soltanto quando si sono create delle condizioni di incompatibilità con un certo ambiente geografico, derivanti da comportamenti non colpevoli da parte del magistrato e non colpevoli vuol dire rapporti di parentela, con avvocati o con indagati, o rapporti di amicizia con indagati o con avvocati, insomma con parti in causa, che suggeriscono al magistrato, che pure non ne ha nessuna colpa, di andare a lavorare da un’altra parte. Quando invece ci fossero comportamenti colpevoli, non si può usare il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale, bisogna usare il procedimento disciplinare. Però è più lungo ed è più garantito. Quindi il fatto di usare il trasferimento per incompatibilità ambientale per due magistrati che sono stati accusati di fare addirittura una guerra fra Procure, è assolutamente improprio e probabilmente illegale, come improprio e illegale è tutto quello che è successo in questi giorni, e come altamente intimidatorio si rivela oggettivamente l’intervento del Capo dello Stato che all’improvviso, come un marziano, si sveglia dopo un anno che il CSM sa tutto e si meraviglia per quello che sta avvenendo e che nessuno ha fatto niente per prevenire e addirittura chiede gli atti di un’indagine in corso alla Procura di Salerno e solo dopo a quella di Catanzaro, come se ci fosse qualcosa di male nel fatto dei magistrati di Salerno, trovati gli elementi per contestare dei reati ai magistrati di Catanzaro abbiano proceduto nei loro confronti come avrebbero proceduto nei confronti di qualunque altro cittadino.
    La Procura di Salerno ha dimostrato che la legge è uguale per tutti, anche per i magistrati, non so che cosa ne pensino il Quirinale e il CSM dell’art. 3 della Costituzione che ormai, anche alla luce della legge Alfano andrebbe abolito, così almeno gli italiani potranno finalmente decidere in qualche regime si trovano e se sia ancora una democrazia, un paese dove si dice sempre che i magistrati non pagano per i loro errori e poi, quando se ne vede qualcuno che rischia di pagare intervengono il Capo dello Stato, il CSM e la politica tutta per salvarlo. Viene persino il dubbio che De Magistris avesse visto giusto.

    C’è una Magistratura purtroppo sempre più vasta che si fa gli affari suoi e che ha capito l’antifona per cui certi processi e certi personaggi non si devono toccare e non vengono toccati, e poi c’è una pattuglia sempre più sparuta di magistrati obbedienti soltanto alla legge e alla Costituzione che a loro rischio e pericolo continuano a cercarsi rogne, tra virgolette, cioè ad applicare la legge in maniera uguale per tutti. Quindi il problema non è più come una volta, mettere il bavaglio alla Magistratura, si tratta di indurre al silenzio e tagliare le mani a quei pochi magistrati che ancora hanno voglia di occuparsi degli scandali del potere, e quindi tutto ciò deve avvenire, questa volta, non attaccando dall’alto la corporazione togata, ma ottenendo la collaborazione della parte, non so se maggioritaria, ma sicuramente normalizzata della corporazione togata affinché aiuti e insieme alla politica e ai poteri forti metta in riga i propri riottosi.
    Da questo punto vista con grande dolore, devo dire, ma ho letto la conclusione del fondo di Scalfari di questa mattina, che sposa in pieno la linea della controriforma Castelli-Mastella, tra l’altro ignorando che purtroppo ciò che lui auspica, e cioè la gerarchizzazione delle Procure per dare l’azione penale nelle mani dei capi, che è un vecchio sogno naturalmente della politica, perché è molto più facile controllare venti o trenta capi che non controllare duemila PM, non può essere auspicato perché purtroppo è già stato codificato nella legge sull’ordinamento giudiziario di Castelli che poi con qualche minuscolo ritocco non sostanziale è stata approvata con il concerto di Mastella e con ampia maggioranza trasversale del Parlamento, e quindi già oggi l’azione penale è tornata nelle mani di pochi capi, i quali naturalmente hanno gioco facile nel liberarsi di Pubblici Ministeri scomodi portandogli via le indagini, e da questo punto di vista il caso di Catanzaro è stato un banco di prova, una specie di pista di collaudo per una controriforma che puntava e che è perfettamente riuscita a silenziare i Pubblici Ministeri, tra virgolette riottosi, agli ordini superiori del potere e abbiamo visto che è stato facilissimo portare via tre indagini su tre a un magistrato come De Magistris senza problemi. Dopodiché non capisco come si possa dire che mettendo la responsabilità nelle mani dei capi il problema sarebbe risolto, se è vero che il Consiglio Superiore della Magistratura sta trasferendo due capi, un Procuratore Generale e un Procuratore Capo. Forse perché il Procuratore Capo di Salerno, Apicella, non ha obbedito agli ordini non scritti ma ferrei, se avesse preso i suoi sostituti Nuzzi e Verasani e li avesse mandati a occuparsi di furti di bestiame anziché delle denunce di e contro De Magistris, o avesse rifiutato di avallare la loro indagine, probabilmente a quest’ora nessuno cercherebbe di cacciarlo, e invece questo è un ordine anche ai capi. Cioè, guardate che quando i vostri sostituti si avvicinano a certi santuari, o fate come hanno fatto a Catanzaro che hanno buttato fuori De Magistris, oppure vi buttiamo fuori a voi.


