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    Ma come ci informano?




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     [ 6 messaggi ] 
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    Autore Messaggio
    Tommy
     Oggetto del messaggio: Ma come ci informano?
    MessaggioInviato: 08 feb 2010, 17:56 

    Iscritto il: 08 mar 2009, 11:28
    Messaggi: 147

    Non connesso
    E allora alimentiamolo questo forum.
    La stampa e la TV italiane sono fortemente carenti di credibilità, invischiate come sono (tutte le testate e tutte le reti) nalla forma un po’ becera di bipolarismo che ci ritroviamo. Da una parte e dall’altra trovo prevalente l’aspetto “propaganda” rispetto a quello “informazione”. Farei due esempi su cui chiedo esplicitamente il vostro parere.
    Nella riunione del CdM a Reggio Calabria di qualche giorno fa si è parlato di alcuni provvedimenti antimafia. Mi hanno colpito due in particolare: quello sull’anagrafe dei beni sequestrati alla mafia e quello sull’impegno da parte dello Stato di assicurare i beni aziendali dell’imprenditore o commerciante che denuncia gli estortori. E’ su quest’ultimo aspetto che vorrei il vostro parere di “esperti”. Non mi fido né dei giornali sfacciatamente governativi né di quelli sfacciatamente antigovernativi. Hanno rinunciato entrambi da tempo a mantenere un rapporto dignitoso con la verità. Questa assicurazione da parte dello Stato può essere una cosa seria o no?
    Secondo esempio. Qui oltre che la politica bipolare chiamerei in causa la professionalità (talvolta discutibile) di chi dà certe informazioni. Ho letto solo di sfuggita il recente resoconto generale sui macrodati attribuibili all’azienza mafia (tutte le mafie) in Italia. Ho avuto però l’impressione che ci si limitasse anche quest’anno a dare valori assoluti, senza evidenziare le tendenze. Se mi dicono che in Sicilia, ad esempio, ci sono tot estorsioni ai negozianti, senza farmi capire se il fenomeno è in aumento o in calo… direi che non mi hanno fatto capire un aspetto molto importante. Cosa ne pensate? Io credo che la esplicitazione delle tendenze sia utile per capire se si è sulla buona strada oppure no, se si è lavorato bene (Stato e società civile), se bisogna cambiare strategia o, al contrario, se sia meglio confermarla, magari accentuando gli sforzi. Una informazione piatta che ignori questi aspetti la trovo molto deludente.
    Per finire vorrei chiedere se, a vostro parere, sia corretto affermare, come io penso, che sulla strada per uscire dal secolare tunnel delle mafie la Sicilia è messa un po’ meglio di altre regioni del sud. Non che abbia meno criminalità prganizzata, intendiamoci, ma che si stia muovendo meglio per liberarsene (Confindutria Sicilia, Addiopizzo, Associazioni antiracket, arresti di quasi tutti i vertici malavitosi, nuova sensibilità presso i cittadini, collaborazioni di giustizia, …).
    Cari saluti a tutti
    Tommy


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    Simone
     Oggetto del messaggio: Re: Ma come ci informano?
    MessaggioInviato: 09 feb 2010, 12:08 

    Iscritto il: 20 apr 2008, 15:14
    Messaggi: 1617

    Non connesso
    Ciao Tommy,ben ritrovato :grin:
    Ho letto il tuo post interessante,per questioni di tempo ti rispondo solo all'ultima osservazione perché avevo già scritto una cosa del genere in un altro forum dove era stato posto lo stesso problema (proprio l'altro ieri che coincidenza :grin: )

