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MAFIA: CASCIO (SICILIA) RICORDA TERRANOVA, MANCUSO E SAETTA
(ASCA) - Palermo, 25 set - ''Teniamo vivo nella memoria e soprattutto nelle nostre azioni quotidiane il ricordo di Cesare Terranova, Lenin Mancuso, Antonino Saetta e suo figlio Stefano, vittima innocente, stroncata da uomini che non sono degni di essere chiamati tali. Lo ha detto Francesco Cascio, Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, ricordando che ''e' venuto il momento che sia la mafia a tremare, perche' questa terra, con i suoi giovani, la sua imprenditoria e le sue istituzioni, non e' piu' disposta a lasciarsi sottomettere dalla vilta', dalla barbarie e dalla prevaricazione della piu' vile delle organizzazioni che la malvagita' e l'avidita' umana abbia mai concepito''.
Casio, quindi, segnala che ''la politica deve fare leggi che non lascino respiro e scappatoie alla mafia e tutti quanti dobbiamo insegnare ai nostri figli a conquistare nella vita ogni cosa non con scorciatoie, ma con il sudore, perche' cosa nostra si annida piu' facilmente laddove l'uomo si lascia sviare dalle debolezze e laddove la politica e le istituzioni mostrano tentennamenti.
Da noi passa la possibilita' di cambiare quella storia che ha allagato di sangue le strade della nostra citta', affinche' non ci siano piu' madri, figli, mogli e cittadini che siano costretti a piangere servitori dello Stato''.
''Usiamo - aggiunge il presidente dell'Ars - gli strumenti a nostra disposizione per tenere i mafiosi in carcere e per privarli dei loro beni e dei loro patrimoni, affinche' le nostre risorse vadano finalmente a beneficio dello sviluppo della nostra terra e non vengano distorte invece per ingrassare le fila della mafia e alimentare la tela d'illeciti in cui essa vorrebbe imprigionare la Sicilia.
Facciamo nostro il coraggio e l'operosita' di uomini come Terranova, Mancuso e Saetta, assassinati con una ferocia che deve suscitare in noi un sussulto che va oltre l'indignazione e che si traduce piuttosto in fatti concreti, che siano ogni giorno una risposta di ripudio della mafia e uno schiaffo alla stessa per ogni tentativo di aggressione alla collettivita' e di invasione della sfera istituzionale, politica, amministrativa''.
MAFIA: LOMBARDO, NEI CLAN SOLO VIGLIACCHI SENZA ONORE (AGI) - Palermo, 25 set. - "Oggi ricordiamo Cesare Terranova, Lenin Mancuso, Antonino Saetta e suo figlio Stefano. La loro storia fatta di impegno per la giustizia e di pura innocenza, come nel caso di Stefano Saetta, costringe, anche chi non vuole, a ricordare che la mafia e' si' un fenomeno criminale che punta a far soldi a discapito della collettivita', ma e' anche un cancro che avvelena il vivere civile. E' una consorteria criminale composta da vigliacchi e non da uomini d'onore". Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che aggiunge: "Che onore c'e' nell'uccidere un padre e un figlio disarmati e inermi, che onore c'e' nel colpire alle spalle chi invece potrebbe difendersi, come fu per Boris Giuliano, che onore c'e' nell'imbottirsi di droghe per zittire la paura prima di compiere un assassinio. Una mafia che permette ai ladri di entrare nelle nostre case, salvo poi uccidere quello che si intrufola in casa di Toto' Riina. Dobbiamo ricordare ai ragazzi, soprattutto a quelli che vivono in realta' 'a rischio emulazione', che la storia della mafia e' segnata dalla vilta' e dal disonore. Una storia che ha lasciato cicatrici profonde". "Ogni anno - prosegue il presidente della Regione - Cosa nostra sottrae miliardi di euro all'economia sana e la Sicilia non puo' permetterlo, il Paese non puo' permetterlo. Fortunatamente, ogni anno, e' intensa l'attivita' delle forze dell'ordine e della magistratura per arginare il fenomeno e tanti sono stati i successi anche nel recupero dei patrimoni acquisiti illegalmente". Per Lombardo e' "doveroso restituire ai territori cio' che mafiosi, camorristi e altre organizzazioni criminali hanno rubato. Un patrimonio che, secondo il ministero dell'Interno, ammonterebbe a 1 miliardo di euro per il 2008 e a 1,5 miliardi di euro per il 2009. Queste risorse sono state sottratte ai territori, soprattutto del Sud, ed e' giusto che tornino alle comunita' che potrebbero cosi' reimpiegarli, soprattutto in favore dei giovani. Per ricordare e insegnare che la mafia e' un male assoluto e senza futuro".
MAFIA: ALFANO, COLPIRE LA SUA POTENZA ECONOMICA
(ASCA) - Roma, 25 set - ''Abbiamo il dovere di disintegrare il sistema mafia dalla storia del nostro Paese. E per farlo occorre strategicamente azzerare la sua potenza economica e distruggere i suoi traffici, estirpare dal tessuto amministrativo, istituzionale e politico le sue ramificazioni e promuovere nella nostra societa' la cultura della legalita' e della giustizia''. E' quanto ha affermato il ministro di Grazia e Giustizia, Angelino Alfano ricordando a vent'anni dalla loro ''barbara uccisione'' il presidente della prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Palermo Antonino Saetta e suo figlio Stefano, caduti sotto i colpi dei sicari della mafia.
''Quella di Antonino e Stefano Saetta - prosegue il guardasigilli - fu una brutale esecuzione. E non solo perche' la mafia decideva di portare a termine il sanguinoso progetto senza alcun rispetto per la vita di chi, pur non essendo la vittima designata, si sarebbe trovato casualmente li' quel giorno maledetto, ma soprattutto per la ferocia di un'azione che porto' a colpire piu' volte e con numerosi colpi di grazia il proprio obiettivo''.
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