     Profilo  
    Rispondi citando  
    nadia
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 10 dic 2008, 18:41 

    Iscritto il: 04 dic 2007, 18:12
    Messaggi: 507

    Non connesso
    Quello che sta accadendo è di una gravità inaudita, e per favore, non mi venite a dire che la politica non ci riguarda!
    Se questa vicenda è la scusa per dare il colpo di grazia alla Giustizia con la riforma, potremo dire addio alle indagini serie sulla mafia..Dovremmo discuterne in riunione..


     Profilo  
    Rispondi citando  
    real_gone
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 12 dic 2008, 23:22 

    Iscritto il: 30 nov 2008, 18:07
    Messaggi: 2

    Non connesso
    Sono d'accordo con Nadia e con molti che l'hanno preceduta. A parte la gravità della cosa, quello che mi lascia più amareggiato è la disinformazione che circola attorno alla vicenda: tutti i giornali hanno parlato in maniera equivoca della questione, facendo più caciara che parlando di contenuti. In proposito, condivido appieno le parole dell'articolo di Stefano Racheli dal blog Uguale per tutti citato da beppemignemi. Sono pochi i giornalisti che osano uscire fuori dal coro che urla l'allarme per la presunta guerra tra procure e lo sfascio della giustizia. Per non parlare dell'informazione televisiva.
    E' vero, si sta preparando il campo per una riforma della giustizia fatta a colpi di maggioranza, e con il consenso "drogato" degli elettori.
    E intanto va scemando anche l'Onda studentesca di indignazione verso la riforma dell'istruzione... che cosa ancora può farmi sperare che tutto non vada sempre peggio?


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    nadia
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 15 dic 2008, 15:12 

    Iscritto il: 04 dic 2007, 18:12
    Messaggi: 507

    Non connesso
    Why Not,

    "Trasferito" l'inviato del Corriere:

    Carlo Vulpio, il giornalista del Corriere della Sera che per due anni ha seguito le inchieste sul caso De Magistris, è stato sollevato dall'incarico. Lo comunica lui stesso sul suo sito:


    Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io.
    E’ stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori.
    Come sempre, non solo durante questa inchiesta, ma perché questo è il mio modo di lavorare, avevo “fatto i nomi”. E cioè, non avevo omesso di scrivere i nomi di chi compariva negli atti giudiziari (il decreto di perquisizione dei magistrati di Salerno, che trovate su questo blog in versione integrale) non più coperti da segreto istruttorio. Tutto qui. Nomi noti, per lo più. Accompagnati però da qualche “new entry”: per esempio, Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, Mario Delli Priscoli, procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Luerti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati.
    Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico.
    Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito.
    di Carlo Vulpio, da www.carlovulpio.it

    Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io.
    E’ stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori.
    Come sempre, non solo durante questa inchiesta, ma perché questo è il mio modo di lavorare, avevo “fatto i nomi”. E cioè, non avevo omesso di scrivere i nomi di chi compariva negli atti giudiziari (il decreto di perquisizione dei magistrati di Salerno, che trovate su questo blog in versione integrale) non più coperti da segreto istruttorio. Tutto qui. Nomi noti, per lo più. Accompagnati però da qualche “new entry”: per esempio, Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, Mario Delli Priscoli, procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Luerti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati.
    Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico.
    Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito.
    Con una telefonata, il mio direttore, Paolo Mieli, ha dichiarato concluso il mio viaggio fra Catanzaro e Salerno, Potenza e San Marino, Roma e Lamezia Terme. Un viaggio cominciato il 27 febbraio 2007, quando scoppiò “Toghe Lucane” (la terza inchiesta di de Magistris, con “Poseidone” e “Why Not”). Un viaggio che mi fece subito capire che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più come prima all’interno della magistratura e in Italia.

    Carlo Vulpio


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    beppemignemi
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 13 gen 2009, 15:22 

    Iscritto il: 10 ott 2007, 11:35
    Messaggi: 1272

    Non connesso
    giochiamo a chi vuol esser trasferito?


    http://www.voglioscendere.ilcannocchial ... o_tra.html

    12 gennaio 2009, in Passaparola
    Dieci piccoli indiani
    413
    commenti

    "Buongiorno a tutti.
    Mi dispiace, ma devo ancora parlarvi del cosiddetto caso Salerno-Catanzaro perché ci sono delle clamorose novità e, visto che sono clamorose, voi non le avete sapute.
    Dove altro le potete trovare se non nella rubrica “Passaparola”?
    Proprio per questo è nata la nostra rubrica, quindi anche oggi parliamo di una notizia molto importante che è a disposizione delle redazioni dei giornali e delle agenzie da venerdì sera e che non è stata riportata da nessun quotidiano italiano.
    Ricorderete l'ultimo episodio, l'ultimo anello di una lunga catena iniziata un anno e mezzo fa con l'esproprio e le avocazioni delle due principali inchieste di Luigi De Magistris.
    L'ultimo atto è che, la settimana scorsa, il ministro Alfano – il cosiddetto ministro della Giustizia Alfano – ha sparato fuori i capi di incolpazione contro il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, e contro i suoi due sostituti, Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani, che hanno il torto di essere titolari dell'indagine nata dalle denunce di De Magistris che ha portato, a metà dicembre, al provvedimento di sequestro e perquisizione per acquisire a Catanzaro le carte dell'inchiesta Why Not, che la procura di Catanzaro non consegnava da mesi e mesi, nonostante le richieste della procura di Salerno.

