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    Autore Messaggio
    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 14 lug 2010, 09:36 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    http://www.corriere.it/cronache/10_lugl ... aabe.shtml
    «Falcone e Borsellino falsi eroi»
    Gruppo Facebook, denunciati autori
    Identificati i creatori della pagina web contro i magistrati. Sono due fratelli del Nord Italia

    Dovranno rispondere di diffamazione e istigazione a commettere reati


    Saranno soddisfatti gli oltre 20 mila iscritti al gruppo su Facebook «Segnaliamo e facciamo chiudere il gruppo "Falcone e Borsellino falsi eroi"». Dopo circa sette mesi di indagini, la polizia postale di Palermo è riuscita ad identificare e denunciare gli autori del gruppo anti-magistrati sul social network. Si tratta di una sorella e di un fratello, A. F. ed S.F., rispettivamente di 20 e 24 anni, commessa in un grande magazzino lei e disoccupato lui, entrambi residenti in una provincia del nord Italia ed incensurati.

    FOTOMONTAGGI E FRASI OFFENSIVE - I due, ai quali sono stati anche sequestrati un notebook e degli hard disk, avevano postato nella bacheca del loro gruppo su Facebook fotomontaggi e commenti offensivi nei confronti dei due giudici antimafia. Identificati dalla polizia postale di Palermo, fratello e sorella hanno ammesso le loro responsabilità in merito ai fatti contestati, probabilmente senza rendersi conto della gravità di quanto commesso. Ora dovranno rispondere di diffamazione ed istigazione a commettere reati. Fondamentale, per la riuscita dell’attività investigativa la collaborazione con Facebook dai cui server, ubicati in California, sono stati tratti i dati informatici necessari agli investigatori per risalire agli autori del gruppo web


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    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 17 lug 2010, 12:42 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    17 luglio 2010
    Palermo. Due statue in gesso, raffiguranti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che erano state installate ieri pomeriggio a Palermo, nella centrale via Libertà, alla vigilia dell'anniversario della strage di via D'Amelio, sono state danneggiate la notte scorsa.


    A scoprirlo sono stati i carabinieri, che stanno indagando per identificare i responsabili del gesto. Sul posto è intervenuto il personale della Sezione investigazioni scientifiche per compiere i necessari rilievi tecnici. Le statue, realizzate dallo scultore palermitano Tommaso Domina, erano state posizionate su una panchina del marciapiede, a pochi passi da Piazza Politeama, con la scritta «Giovanni e Paolo, due uomini liberi con le loro idee, nel sole, nell'allegria, nell'amicizia, fra la loro gente».

    ANSA


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    fefè
     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 17 lug 2010, 23:09 

    Iscritto il: 12 apr 2009, 08:43
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    Solo una parola: BASTARDI!

    _________________
    UN GIORNO SENZA SORRISO E' UN GIORNO INUTILE


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    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 18 lug 2010, 16:38 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    Roma. «È un atto vile e disgustoso quello di chi ha sfregiato le statue di Falcone e Borsellino a Palermo, così come ferisce l'omertà che c'è ancora attorno a quel gesto, un'omertà che non appartiene a tutti i palermitani e siciliani onesti».



    Lo afferma don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera. «Ma è un atto che dimostra paradossalmente quanto sia intensa la forza simbolica di quei volti, che lo scultore ha deciso giustamente di raffigurare su una panchina -aggiunge don Ciotti- in un contesto di vita urbana e di quotidianità, a segno di come Giovanni e Paolo, e con loro Francesca, Rocco, Vito, Antonio, Agostino, Emanuela, Vincenzo, Walter, Claudio, siano ormai dentro la coscienza di tanti di noi». Per don Ciotti, «a 18 anni da Capaci e via d'Amelio quella memoria, come quella di tutte le vittime innocenti delle mafie, si poggia non su piedistalli, non su parole d'occasione, non su celebrazioni retoriche, ma sull'impegno di tutte le persone che si mettono ogni giorno in gioco per costruire democrazia e giustizia sociale, dicendo no alle mafie e a tutte le forme di illegalità, di sfruttamento e di corruzione che delle mafie sono l'anticamera». «Ed è un impegno -conclude- che non può essere vandalizzato nè fermato. Che anzi trova da queste offese una ragione di più per allargarsi e rafforzarsi, per fare in modo che il nostro paese assomigli a quello che avevano nel cuore Giovanni, Paolo e tutte le persone che hanno dato la vita per la democrazia».

