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    Cuffaro condannato a 5 anni:




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    Autore Messaggio
    Chiara
     Oggetto del messaggio: Cuffaro condannato a 5 anni:
    MessaggioInviato: 18 gen 2008, 20:09 
    Site Admin

    Iscritto il: 24 mag 2007, 21:14
    Messaggi: 10834

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    :roll:

    corriere..

    LA SENTENZA A pALERMO. Lui: «resto presidente della regione sicilia»
    Talpe Dda, Cuffaro condannato a 5 anni
    Favoreggiamento e rivelazioni di segreti d'ufficio senza aggravante di aver favorito Cosa Nostra


    Salvatore Cuffaro stringe la mano ai pm Prestipino, al centro, e Pignatone, a destra (Ansa)
    PALERMO - Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro - imputato di favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione di segreto d'ufficio - è stato condannato a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice senza l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra e per violazione del segreto istruttorio nel processo di primo grado sulle Talpe alla Procura di Palermo. I pm avevano chiesto otto anni. Cuffaro è stato anche interdetto dai pubblici uffici per tutta la durata della pena, interdizione che però scatterà solo in caso di conferma del giudizio anche in appello. Prima della lettura della sentenza Cuffaro, presente in aula, aveva detto: «Sono rispettoso delle istituzioni».

    «RESTO PRESIDENTE» - Lo scorso 15 ottobre, la procura palermitana aveva chiesto otto anni di reclusione per Cuffaro, che ha sempre respinto ogni addebito. La sentenza è arrivata dopo 56 ore di camera di consiglio. Cuffaro è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ma, annunciando il ricorso in appello contro la sentenza, ha annunciato ai giornalisti che domattina tornerà al suo lavoro. «Sono molto confortato da questa sentenza - ha detto Cuffaro - perché ho sempre saputo di non avere favorito la mafia e questa sentenza me ne dà atto». «Sapete tutti, l'ho detto da un anno che mi sarei dimesso soltanto se ci fosse stata l'aggravante - ha aggiunto - Da domani mattina ricomincerò a lavorare per la Sicilia perché il governo (siciliano) non può ancora restare in questo stato di impasse», ha aggiunto il governatore. «Grazie a tutti i siciliani che mi hanno sostenuto» ha concluso.

    150 UDIENZE - Il processo, iniziato nel 2005 e durato poco meno di tre anni, ha visto svolgersi 150 udienze e l'impiego di oltre 200 testimoni di accusa e difesa, per un totale di circa 200.000 pagine di verbali. Nel processo, oltre a Cuffaro, sono imputate 13 persone. A Cuffaro la procura contesta il reato di violazione del segreto istruttorio accusandolo di aver fatto sapere attraverso un suo amico, Domenico Miceli, al boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro che nella sua abitazione erano state installate delle microspie da parte dei carabinieri. La procura sostiene anche che Cuffaro si sarebbe incontrato nel retrobottega di un negozio di Bagheria con Michele Aiello, imputato nello stesso processo con l'accusa di associazione mafiosa e ritenuto un prestanome del boss Bernardo Provenzano. La versione di Cuffaro è che l'incontro con Aiello riguardava il tariffario regionale, in quanto Aiello all'epoca era proprietario della clinica "Villa Santa Teresa" di Bagheria, una delle strutture all'avanguardia per la cura dei tumori.



    I CAPI CONTESTATI - Nel processo alle «talpe» sono stati contestati al Governatore quattro capi di imputazione: due per il favoreggiamento personale e altri due per la rivelazione e l'utilizzazione di segreti d'ufficio, tutti con l'aggravante di avere favorito la mafia che però non è stata riconosciuta dai giudici della terza sezione del tribunale. Per l'accusa, il Governatore avrebbe appreso nel 2001 dall' ex maresciallo dei carabinieri, Antonio Borzacchelli, poi eletto deputato regionale, dell'esistenza di microspie sistemate dagli investigatori del Ros nell'abitazione del boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro. Il salotto del boss, già condannato all'epoca per mafia, era frequentato da un amico di Cuffaro, il medico Domenico Miceli, ex assessore comunale alla sanità, anche lui Udc, condannato nel dicembre 2006 a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Gli inquirenti sostengono che Borzacchelli avrebbe avvisato Cuffaro dell'esistenza delle cimici a casa Guttadauro e che il presidente della Regione lo avrebbe a sua volta comunicato a Miceli. In questo modo il boss di Brancaccio avrebbe scoperto le microspie, bruciando l'inchiesta.