    Alfano chiede di cacciare il capo della procura di Salerno

    Il ministro Alfano ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura di cacciare dalla magistratura – non di spostare in un altro ufficio, proprio di cacciare dalla magistratura – il procuratore capo di Salerno.
    E' la sanzione più grave che si possa immaginare, di solito la si dovrebbe dare ai magistrati che hanno rapporti con la mafia, o che rubano, o che si vendono le sentenze.
    Bene, questo signore non ha avuto rapporti con la mafia, non si è venduto nessuna sentenza. E' un anziano magistrato che all'improvviso è balzato agli onori delle cronache semplicemente per aver lasciato lavorare i suoi sostituti su un'indagine che, evidentemente, gli pareva ben fatta e fondata.
    E' colpevole di non avere bloccato i suoi sostituti e di avere coperto e avallato le loro decisioni.
    Il ministro lo vuole far cacciare dal Consiglio Superiore della Magistratura, via, fuori dalla magistratura, e in più ha chiesto al CSM di levargli lo stipendio subito.
    Di privarlo immediatamente dello stipendio. Manca soltanto il plotone di esecuzione per la fucilazione.
    Invece, bontà sua, il ministro chiede di trasferire a un'altra sede i due magistrati che hanno materialmente condotto l'inchiesta, e cioè Verasani e Nuzzi.
    Nel motivare questa gravissima sanzione per l'incompatibilità ambientale di questi due magistrati, il ministro scrive, sulla base dei rapporti dei suoi ispettori, che Apicella e i sostituti Nuzzi e Verasani si sono macchiati di “assoluta spregiudicatezza, mancanza di equilibrio e atti abnormi nell'ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l'intento di ricelebrare i processi che sono stati a lui avocati” e sottratti.
    I giornali hanno registrato - Poi vi dirò qual è la notizia che non vi è stata data – con ampio risalto queste motivazioni del ministro Alfano con una tecnica che nelle democrazie non viene mai impiegata: quella dell'ipse dixit.
    Visto che il ministro dice che questi magistrati sono dei farabutti, noi prendiamo atto che questi magistrati sono dei farabutti.
    Non c'è di fianco alla notizia un commento per dire “sarà poi vero che questi magistrati sono dei farabutti?”.
    Può il ministro della giustizia scrivere quello che ha scritto? E' mai successo che un ministro della giustizia scrivesse quello che ha scritto il ministro Alfano?
    Se si fossero posti queste domande, cioè se i giornali svolgessero ancora la funzione critica per la quale sono nati e per la quale esistono – altrimenti non ce ne sarebbe bisogno, basterebbero i comunicati stampa del governo e dell'opposizione, non servirebbero i giornali – avrebbero scoperto che non esiste nella storia dell'Italia unita, né repubblicana né monarchica, una così grave lesione del principio dell'autonomia e indipendenza della magistratura.
    Io non sono fra quelli che pensano che i magistrati debbano essere intoccabili e non debbano pagare per i loro errori, infatti il CSM punisce molti magistrati, non abbastanza ma molti magistrati, e altri si dimettono poco prima di essere puniti.
    E non esiste un ordine professionale che abbia un così alto numero di punizioni per le violazioni deontologiche dei propri membri: non quello degli avvocati, non quello dei medici, non quello dei giornalisti, figuriamoci.
    Qui non si tratta, però, di violazioni deontologiche o professionali: qui lo scrive il ministro.
    I magistrati di Salerno devono essere cacciati – il capo dalla magistratura, i sostituti da Salerno – perché hanno compiuto “atti abnormi nell'ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l'intento di ricelebrare i processi a lui avocati”.
    Cosa sta facendo il ministro? Una cosa che non si può fare in nessuna democrazia dove viga la divisione dei poteri: sta sindacando il contenuto, il merito, di un provvedimento giudiziario.
    Lo può fare il ministro? Assolutamente no!
    Pensate, se passasse questo precedente vorrebbe dire che in futuro, ogni volta che un giudice fa una sentenza che non piace al governo, ogni volta che un Pubblico Ministero fa un'ipotesi investigativa che non piace al governo, quel giudice viene mandato via o viene trascinato davanti al Consiglio Superiore a discolparsi per avere scritto una cosa che non piace al governo.
    Sono infallibili i giudici nelle cose che scrivono? Assolutamente no, infatti in Italia esistono una serie di appelli, di ricorsi, per andare a sindacare nel merito delle cose scritte dai giudici.
    Non ti piace quello che hanno scritto i magistrati di Salerno nel provvedimento di perquisizione e sequestro per andare a prendere le carte al Tribunale di Catanzaro? Benissimo, i magistrati di Catanzaro, se non gradiscono quello che hanno scritto i loro colleghi di Salerno, competenti a indagare su Catanzaro, si rivolgeranno al Tribunale del Riesame di Salerno per chiedere che annulli quel decreto di perquisizione e sequestro.
    Se poi ritengono, l'abbiamo già detto ma è bene ripeterlo, che i colleghi di Salerno abbiano commesso dei reati in quella vicenda, faranno un esposto o una denuncia alla procura competente per giudicare i magistrati di Salerno, cioè Napoli.
    Se poi ritengono che i magistrati di Salerno abbiano commesso delle colpe deontologiche, si rivolgeranno all'ispettorato del ministero o alla procura generale della Cassazione che sono titolari dell'azione disciplinare.
    E se ritengono che i magistrati di Salerno abbiano delle incompatibilità con la città di Salerno, perché hanno delle parentele con qualcuno che non è il caso avere in quella città, verranno ovviamente giudicati per incompatibilità ambientale e spostati.