    Adnkronos


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    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 21 lug 2010, 08:30 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    ESTORSIONI: 'PIZZO' PER 15 ANNI A RISTORANTE, 8 ARRESTI A GELA

    (AGI) - Caltanissetta, 21 lug. - Otto arresti per l'estorsione al titolare di una rosticceria di Gela (Caltanissetta), per 15 anni vessato da uomini di Stidda e Cosa nostra, che gli chiedevano il 'pizzo' per Natale, Pasqua e ferragosto e andavano a mangiare e a bere a sbafo. La vittima avrebbe riferito agli inquirenti che fra coloro che avrebbero avanzato richieste di denaro c'e' anche il figlio di un impiegato all'epoca dei fatti capufficio al Comune. E' stata la Squadra Mobile di Caltanissetta, a far luce sulle estorsioni ai danni del ristoratore, noto come "zio Ciccio". Le otto ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip Lirio Conti su richiesta del sostituto procuratore della Dda Onelio Dodero, ed eseguite nell'operazione denominata "Supernova". I provvedimenti di custodia cautelare sono stati notificati in carcere a Crocifisso Maganuco, 35 anni, Marcello Scerra 37, Benedetto Zuppardo, inteso "Alessandro", di 31 anni, oggi collaboratore di giustizia, Salvatore Di Maggio inteso "Toto'", di 26 anni, Rocco Ferlenda, detto "Rocco 'u nivuro", di 40 anni, Rosario Gueli, 37 anni, Carmelo Raniolo, 36 anni e Vincenzo Di Giacomo, detto "Vincenzu u catanisi", di 43 anni, tutti di Gela. Secondo le accuse rivolte avrebbero imposto il pizzo al ristoratore dal 1992 al 2007. Per 11 anni, il commerciante, per la "messa a posto", sarebbe stato costretto a versare nelle casse dei clan gelesi somme che variavano dalle 300 alle 500 mila lire, poi tramutati in euro. I soldi erano richiesti "per le famiglie dei detenuti". I due clan si alternavano nella riscossione del pizzo secondo la pax mafiosa raggiunta da Stidda e Cosa nostra. In un caso la vittima si rifiuto' di pagare la somma di un milione di lire e rischio' l'incendio del locale, che poi non avvenne grazie all'intermediazione di due boss.


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     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 21 lug 2010, 08:36 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    Palermo: morto il capo della catturandi che arresto' Nicchi e Raccuglia
    Palermo, 21 lug. - (Adnkronos) - E'morto la notte scorsa a Palermo Mario Bignone, 43 anni, napoletano, che da alcuni mesi soffriva di un male incurabile. Bignone e' il poliziotto che nell'inverno scorso arresto' due latitanti importanti di Cosa Nostra come Domenico Raccuglia e Gianni Nicchi. La salma di Bignone in mattinata verra' portata nella chiesetta della Squadra Mobile di Palermo.


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     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 22 lug 2010, 10:17 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    (ANSA) - PALERMO, 22 LUG - Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite stamattina a Palermo dalla Direzione investigativa antimafia.

    I provvedimenti riguardano 4 componenti della famiglia mafiosa del quartiere Ciaculli che avevano favorito la lunga latitanza (oltre 16 anni) del boss Filippo La Rosa, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Giovanni Fici, commesso a Palermo l'1 febbraio 1988. Anche La Rosa e' stato raggiunto dall'ordinanza di custodia per mafia.


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     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 22 lug 2010, 10:24 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    Undici anni per estorsione a Vecchio