    Occorre distinguere le mafia,con la loro storia e modus operandi,da ciò ne può conseguire un diverso contesto sociale.
    Ciò che viene subito percepito infatti è lo "stile" o meglio il modus operandi delle varie associazioni,ma questo dipende soprattutto da come sono strutturate e dalle loro evoluzioni.
    La camorra non presenta una organizzazione verticista e gerarchica come cosa nostra,se ricordate qualche anno fa nei notiziari una settimana si e l'altra pure in campania c'era un morto,perché le varie famiglie camorriste erano in competizione oggi che non ci sono più spari probabilmente hanno trovato il modo di allearsi e fare affari tutti,quando c'è silenzio vuol dire che stanno bene.
    L'unica eccezione in campania sono i casalesi,che però derivano da una stretta esperienza con cosa nostra.
    L'ndrangheta rappresenta una organizzazione struttura in modo abbastanza omogeneo seguendo le linee parentali,ciò rende difficile sia che vi sia qualche collaboratore di giustizia,ma anche la reazione da parte della collettività.
    In Sicilia invece ci sono presenti diverse realtà e credo che sintetizza al meglio il quadro complessivo.
    Nella parte occidentale fino a giungere nei pressi dell'agrigentino opera cosa nostra,nella parte sud c'è invece la stidda,una organizzazione mafiosa che concorre e si allea nel caso con cosa nostra,nel messinese invece oltre che famiglie mafiose siciliane si registrano anche connessioni con l'ndrangheta e nella parte orientale in particolare nel catanese invece sono presenti diverse famiglie che non fanno parte di cosa nostra,con l'eccezione dei Santapaola e dei Laudani che vi hanno invece prestato giuramento.
    Quali sono i riflessi sul territorio ed in particolare sulla collettività?
    Partendo dalla storia recente e prendendo come riferimento Palermo e Catania (per sintesi),cosa nostra con la politica stragista di Riina ha provocato grandi ferite a Palermo,due su tutte:autostrade che crollavano e bombe in pieno centro.
    Ciò ha accentuato l'attenzione pubblica ed anche dello Stato,che è intervenuto (costretto?) non solo con uomini e mezzi ma anche attraverso la legislazione;da Riina in poi,la politica di Provenzano è stata quella di fare il meno rumore possibile (calati iuncu ca passa la china o tutti mafiosi nessuno mafioso) ma la coscienza dei cittadini palermitani dopo le stragi ormai era stata troppo scossa e lo si può vedere non solo nelle dimostrazioni degli anni novanta ma anche tutt'ora.
    A Catania invece,con l'eccezione dei 100 morti in un anno dei primi anni 90,le famiglie si sono sempre prestate ad una politica imprenditoriale,le uccisioni quando avvenivano non colpivano quasi mai "civili" ma esponenti di famiglie in quel momento rivali,alcuni episodi si sono verificati fino all'anno scorso.
    Questo poco trambusto ha portato invece ad una situazione di immobilità nelle coscienze dei cittadini catanesi,non che ignorino il fenomeno mafioso,ma nel bene e nel male,non avendo subito le ferite dei cugini palermitani non ne hanno una consapevolezza piena.
    Quindi ad un maggiore silenzio corrisponde non solo la possibilità da parte dell'associazione mafiosa di agire con più tranquillità per i suoi affari illeciti,ma anche una minore percezione del fenomeno da parte della comunità sana.
    Infine indici utili vanno raccolti nelle scuole,nelle università,tra i commercianti e le eventuali denunce che sono state fatte nel corso dell'anno.

    P.S.
    Come è finita con il romanzo? boing


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    Tommy
     Oggetto del messaggio: Re: Ma come ci informano?
    MessaggioInviato: 10 feb 2010, 14:53 

