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'Usa, arrestato il capo dei Gambino
Il latitante Jackie D'Amico, ritenuto reggente della famiglia, si è consegnato spontaneamente all'Fbi di New York. A Palermo, si è presentato alla polizia Giovanni Adelfio, anch'egli ricercato nell'operazione antimafia "Old bridge".
PALERMO - Si è consegnato ieri sera all'Fbi di New York Jackie D'Amico, reggente della 'famiglia' Gambino, tra i ricercati dell'operazione Old Bridge.Continuano le ricerche degli altri sei incriminati dalle autorità Usa, tra questi il boss Nick Corozzo.
Intanto stamane si è costituito uno degli indagati nell'ambito dell'operazione antimafia, denominata "Old bridge", condotta dalla polizia nei confronti di Cosa nostra e che ha portato all'arresto di decine di boss e gregari tra la Sicilia e gli Stati Uniti.
Giovanni Adelfio, 69 anni, sfuggito ieri mattina alla cattura, si è presentato al carcere "Pagliarelli" di Palermo. Determinante la pressione esercitata dai poliziotti della Squadra mobile nelle fasi della sua ricerca. Nei cui confronti la Procura distrettuale antimafia del Tribunale di Palermo ha emesso provvedimento di fermo: è accusato di associazione mafiosa.
Secondo i magistrati, in concorso con più persone, tra le quali Bernardo Provenzano, Antonino Rotolo, Francesco Bonura, Salvatore Lo Piccolo, Alessandro Mannino, Vincenzo Marcianò, Vincenzo Brusca, Giuseppe Sansone, Francesco Pastoia (deceduto), Nicola Mandalà, Rosario Inzerillo, Tommaso Inzerillo, Francesco Inzerillo, 53 anni, Francesco Inzerillo, di 52 anni, avrebbe fatto parte dell'associazione mafiosa denominata Cosa nostra.
Adelfio viene ritenuto responsabile, tra l'altro, di avere svolto le funzioni direttive, nella famiglia mafiosa di Villagrazia di Palermo e di avere posto in essere, insieme ad altri soggetti indiziati di mafia, componenti della sua famiglia mafiosa, una serie di contatti volti alla gestione degli affari illeciti della stessa con esponenti di altre famiglie mafiose.
"Stiamo sviluppando altre indagini sul fronte degli americani e ci aspettiamo per il futuro nuove operazioni". Ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, partecipando ad una lezione coordinata dal condirettore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi, alla scuola di giornalismo "Mario Francese" dell'Università di Palermo.
In riferimento al traffico di droga Messineo ha risposto: "Secondo me un carico di droga in termini di rapporti costo benefici frutta di più e provoca meno nemici. Un carico di droga vale quanto un anno di estorsioni".'