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    Prof,antimafia,si uccide:




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     [ 7 messaggi ] 
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    Autore Messaggio
    Chiara
     Oggetto del messaggio: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 05 ott 2008, 21:04 
    Site Admin

    Iscritto il: 24 mag 2007, 21:14
    Messaggi: 10834

    Non connesso
    :sad:

    Corriere:

    Messina Giù dal viadotto. Come testamento un dossier d'accuse
    Prof antimafia si uccide
    «Mi hanno lasciato solo»
    Sotto processo per diffamazione dopo le denunce


    MESSINA — L'ultimo appello lo aveva rivolto dieci giorni fa al senatore ds Beppe Lumia: «Mi hanno isolato e ora me la vogliono far pagare». Era disperato Adolfo Parmaliana, 50 anni, docente di chimica all'Università di Messina con un passato di battaglie antimafia nel suo Comune, Terme Vigliatore. Era stato lui nel 2005 l'artefice dello scioglimento per mafia del Consiglio comunale. Ma dopo il clamore era rimasto totalmente isolato. Non solo: i processi contro boss e politici si sono impantanati mentre lui era stato rinviato a giudizio per diffamazione. L'ultima beffa, a cui non ha retto. Giovedì ha parcheggiato l'auto nei pressi di un viadotto della Messina-Palermo e si è buttato giù. Sul sedile un biglietto che rimanda a un dossier lasciato al fratello avvocato. Il carteggio è stato sequestrato dalla Procura di Patti: è il compendio di anni di denunce con nomi di boss, politici e una sorta di «cupola giudiziaria» che, a suo dire, avrebbe operato per rallentare le indagini sull'intreccio mafia-politica. Il caso Parmaliana ricorda la vicenda di Rita Atria, la pentita gestita dal giudice Borsellino suicidatasi una settimana dopo la strage di Via D'Amelio. Anche lei si era sentita sola dopo la morte del magistrato. E a lei fa riferimento il senatore Lumia, che mesi fa ha presentato un'interrogazione sulle commistioni tra mafia e pezzi di istituzioni a Barcellona Pozzo di Gotto. «Parmaliana è vittima di Cosa Nostra come Rita Atria — dice — è urgente far luce su ciò che è avvenuto in quel territorio e su quanto ha fatto la Procura di Barcellona». Anche il fratello di Parmaliana, Biagio, crede si tratti di un suicidio a cui è stato spinto dal muro di gomma creato attorno lui: «Le sue battaglie davano fastidio a pezzi di Stato e magistratura — spiega — diceva di sentirsi vittima di ritorsioni da parte di questi uffici. Ritorsione diventata manifesta col rinvio a giudizio per diffamazione. L'ha vissuto come la rappresaglia di un sistema deviato che domina nella zona e che lui ha pensato di sconfiggere sacrificando la vita».

    Una storia di coraggio e solitudine. A riguardare le motivazioni che nel 2005 portarono allo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Terme si trovano tutte le denunce di Parmaliana, che dopo il provvedimento fece un manifesto per affermare «giustizia è fatta». Un testo sobrio, in cui non venivano fatti nomi, ma che gli costò una causa per diffamazione: due settimane fa il rinvio a giudizio. Parallelamente, invece, i processi sull'intreccio mafia-politica, come l'operazione «tsunami», vanno a rilento col rischio che molti reati si prescrivano. Sembrerà strano, ma Terme Vigliatore (7 mila abitanti) non ha una caserma di carabinieri. Dal 2003 non si trova un locale e 5 militari sono ospiti nella caserma di Furnari, a 15 chilometri. Un anno fa Parmaliana scrisse al capo dello Stato: «Come si possono conseguire gli obiettivi dello scioglimento per mafia senza un presidio stabile delle forze dell'ordine?».

    Alfio Sciacca

    _________________
    ..Si può fare..


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    Rispondi citando  
    beppemignemi
     Oggetto del messaggio: Re: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 08 ott 2008, 12:23 

    Iscritto il: 10 ott 2007, 11:35
    Messaggi: 1272

    Non connesso
    una grande tragedia che testimonia ancora una volta quanto ci sia bisogno di dare sostegno a chi si batte per la causa antimafia.
    però vorrei segnalare una grave imprecisione nell'articolo di Alfio Sciacca, peraltro ottimo e coraggioso giornalista che ha anche collaborato con noi in alcune occasioni: Rita Atria NON è assolutamente una PENTITA (non avrebbe avuto di che pentirsi, non essendo mai stata mafiosa), era una TESTIMONE DI GIUSTIZIA, cioè una ragazza che spontaneamente aveva deciso di collaborare con Borsellino per rivelare ciò che sapeva a proposito della mafia del suo paese, facendo parte di una famiglia mafiosa. Rita non resse alla disperazione in seguito all'assassinio di Paolo Borsellino e si suicido poco dopo, ad appena 17 anni. La sua storia è più simile a quella di Peppino Impastato (anche se lui non era testimone di giustizia, ma un grandissimo e indimenticabile attivista antimafia).

    _________________
    anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio...
    anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti!


     Profilo  
    Rispondi citando  
    beppemignemi
     Oggetto del messaggio: Re: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 10 ott 2008, 14:48 

    Iscritto il: 10 ott 2007, 11:35
    Messaggi: 1272

    Non connesso
    http://www.19luglio1992.com/index.php?o ... &Itemid=43

    _________________
    anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio...
    anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti!


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    Rispondi citando  
    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 18 ott 2008, 08:41 
    Site Admin
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

    Non connesso
    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9824/48/

    La trascrizione dell'ultima lettera del professor Parmaliana prima del suicidio

    La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.

    Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.

    Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottare al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.

    Chiedete all'Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all'Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.

    Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.

    Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d'animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.

    Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i ns figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.

    Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i ns genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.

    Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era 1° mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l'università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.
    I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.

    Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.

    Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.

    Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l'ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.

    Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.
    (15 ottobre 2008)


    Fonte:L'Espresso


    Mi viene in mente una frase di don Luigi Ciotti:loro sono morti perchè noi non siamo stati abbastanza vivi...


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Chiara
     Oggetto del messaggio: Re: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 18 ott 2008, 08:49 
    Site Admin

    Iscritto il: 24 mag 2007, 21:14
    Messaggi: 10834

    Non connesso
    Valentina ha scritto:
    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9824/48/

    Mi viene in mente una frase di don Luigi Ciotti:loro sono morti perchè noi non siamo stati abbastanza vivi...


    ...

    _________________
    ..Si può fare..


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Cri
     Oggetto del messaggio: Re: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 18 ott 2008, 08:53 
    Avatar utente

    Iscritto il: 19 mag 2008, 23:52
    Messaggi: 268

    Non connesso
    prendetemi per stupida,ma ho gli occhi lucidi,dopo aver letto questa lettera.
    Troppa amarezza...

    _________________
    I don’t need your civil war It feeds the rich while it buries the poor Your power hungry sellin’ soldiers In a human grocery store Ain’t that fresh I don’t need your civil war


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    Rispondi citando  
    Chiara
     Oggetto del messaggio: Re: Prof,antimafia,si uccide:
    MessaggioInviato: 18 ott 2008, 12:16 
    Site Admin

    Iscritto il: 24 mag 2007, 21:14
    Messaggi: 10834

    Non connesso
    condivido lo...stato d'animo...

    _________________
    ..Si può fare..


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