    Un pericoloso precedente

    Ma qui stiamo parlando di altro, stiamo parlando del fatto che quello che è stato scritto nel decreto di perquisizione e sequestro della procura di Salerno non piace al ministro, e il ministro, per questa ragione, chiede di spostare i magistrati.
    Voi vi rendete conto che siamo di fronte a un pericolosissimo precedente: pericolosissimo tanto più in quanto nessuno lo ha notato e nessuno lo ha denunciato.
    Nel 2001, il Tribunale di Milano emise due ordinanze nei processi in cui si stavano giudicando Berlusconi e Previti per le famose corruzioni dei giudici Squillante, Metta, etc... i processi Mondadori, Sme, Imi-Sir... e stabilirono una certa interpretazione sulla legge delle rogatorie che di fatto la vanificava e stabilirono anche una certa interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava nulle alcune udienze nelle quali Previti non aveva partecipato perché dichiarava di essere impegnato in Parlamento.
    Quelle ordinanze interpretative emesse dal Tribunale di Milano furono denunciate in Parlamento da esponenti del centrodestra e alla fine, credo fosse il 5 o il 6 dicembre del 2001 ma lo trovate nel libro “Mano Sporche” dove abbiamo raccontato bene questa vicenda, il Senato votò una mozione che criticava, censurava queste ordinanze del Tribunale di Milano.
    L'Associazione Magistrati, all'epoca un po' più vigile e reattiva di quella attuale che ha l'encefalogramma piatto, si rese conto della gravità di quello che stava accadendo, perché era la prima volta nella storia repubblicana che il Senato metteva ai voti un provvedimento di un giudice.
    La giunta dell'Associazione Magistrati si dimise all'istante, ricordando che la cosa era avvenuta un'altra sola volta nel 1924 dopo il delitto Matteotti e la svolta autoritaria di Mussolini.

    Nemmeno durante il fascismo

    Tenete presente che il fascismo non osò manomettere formalmente l'indipendenza della magistratura: il fascismo recepì i codici precedenti e aggiunse ai Tribunali ordinari il famigerato Tribunale Speciale per i delitti politici.
    Istituì i delitti politici e li fece giudicare dal Tribunale speciale, ma per i delitti ordinari la giustizia continuò a fare il suo corso, anche se ovviamente il clima era tale per cui la giustizia divenne un capolavoro di conformismo, per compiacere.
    Ma formalmente il fascismo non fece atti concreti per mettere le mani e impossessarsi della giustizia.
    Oggi, quello che sta facendo Alfano – probabilmente non se ne rende nemmeno conto, stiamo parlando di uno che letteralmente non sa quello che fa – è pensare di poter sindacare il contenuto di un atto invece di lasciarlo impugnare davanti al Riesame o davanti alla Cassazione dagli indagati perquisiti.
    Interviene lui e chiede di cacciare i magistrati perché hanno scritto nel provvedimento una cosa che non gli garba.
    La differenza rispetto al 2001 è che stavolta il provvedimento è più grave perché entra non in una questione interpretativa ma in una di merito.
    I magistrati di Salerno sono colpevoli di avere scoperto, nella loro indagine, che De Magistris aveva ragione.
    Non so se mi spiego: Alfano scrive “atti abnormi – cioè il decreto di perquisizione e sequestro – nell'ottica di una acritica difesa del De Magistris con l'intento di ricelebrare i processi a lui avocati”.
    Intanto questa frase contiene un falso clamoroso, macroscopico: non è vero, e chiunque lo vuole vedere lo trova sul nostro blog o quello di Carlo Vulpio.
    L'ordinanza di perquisizione e sequestro di Salerno non contiene una acritica difesa di De Magistris: i magistrati hanno ascoltato più volte le denunce di De Magistris, il racconto di De Magistris, e poi hanno cominciato a interrogare un sacco di testimoni per vedere se De Magistris aveva ragione o torto.
    E le parole di De Magistris sono state confermate da consulenti che sono stati allontanati, ma anche da magistrati in servizio in Calabria a cominciare dal Dott. Bruni, dal Dott. Mollace, da un giovane uditore giudiziario che fu immediatamente subornato e messo sotto controllo dal procuratore aggiunto dopo che era stata tolta l'inchiesta Why Not a De Magistris.
    Ci sono decine di riscontri oggettivi fatti dalla polizia giudiziaria in questo documento: non è vero niente che i PM di Salerno hanno preso per oro colato quello che dice De Magistris in maniera acritica.
    Ma sopratutto: non spetta al ministro stabilire se è giusto o non è giusto quello che hanno ipotizzato nella loro inchiesta i magistrati, sarebbe gravissimo se il vaglio delle inchieste fosse affidato al ministero della giustizia, cioè al governo, cioè alla maggioranza politica e non, invece, ai regolari gradi di giudizio.