    Carmelo Puglisi, 45 anni reggente della famiglia «Santapaola Ercolano» è stato condannato a undici anni di reclusione per la tentata estorsione al cantiere dell'imprenditore edile Andrea Vecchio. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione penale del Tribunale (presidente Bruno Di Marco) che hanno emesso la sentenza ieri pomeriggio. Il pubblico ministero Agata Santonocito aveva chiesto per Puglisi una condanna a 15 anni. Puglisi, è la seconda persona che viene condannata per l'attentato in via della Concordia dell'estate 2007. L'altro imputato, infatti, Luciano Musumeci, era stato già condannato con il rito abbreviato per il tentativo di estorsione (aggravata da metodi mafiosi) il 16 ottobre 2008 e gli era stata inflitta una pena di otto anni e otto mesi di reclusione.
    Il tribunale - che depositerà successivamente le motivazioni della sentenza - ha stabilito anche il risarcimento alle parti civili, cioè lo stesso Andrea Vecchio, la Fai (Federazione antiracket italiana), la Camera di commercio e il Comune di Catania.
    Secondo le accuse - non confermate in aula dagli operai che quel giorno in cantiere si videro arrivare i due esattori del racket - Puglisi e Musumeci chiesero il pizzo a Vecchio.
    L'attentato - di fronte al mancato pagamento - comportò l'incendio di un escavatore il 27 agosto 2007. Vecchio subì poi altri attentati. Un secondo escavatore venne distrutto, questa volta all'interno di un cantiere di Santa Venerina. Un terzo venne bruciato alle 21 del 30 agosto nuovamente in via della Concordia, mentre la quarta intimidazione fu registrata a Randazzo il 31 agosto.


    Fonte: La Sicilia


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    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 23 lug 2010, 16:22 
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    (AGI) - Catania, 23 lug. - Cinque persone sono state arrestate a Catania dalla polizia per l'omicidio del boss del clan mafioso dei Cursoti Nicola Lo Faro, 46 anni, ucciso in un agguato nel centro della citta' la mattina del 4 maggio dell'anno scorso. Il delitto segno' la disgregazione della cosca. A carico dei cinque indagati, la Squadra Mobile ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della Dda. I reati contestati a vario titolo sono omicidio, detenzione e porto d'armi, con l'aggravante di aver commesso il delitto per agevolare l'associazione mafiosa. Il primo spunto per l'attivita' investigativa era venuto dalle immagini dei killer in fuga riprese da un impianto di videosorveglianza. (AGI) .


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     Oggetto del messaggio: Re: News del giorno
    MessaggioInviato: 24 lug 2010, 13:15 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
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    Operazione 'Paesan Blues', altri 7 arresti


    24 luglio 2010
    Palermo. Dando seguito all'operazione «Paesan Blues» dello scorso 10 marzo, che aveva portato in carcere 21 persone, la squadra mobile di Palermo ha eseguito due giorni fa - ma la notizia è stata diffusa oggi - altre 7 ordinanze di custodia cautelare.

    I destinatari dei provvedimenti sono Gioacchino e Gianpaolo Corso, di 43 e 37 anni; Giovanni Lo Verde, 70 anni; Ignazio Traina, di 49; Mario Taormina, 46 anni; Francesco Guercio, 32 anni e Gregorio Di Giovanni, 48 anni, tutti esponenti delle famiglie mafiose di Santa Maria di Gesù e Porta Nuova, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata.
    L'operazione «Paesan Blues», condotta dallo Sco e dall'Fbi, aveva consentito di smantellare i collegamenti tra mafia siciliana e Cosa nostra americana. Sulla scorta di nuove prove sono stati colpiti da ordinanza di custodia Traina, Taormina e Di Giovanni, non ancora raggiunti da provvedimenti restrittivi nelle precedenti fasi delle indagini, e sono state emesse nuove ordinanze a carico di quattro persone già destinatarie del provvedimento dello scorso marzo. Le nuove risultanze provengono da intercettazioni ambientali e telefoniche, dalle dichiarazioni, riscontrate, dei collaboratori di giustizia Giuseppe Di Maio, Manuel Pasta e Andrea Bonaccorso e dalle denunce rese dalle vittime delle richieste estorsive. Gli investigatori hanno accertato che Gioacchino Corso godeva di grande considerazione da parte di Pippo Provenzano ed esercitava influenza sia su Giuseppe Liga che su Andrea Quatrosi, tutti personaggi dei quali è già emerso, in altre indagini, il ruolo nelle famiglie della zona occidentale di Palermo. È emerso che Gioacchino Corso avrebbe fatto da autista a Totò Riina durante la sua latitanza. Le indagini hanno accertato l'attualità delle cerimonie di affiliazione a Cosa nostra - l'ultima nota si tenne in una palestra di Borgo Ulivia nel maggio 2009 - con il noto simbolismo di santine e «punciute» e l'ostinato tentativo di ripristinare, almeno formalmente, le gerarchie interne alle famiglie. Infine, si è riscontrata la centralità della pratica delle estorsioni quale strumento del potere mafioso ed essenza stessa dell'organizzazione

    ANSA


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