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Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15 Messaggi: 14472
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http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9078/78/Un razzo di segnalazione esploso in aria, davanti alla scorta, prima della fuga precipitosa. È un episodio che preoccupa non poco quello accaduto domenica sera nei pressi dell´abitazione di campagna del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Nino Di Matteo a Santa Flavia e sul quale da giorni stanno indagando i carabinieri. Intorno alle dieci di sera sono stati gli uomini della scorta del magistrato, in quel momento in casa con la famiglia, ad accorgersi dell´uomo che si nascondeva tra i cespugli vicino alla casa davanti alla quale stazionavano le auto blindate con le quali si muove Di Matteo, uno dei magistrati più esposti della Dda. Quando i carabinieri gli hanno intimato l´alt l´uomo è fuggito, ma prima di riuscire a dileguarsi tra le campagne, è riuscito a lanciare in aria un razzo di segnalazione, evidentemente per indicare la sua posizione o quella della casa, a qualche complice che lo aspettava. Il razzo ha illuminato in maniera evidente tutta la zona. Quale fosse l´intenzione dell´uomo non è ancora chiaro. Quel che è certo è che, per arrivare fino all´esterno della casa, lo sconosciuto ha rischiato molto. È riuscito a scavalcare la rete di recinzione e a percorrere lo spiazzo dove erano ferme le auto blindate con gli uomini della scorta. Così come prevede il protocollo, gli uomini di scorta piuttosto che provare ad acciuffare lo sconosciuto hanno pensato alla sicurezza del magistrato, provvedendo a metterlo al sicuro. Così l´uomo è riuscito ad allontanarsi indisturbato. Sull´episodio, che segue di pochi giorni l´intimidazione subita da un altro magistrato, il presidente di sezione del tribunale di Caltanissetta Giacomo Montalbano al quale uno sconosciuto ha incendiato alcune sterpaglie facendo un buco nella rete di recinzione della sua casa di Altavilla Milicia, adesso indagano i carabinieri della compagnia di Bagheria coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il fascicolo potrebbe però essere trasferito a Caltanissetta, città in cui c´è la Procura competente a indagare sui reati di cui siano «persone offese» i giudici del distretto di Palermo. I due episodi intimidatori adesso sono all´esame del comitato per la sicurezza e l´ordine pubblico. Il sostituto Nino Di Matteo è uno dei titolari di molte grosse inchieste di mafia, a cominciare proprio da quelle sulle famiglie mafiose della zona, da Villabate a Bagheria. Da settimane, assieme al collega Antonio Ingroia, Di Matteo sta raccogliendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla trattativa avvenuta nel 92 fra Cosa nostra e pezzi dello Stato.
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