    Una notizia che avrete solo da Passaparola

    Contro questo decreto di perquisizione e sequestro, l'unica cosa da fare per farlo dichiarare illegittimo, nullo, infondato, abnorme, macroscopico, spregiudicato, mancante di equilibrio, acritico era l'impugnazione del provvedimento davanti al Riesame.
    Bene: arriviamo alla notizia che non avete letto e che non leggerete mai sulla stampa e sulla TV di regime.
    Alcuni imputati, a cominciare dall'ex procuratore Lombardi, accusato di corruzione giudiziaria, dalla moglie dell'ex procuratore Lombardi e dal figlio, Pier Paolo Greco, che era socio di uno dei principali indagati dell'inchiesta Why Not, il senatore di Forza Italia Pittelli, ma anche Antonio Saladino, il famoso capo della Compagnia delle Opere in Calabria, faccendiere, trafficone, in rapporti con tutta la politica di tutti i colori, hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame di Salerno per chiedere l'annullamento del decreto di perquisizione.
    Bene, venerdì sera intorno alle 22 il Tribunale del Riesame di Salerno ha respinto i ricorsi dei quattro indagati che vi ho appena enumerato e ha dichiarato dunque fondato, legittimo, impeccabile – adesso aspettiamo le motivazioni, naturalmente – il provvedimento.
    Vi leggo il dispositivo, perché non l'avete letto da nessuna parte e non lo leggerete da nessuna parte:
    “Letti gli articoli del codice, il Tribunale del Riesame di Salerno rigetta le istanze di Riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro e conferma l'impugnato provvedimento. Condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali”.
    Cioè hanno fatto perdere tempo alla giustizia, devono pagare.
    Questo è l'unico luogo dove gli indagati potevano andare a lamentarsi di quello che hanno fatto i PM di Salerno.
    Ci sono andati e il Tribunale del Riesame, in un clima pazzesco che dire ostile è dire poco, in un clima dove il Capo dello Stato, il Consiglio Superiore della Magistratura, il governo, l'opposizione, l'Associazione Nazionale Magistrati, tutta la stampa di destra e di sinistra, tutte le televisioni, dicono che Salerno ha torto e che a Salerno ci sono dei farabutti che vogliono dare ragione a quell'altro farabutto di De Magistris.
    E che questi di Salerno hanno scritto un decreto di perquisizione troppo lungo – vi ricordate le polemiche sulle 1400 pagine? - e che hanno fatto denudare Tizio e Caio.
    E che hanno infilato dei particolari attinenti la privacy di un magistrato della confraternita di CL Memores Domini.
    Che insomma ne hanno combinate di tutti i colori e quindi vanno massacrati, puniti, cacciati, trasferiti, fucilati, garrotati.
    Bene, si sono trovati ancora in questo Paese tre giudici del Riesame a Salerno che hanno valutato, estraniandosi dai condizionamenti pazzeschi che ci sono tutto intorno a loro, il provvedimento esaminato impeccabile e hanno respinto i ricorsi di chi aveva fatto appello al Riesame.
    Questo che cosa significa? Significa intanto che hanno confermato i presupposti di legittimità di questo provvedimento, nel senso che evidentemente rispetta le forme, la casistica, i limiti previsti dalla legge in questi casi.
    Ma naturalmente conferma anche il merito del decreto di sequestro e perquisizione perché evidentemente hanno trovato che i PM, quelli che devono essere fucilati, hanno motivato bene; hanno ipotizzato dei reati tipo la corruzione giudiziaria a Catanzaro che sono applicabili e configurabili ai danni degli indagati che sono stati perquisiti; hanno motivato le esigenze probatorie, cioè le necessità di andare a prendere quelle carte per dimostrare certe ipotesi accusatorie.
    Insomma, detto molto chiaramente, hanno dato ragione alla procura di Salerno, la quale però viene trascinata davanti al Consiglio Superiore della Magistratura per essere punita a causa di quello stesso provvedimento che il Tribunale del Riesame ha trovato impeccabile respingendo tutti i ricorsi.
    Perché? Perché la politica, e nella politica ci mettiamo anche, purtroppo, i vertici dell'Associazione Magistrati sempre più sensibili alle sirene della politica, ha deciso che quel provvedimento non va bene perché da ragione a De Magistris.