    Iscritto il: 08 mar 2009, 11:28
    Messaggi: 147

    Non connesso
    Intanto ringrazio Simone per avermi rilanciato la palla. Trovo interessante la sua risposta e pertinente, ma non esauriente. Spiegare le differenze tra le varie organizzazioni criminali delle regioni meridionali è utile per la conoscenza, ma non chiarisce nulla riguardo alla dinamica in corso. La Sicilia sta migliorando la propriaa situazione o no? E’ sulla buona strada o no? Non dico vittorie… ma almeno qualche pareggio prima di diventare troppo vecchio e morire posso godermelo oppure no? Sono sicuro che il fuoco che arde dentro di me ha molto in comune con quello che ha fatto nascere il vostro gruppo. Allora non dovrebbe essere difficile capirci. Con Simone so che ci capiamo; con Salvo, Chiara, Valentina, Lorena, Nadia so di avere dei punti in comune. Magari non uguali con ciascuno di loro. Rispondere ai miei quesiti non implica impegnarsi in chissà quale maratona letteraria. Bastano due righe. Non credete? Ma parliamo. Io sto lontano. Non lasciatemi solo.
    A proposito del romanzo ringrazio Simone di averne parlato. In realtà, come ho scritto nell’ultimo post inviato nell’apposita discussione, mi pare, a novembre, io avrei completato e sarei in attesa che voi decidiate se pubblicarlo o meno. Rimango in paziente attesa e nel frattempo sto:
    1. Facendo leggere ad alcune persone il lavoro per ricavarne pareri e suggerimenti.
    2. Facendo modifiche formali per recepire le osservazioni che man mano mi arrivano.
    3. Correggendo gli infiniti errori di battitura che qualche lettore di bozze mi fa notare.
    Confesso che forse mi sarei aspettato più osservazioni (e collaborazione) proprio da parte vostra. Confesso che sto supplendo con parenti e amici “romani” che così scoprono Catania e il vostro operato. Confesso che proprio da te, Simone, o da Nadia, Lorena, Salvo… mi sarei aspettato che almeno leggeste l’ultima versione. Intendiamoci. Mi avete aiutato moltissimo. Mi avete dato spunti bellissimi, che mi sembra di avere utilizzato… Ma solo di Chiara e Valentina sono sicuro che… hanno letto.
    Quante pretese ho‼‼ Scusatemi. Dico che voglio aiutarvi e invece finisco per darvi … cose da fare. Scusatemi. Il vizio di chi scrive è quello di sperare che qualcuno legga. Bene: mi sono confessato.
    A proposito: Quando a settembre ho partecipato ad una vostra riunione mi si è presentata una ragazza che non conoscevo (Luisa? Maria Luisa? – mi scuso ma non ricordo il nome). Mi ha detto che non sapeva nulla di un romanzo interattivo e che, a saperlo per tempo, avrebbe avuto piacere di partecipare… visto che lei era una che amava scrivere (se ricordo bene).
    Ebbene, cara Luisa o come ti chiami (a proposito, come?), se vuoi dare una mano questo è il momento. Rileggiti l’intero lavoro e dai le tue impressioni…
    Saluti
    Tommy.


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    Simone
     Oggetto del messaggio: Re: Ma come ci informano?
    MessaggioInviato: 10 feb 2010, 20:56 

    Iscritto il: 20 apr 2008, 15:14
    Messaggi: 1617

    Non connesso
    Tommy come risponderti in merito ai risultati?
    Per semplicità possiamo analizzare tre momenti:quello delle forze dell'ordine e magistratura,quello legislativo e quello culturale,rappresentano insieme le armi migliori che la società ha per ottenere dei risultati e non se ne può fare a meno di nessuna delle tre condizioni.
    Per il primo punto posso affermare con buona certezza che le FF.OO. e la magistratura stanno svolgendo un ottimo lavoro,cliccando su questo link puoi vedere gli arresti del 2009 http://fuoriorario.forumfree.it/?t=35563901 e qui i beni sequestrati http://fuoriorario.forumfree.it/?t=35562550 (ci sono anche quelli relativi al 2008 e 2010).
    P.S.
    Valentina non è spam e non potevo fare copia ed incolla di tutto il topic :grin:
    Dal punto di vista legislativo le norme ci sono,anche se si prevedono cambiamenti che non fanno bene sperare (leggasi riforma sulle intercettazioni e sui collaboratori di giustizia).
    Dal punto di vista culturale,c'è molto da fare e,a mio avviso,sempre ci sarà perché anche il semplice(?) insegnamento del rispetto delle regole non può fermarsi,sicuramente rispetto al passato (anni 80) qualcosa,soprattutto in Sicilia,è cambiato in positivo basta ricordare le manifestazioni alla morte di Borsellino alla più recente a Caltanissetta a favore dei magistrati che ivi sono impegnati e che hanno subito minacce.
    Come facilmente si nota,servono tutti e tre gli aspetti,se viene meno uno gli altri perdono di forza ed efficacia.

    P.S.
    Chi è questa Luisa che ama scrivere? :-k


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    Rispondi citando  
    Tommy
     Oggetto del messaggio: Re: Ma come ci informano?
    MessaggioInviato: 10 feb 2010, 22:31 

    Iscritto il: 08 mar 2009, 11:28
    Messaggi: 147

    Non connesso
    Forse attraverso un aiuto che ho ricevuto ho individuato la persona (che non si chiama Luisa). Proverò a scriverle un messaggio privato chiedendole se è disposta a leggere il romanzo e a fare osservazioni. Ma questo non esonera gli altri...
    Sto diventando impossibile!
    Tommy

    P.S. Mi sembta che sulla situazione delle mafie e su quella della Sicilia in particolare Simone stia dicendo un po' di cose. Voi siete più esperti di me. Ma anch'io leggo molto e quanto prima proverò a dire come la penso.