    TUTTE LE CONDANNE - Otre a Cuffaro, nell'ambito del processo per le talpe alla Procura di Palermo, Michele Aiello, il «re Mida» della sanità siciliana è stato condannato a 14 anni; Giorgio Riolo, maresciallo del Ros, a 7 anni; Lorenzo Iannì, dipendente Ausl 6, ex dirigente del distretto di Bagheria, a 4 anni e 6 mesi; Aldo Carcione, radiologo e socio di Aiello, a 4 anni e 6 mesi; Giacomo Venezia, a 3 anni; Adriana La Barbera, dipendente Ausl6, e Angelo Calaciura, piccolo imprenditore, a 2 anni ciascuno; Roberto Rotondo, dipendente e collaboratore di Aiello, a 1 anno; Salvatore Prestigiacomo, impiegato Ausl 6, e Michele Giambruno, dipendente Ausl 6, entrambi a 9 mesi ciascuno; Giuseppa Antonella Buttitta, ispettore di polizia municipale, ex assistende del pm Domenico Gozzo, a 6 mesi. Assolto Domenico Oliveri, radiologo, dipendente delle cliniche di Aiello, per lui erano stati richiesti 4 anni e sei mesi.
    I giudici della terza sezione penale del tribunale di Palermo hanno poi condannato le società Diagnostica per Immagini 'Villa Santa Teresa' e Atm, Alte tecnologie medicali, al pagamento di una multa di 600mila euro la prima e 400mila euro la seconda. Inoltre sono stati dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici ed in stato di interdizione legale durante l'espiazione della pena, Michele Aiello, Giorgio Riolo e Salvatore Cuffaro. Al re Mida della Sanita siciliana è stata applicata la libertà vigilata per tre anni. Quest'ultimo è stato poi condannato ad un risarcimento di 3 milioni di euro nei confronti del comune di Bagheria, che si era costituito parte civile. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni.

    BANCO DI SICILIA - In questi giorni Cuffaro è anche al centro della vicenda delle nomine dei vertici del Banco di Sicilia, controllata al 100% da Unicredit. Ai primi di gennaio il cda di Banco di Sicilia, riunitosi sotto la presidenza di Salvatore Mancuso e alla presenza dei soli rappresentati siciliani più l'amministratore delegato Beniamino Anselmi, aveva nominato Giuseppe Lopes direttore generale, nomina che si sovrapponeva a quella indicata da UniCredit di Roberto Bertola. Martedì scorso UniCredit ha raggiunto un accordo con la Regione Sicilia e la Fondazione BdS sul futuro della banca siciliana: l'accordo prevede tra l'altro che venga riscritta la convenzione tra UniCredit e la Regione Sicilia che manterrà la facoltà di indicare propri rappresentanti nel cda del Banco di Sicilia.


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    MessaggioInviato: 18 gen 2008, 20:24 

    Iscritto il: 09 feb 2007, 23:36
    Messaggi: 1

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    purtroppo non c'è che festeggiare.. CUFFARO E' MAFIOSO e il problema adesso sarà la disinformazione.. perchè tutti crederanno che non lo è.