    De Magistris non può avere ragione

    Uno dice: e se avesse ragione De Magistris? Ecco: De Magistris non può avere ragione.
    E chiunque informi, non chiunque stia con De Magistris, chiunque informi o si occupi di De Magistris senza massacrarlo pregiudizialmente, deve essere cacciato.
    Voi vedete che la storia di questo anno e mezzo, leggetevi i libri di Vulpio e di Massari sui casi della Calabria e della Lucania, è la storia dei “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
    Viene cacciato il Vescovo Bregantini perché denuncia certi malaffari tra politica e malavita.
    Viene esautorato il Pubblico Ministero De Magistris, gli tolgono le inchieste, poi tolgono lui.
    Poi tolgono i suoi consulenti, uno dopo l'altro.
    Poi cacciano il Carabiniere, il capitano Zaccheo, che viene trasferito in Abruzzo.
    Poi cacciano la Forleo che ha avuto il coraggio di andare in televisione a difendere De Magistris.
    Poi il Corriere della Sera non fa più scrivere sul caso De Magistris Carlo Vulpio, che ci aveva dedicato pure un libro e che quindi qualcosa ne capiva.
    Poi i magistrati di Salerno scoprono che De Magistris potrebbe avere ragione e trovano i riscontri alle sue denunce e vogliono cacciare pure i magistrati di Salerno.
    Adesso vedremo se cacceranno i tre giudici del Riesame che hanno appena confermato l'ordinanza, ma naturalmente per cacciarli bisognerebbe prima parlarne di questa ordinanza.
    E di questa ordinanza nessuno ne ha parlato, perché altrimenti immediatamente il CSM dovrebbe rispondere del perché stia accettando di esaminare la possibilità di mandar via dei magistrati a Salerno per via di un provvedimento che l'unica sede legittima per valutarlo, il Riesame, ha confermato in toto stabilendo che è fondato e impeccabile.
    Abbiamo aspettato sabato, sui giornali. Abbiamo aspettato domenica. Abbiamo aspettato lunedì, ma non è uscita da nessuna parte questa notizia.
    Adesso la sapete anche voi.
    Passate parola."

    _________________
    anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio...
    anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti!


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    anto.rec
     Oggetto del messaggio: Re: Caso De Magistris e poteri piu' o meno occulti...
    MessaggioInviato: 15 gen 2009, 18:29 

    Iscritto il: 13 feb 2007, 00:44
    Messaggi: 689

    Non connesso
    beppemignemi ha scritto:
    mi sbaglierò...

    mi sa che non ti "sbaglierai"...
    nel frattempo vi invito ad aver pazienza e leggervi l'ultima chicca di felice lima. è lunghetta ma è carina. dalle parole mi sa che è un tantinello, ma proprio poco, INCAZZATOOOOO!
    http://toghe.blogspot.com/2009/01/il-cs ... efice.html

    _________________
    anto9


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