    SCRIVIAMOLO SUI MURI CHE CUFFARO E' MAFIOSO


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    beppemignemi
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 19 gen 2008, 16:23 

    Iscritto il: 10 ott 2007, 11:35
    Messaggi: 1272

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    utente, nemmeno se la condanna fosse stata con l'aggravante sarebbe corretto dire che Cuffaro e' mafioso, si sarebbe dovuto dire che ha favorito la mafia. Invece con la condanna semplice si dovrebbe legittimamente dire che ha favorito dei mafiosi, come sostiene ad esempio Piero Grasso.
    La rabbia per l'atteggiamento di Cuffaro stesso, che si vanta di una condanna a 5 anni come se lo riabilitasse, un po' giustifica la voglia di gridare che e' mafioso; per lo stessa ragione verrebbe da gridare 'mafiosi' anche ai politici viscidi che lo difendono a spada tratta, ma non
    avrebbe molta efficacia, anzi sarebbe controproducente. Saremmo additati come i soliti giustizialisti, che non capiamo niente di diritto, ecc...
    Pero' ragioniamo ed evitiamo di fare il loro gioco. I giudici hanno dato una sentenza, rispettiamola; magari in seguito la leggiamo e proviamo a spiegare alla gente la differenza tra il dire che uno e' innocente di aver favorito la mafia, e dire che CI SONO LEGITTIMI SOSPETTI MA NON CI SONO LE PROVE che l'abbia favorita. In questo modo secondo me e' piu' efficace. Intanto quello che bisogna gridare a gran voce e' 'CUFFARO DIMETTITI' (e se vogliamo aggiungerlo, VERGOGNATI)


    http://www.lasicilia.it/index.php?id=76 ... siciliaweb

    "Ieri Mastella, oggi Cuffaro": parte da questi due esempi Silvio Berlusconi per ribadire che serve "un risanamento di tutto l'ambito giudiziario. Credo che gli italiani esprimano già con i numeri dei sondaggi che siamo nella piena patologia e che c'è da fare un risanamento di tutto l'ambito giudiziario molto in profondità". Il presidente di Fi, secondo quanto riferisce la segreteria del partito, ha telefonato al presidente della Regione Sicilia per manifestargli "un'affettuosa solidarietà".

    Anche l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha telefonato al governatore subito dopo la sentenza del processo alle talpe nella Dda. "Cossiga - dice una nota dell'ufficio stampa della Regione - ha espresso a Cuffaro il suo affetto e la sua soldarietà compiacendosi di non avere un amico colluso con la mafia e ricordandogli come egli rimanga il primo dei cossighiani".

    Arriva anche il commento del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: "E' rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione di singoli mafiosi come Guttadauro, Aragona, Greco, Aiello e Miceli, ma tutto ciò non è stato ritenuto integrare l'aggravante contestata di avere agevolato l'associazione mafiosa Cosa nostra nel suo complesso. Si tratta di uno dei temi più complessi e dibattuti sul piano giuridico, che sarà certamente oggetto di ulteriori verifiche giudiziarie in fatto e in diritto".

    "Da sempre sappiamo che Cuffaro non è colluso con la mafia. Da oggi lo ha certificato anche un tribunale della Repubblica. Sono certo che in appello cadranno anche le altre imputazioni". Così il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, valuta da Terni la sentenza a carico del presidente della Regione Sicilia.

    Casini appoggia la decisione di Cuffaro di non dimettersi: "Mi sembra giusto, lo avrebbe dovuto fare se fosse risultato colluso con la mafia, ma ciò non è risultato essendo caduta l'imputazione più grave e quindi nutro fiducia".

    Anche Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, manifesta "solidarietà umana a Totò Cuffaro e la certezza che saprà dimostrare la sua innocenza nei prossimi gradi di giudizio".

    Cauto il procuratore di Palermo, Francesco Messineo: "Prendiamo atto della sentenza. In ogni caso leggeremo con molta attenzione le motivazioni. Rispetto a una sentenza non c'è da essere soddisfatti o insoddisfatti: si tratta di un atto di giustizia emesso da un tribunale della repubblica che può essere criticato nelle sedi opportune, ma rispetto al quale non sono consentite manifestazioni improprie di consenso o di dissenso".

    Perentorio l'europarlamentare Nello Musumeci, leader siciliano de La Destra: "Se all'Ars ci fosse il mio partito la maggioranza sarebbe già in crisi. C'è chi di fronte a una condanna si sente sconfitto e chi riabilitato. Speriamo che Cuffaro voglia finalmente sottrarre la Sicilia a questa avvilente caduta d'immagine".

    Se non si riporta l'etica nella politica sarà la crisi della democrazia. Lo sostiene il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro commentando la condanna. "La richiesta di rinvio a giudizio per Bassolino, la condanna a Cuffaro, l'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto Mastella, sua moglie e l'Udeur in Campania, la condanna a Iorio... Mi sembra di essere tornato al '92, quando giorno per giorno toccava alla magistratura denunciare il malaffare e il coinvolgimento delle politica e mettere in luce il rapporto malato tra politica e affari".

    Orazio Licandro, capogruppo del Pdci in commissione Antimafia, va all'attacco: "Ora nei processi si brinda e si esprime soddisfazione non se si viene assolti, ma se si rimedia un numero di anni inferiore a quanto si temeva. L'equilibrismo di Totò Cuffaro è davvero sconcertante. Quando un uomo delle istituzioni viene condannato per favoreggiamento a 5 anni con una interdizione perpetua dai pubblici uffici dovrebbe, per dignità, abbandonare subito l'alta carica istituzionale che ricopre. Il fatto che i giudici non abbiano riconosciuto le aggravanti non toglie nulla alla enorme gravità della responsabilità di Cuffaro".

    Sulla stessa linea l'eurodeputato Sd Claudio Fava: "Scegliendo di non dimettersi nonostante la condanna a 5 anni di reclusione e l'interdizione dai pubblici uffici, Cuffaro ha definitivamente azzerato ogni soglia di decenza per l'istituzione che rappresenta. Chiederemo che di questo grave vulnus democratico e istituzionale si faccia carico il presidente della Repubblica".

    Il leader del Movimento per l'autonomia, Raffaele Lombardo, commenta: "Siamo certi che i successivi gradi del giudizio cancelleranno le residue accuse a carico del Presidente Cuffaro. Oggi va sottolineato che i giudici hanno escluso l'aggravante, con ciò reputando Cuffaro estraneo all'intreccio mafioso". "Il presidente che, non lo si dimentichi, non si è sottratto al giudizio per ben due volte - aggiunge l'europarlamentare - rinunziando all'immunità connessa al seggio di parlamentare europeo prima e di senatore poi, ha il diritto e il dovere di restare al suo posto e di imprimere il necessario slancio, oramai senza esitazioni, all'azione del governo regionale".

    Così il presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, Enzo Bianco: "Sino a quando la sentenza non è passata in giudicato c'è la presunzione di innocenza ma Cuffaro deve seriamente valutare se continuare a mantenere il suo incarico. La sua posizione è grave, indipendentemente dall'aggravante o meno". "Egli ha il dovere di pensare a difendersi ma anche di pensare alla Sicilia - aggiunge il senatore Pd - la credibilità di una Regione è minata profondamente. Un atto di generosità verso la Sicilia sarebbe apprezzato da tanti, al di là dell'obbligo di dimettersi legato all'interdizione dai pubblici uffici".

    18/01/2008


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    Valentina
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    MessaggioInviato: 19 gen 2008, 16:39 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    Non connesso
    Petizione ;)

    http://www.petitiononline.com/88888886/petition.html


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    Chiara
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    MessaggioInviato: 19 gen 2008, 20:37 
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    Iscritto il: 24 mag 2007, 21:14
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    ;)


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    Valentina
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    MessaggioInviato: 21 gen 2008, 13:27 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    Milano, 20 Gennaio 2008

    Ciao a tutti

    vi giro una lettera pubblicata oggi sul blog di Benny Calazanzio, un giovane aspirante giornalista, il cui nonno e il cui zio sono stati uccisi nel 1992 dalla mafia perche' si erano ribellati all'imposizione di cedere la loro piccola azienda di produzione di calcestruzzo alla criminalita' mafiosa.

    Ai tempi della loro uccisione li chiamarono imprenditori ma erano in effetti dei manovali che si erano messi in proprio comprando quell'impianto riempiendosi di debiti per poterlo fare.

    Furono uccisi a distanza di 8 mesi, prima lo zio, che si chiamava Paolo Borsellino, come mio fratello, poi il nonno, Giuseppe Borsellino, che aveva fatto i nomi di tutti gli assassini di suo figlio ma che non aveva ricevuto per questo nessuna protezione.

    Ha scritto la lettera che Vi accludo a tutti i parlamentari di opposizione dell'Assemblea Regionale Sicliana,.

    Io la sottoscrivo in pieno e la firmo insieme a lui perche' nonostante qualcuno qualcuno glia abbia scritto in tal senso, non penso affattto che sia una proposta azzardata, anzi ritengo che sia un'ottima proposta per dare una risposta forte a fronte di una situazione che e' vermante vergognosa per la Sicilia e per tutti i Siciliani oltre che per l'Italia intera.

    Ritengo che se, come e' ovvio, la mozione di sfiducia che e' stata annunciata non passera', e non e' detto neanche che tutta l'opposizione la voti in maniera compatta, i parlamentari che hanno veramente a cuore le sorti della nostra democrazia oltre che della nostra terra, hanno il dovere di dimettersi in massa.

    Il fatto che gli eventuali subentranti, i primi dei non eletti , potrebbero non appartenere piu' al PD non e' poi un grosso problema, visto che quello che sta facendo la sinistra in Italia e' addirittura peggio anche di tutto quello che aveva potuto fare il governo di destra.

    Quelli si limitavano infatti a fare leggi "ap personam" e "contra personam" per salvaguardare gli interessi e gli amici di Berlusconi, questi stanno compiendo un'opera sistematica di imbavagliamento e di asservimento della magistratura.

    Anche il nascente PD non sembra altro che una grossa operazione di marketing volta anche a ripulire l'armadio da eventuali scheletri lasciati dal vecchio partito.

    Gli accordi che stanno stringendo con Berlusconi a prezzo di chissa' quali contropartite saranno poi un prezzo che dovremo tutti sopportare in futuro e le cambiali saremo tutti noi a pagarle.

    Vi chiedo, se la condividete, di sottoscrivere anche voi questa lettera collegandovi al sito http://www.bennycalasanzio.blogspot.com/ ed apponendo un commento al post o rispondendo alla mia mail e dandomi l'autorizzazione a sottoscriverla con il vostro nome.

    Salvatore Borsellino

    ========================
    Al capogruppo
    Rita Borsellino

    Ai deputati dell'Assemblea Siciliana
    del Partito Democratico

    Gentili deputati,

    i fatti di questi giorni impongono una vostra presa di posizione forte e senza precedenti, per far sì che il Presidente Cuffaro rassegni le dimissioni da una carica che ormai indegnamente ricopre. Noi, la società civile, ci mobiliteremo in tutti i modi e in tutte le sedi. Ma voi, che rappresentate l'opposizione politica al progetto di Cuffaro, dovete stare dalla nostra parte, credo sia un obbligo morale. Con i fatti e non con le dichiarazioni.

    La Sicilia non merita di essere umiliata da un tale personaggio che ha favorito alcuni boss mafiosi, che ha tradito lo Stato mandando all'aria indagini che potevano duramente colpire Cosa Nostra.

    La vostra mozione di sfiducia sapete bene che sarebbe solo un'azione dimostrativa e che potrebbe mai essere approvata, per una mera questione di numeri.

    Se davvero amate la terra che vi ha eletto come rappresentanti, se avete a cuore il nostro futuro e l'onore di una regione che allo Stato ha sacrificato i suoi uomini migliori,

    RASSEGNATE SUBITO LE DIMISSIONI DALL'ASSEMBLEA REGIONALE

    e impedite al pregiudicato Cuffaro di continuare una illegittima opera di governo, come riconosciuto dalla magistratura che lo ha interdetto dai pubblici uffici.

    Fateci identificare in voi e fatevi portavoce di quello che un'intera regione vi chiede. Di essere Onorevoli, di rappresentarci degnamente di fronte agli occhi del mondo.

    Da domani fino a venerdì, ogni giorno alle 18, ci saranno presidi di fronte alla sede della presidenza della Regione, che culmineranno sabato in una grande manifestazione regionale. Scendete in strada con noi, dimostrate di essere diversi.

    Con tanta fiducia

    Scrivetegli anche voi!
    rborsellno@ars.sicilia.it,acracolici@ars.sicilia.it,
    rammatuna@ars.sicilia.it,gapprendi@ars.sicilia.it,
    gbarbagallo@ars.sicilia.it,fcalanna@ars.sicilia.it,
    rbebenedictis@ars.sicilia.it,gdibenedetto@ars.sicilia.it,
    adiguardo@ars.sicilia.it,cfiorenza@ars.sicilia.it,
    ggalletti@ars.sicilia.it,mgalvagno@ars.sicilia.it,
    bgucciardi@ars.sicilia.it,glaccoto@ars.sicilia.it,
    gmanzullo@ars.sicilia.it,bmattarella@ars.sicilia.it,
    coddo@ars.sicilia.it,eortisi@ars.sicilia.it,
    fpanarello@ars.sicilia.it,gpanepinto@ars.sicilia.it,
    frinaldi@ars.sicilia.it,cspeziale@ars.sicilia.it,
    stermine@ars.sicilia.it,ctumino@ars.sicilia.it,
    gvillari@ars.sicilia.it,gvitrano@ars.sicilia.it,
    szago@ars.sicilia.it,azangara@ars.sicilia.it,
    gzappulla@ars.sicilia.it, GruppoPD@ars.sicilia.it


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    Rispondi citando  
    sag
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 21 gen 2008, 14:41 

    Iscritto il: 27 gen 2007, 19:06
    Messaggi: 3280

    Non connesso
    così viene meglio a inserirli nelle email:
    rborsellno@ars.sicilia.it,acracolici@ars.sicilia.it, rammatuna@ars.sicilia.it,gapprendi@ars.sicilia.it, gbarbagallo@ars.sicilia.it,fcalanna@ars.sicilia.it, rbebenedictis@ars.sicilia.it,gdibenedetto@ars.sicilia.it, adiguardo@ars.sicilia.it,cfiorenza@ars.sicilia.it, ggalletti@ars.sicilia.it,mgalvagno@ars.sicilia.it, bgucciardi@ars.sicilia.it,glaccoto@ars.sicilia.it, gmanzullo@ars.sicilia.it,bmattarella@ars.sicilia.it, coddo@ars.sicilia.it,eortisi@ars.sicilia.it, fpanarello@ars.sicilia.it,gpanepinto@ars.sicilia.it, frinaldi@ars.sicilia.it,cspeziale@ars.sicilia.it, stermine@ars.sicilia.it,ctumino@ars.sicilia.it, gvillari@ars.sicilia.it,gvitrano@ars.sicilia.it, szago@ars.sicilia.it,azangara@ars.sicilia.it, gzappulla@ars.sicilia.it, GruppoPD@ars.sicilia.it


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    diablo310
     Oggetto del messaggio: Corteo dimissioni
    MessaggioInviato: 21 gen 2008, 16:42 
    Palermo - 19 Gennaio 2008 - Corteo Spontaneo per chiedere le dimissioni di Cuffaro

    http://it.youtube.com/watch?v=kHQwLHrDaOI


      
    Rispondi citando  
    Valentina
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 21 gen 2008, 18:51 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

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    Le petizioni fioccano :grin:

    http://www.petitiononline.com/d1i2m3i4/petition.html


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    sag
     Oggetto del messaggio:
    MessaggioInviato: 21 gen 2008, 19:54 

    Iscritto il: 27 gen 2007, 19:06
    Messaggi: 3280

    Non connesso
    è il segnale che la gente si sta rompendo le scatole, se sente la necessità di muoversi in massa


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