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Tommy
     Oggetto del messaggio: Re: Ma come ci informano?
    MessaggioInviato: 15 feb 2010, 14:28 

    Iscritto il: 08 mar 2009, 11:28
    Messaggi: 147

    Non connesso
    Avevo detto che avrei esposto qualche mia idea sulla evoluzione delle varie criminalità organizzate. Lo farò con semplicità, quindi anche con modalità un po’ superficiali e me ne scuso :oops: . Ma credo nella discussione e la discussione pretende che si superino timidezze e prudenze eccessive oook .
    Ebbene: Io credo che La Sicilia stia vincendo contro la mafia :grin: . Ho l’impressione che cosa nostra si tovi in difficoltà di un livello tale che non ha mai avuto dal secondo dopoguerra in poi. Credo che La svolta sia avvenuta dopo la caduta del muro di Berlino e le stragi di Falcone e Borsellino sono state la prima manifestazione di debolezza di quell’organizzazione. Da allora abbiamo avuto: Ondate di collaborazioni di giustizia (odio il termine pentiti). Ondate di testimonianze da parte di cittadini comuni (siamo sicuri che l’omertà abiti ancora in Sicilia?). Forti reazioni da parte dello Stato (La Magistratura, le Forze dell’ordine e, seppur con tentennamenti e certe volte passi indietro, la Politica). Singoli imprenditori che hanno cominciato a ribellarsi. Nascita delle associazioni Antiracket. Nascita di Addiopizzo, prima a Palermo e poi a Catania. Codice di tutela antimafia definito dalla commissione antimafia ed adottato da molti partiti. Arresti in massa di boss e mano d’opera, di gente che richiede il pizzo e di gente che spara. Processi più o meno eccellenti, alcuni conclusisi con precise condanne (vedi Cuffaro e Contrada), altri finiti con un apparente nulla di fatto (Andreotti), ma che hanno fatto capire che certi patti fra mafia e stato in Sicilia non si possono fare più perchè ormai chiunque può essere sottoposto a processo. Poi ci sono stati i pronunciamenti di Confindustria Sicilia prima e di quella nazionale di recente. Nel frattempo ha cominciato a nascere anche una certa sensibilità antimafia non più circoscritta a piccoli gruppi di intellettuali. A Palermo che con la mafia non si possa più convivere credo l’abbiano capito già in molti. Catania è un po’ indietro. Tutti questi sono aspetti di una realtà che cambia e, questa volta, in meglio. Credo che prenderne atto e parlarne possa dare una maggiore carica a chi si batte attivamente sul campo per vincerla prima o poi questa battaglia. Dire che si vince non per “abbassare la guardia”, ma per trarre incoraggiamento ed intensificare gli sforzi.
    Credo che cosa nostra sia e rimanga la più organizzata fra queste realtà, anche se oggi fa acqua da tutte le parti. La più forte però è diventata la ‘ndrangheta. Lì ancora nessuno collabora con la giustizia. La struttura familiare delle ‘ndrine lo impedisce. La Camorra credo abbia logiche diverse. Sono bande non organizzate fra di loro. Forse solo i casalesi hanno tentato di coalizzarsi con cosa nostra. Anche loro stanno beccando botte da orbi da parte dello Stato, ma ho l’impressione che la società civile campana sia indietro rispetto a quella siciliana. Capisco poco della Sacra Corona Unita, la più misteriosa di queste organizzazioni.
    La Sicilia vince contro la mafia? Evviva la Sicilia! :grin:
    Non consideratemi né un ingenuo, né un esaltato. Voi dovete fare “gli adulti e i seri”. A me che sono vecchio è consentito esultare. hello2
    Vedo che nessuno è intervenuto sul modo come ci informano. Ci forniscono grandi numeri sulla mafia ogni anno, ma non mi sembra vengano evidenziate variazioni e tendenze. Amo i numeri e, se ci riesco, proverò a procurarmi quelli di due anni consecutivi per fare un po’ di confronti e proporveli. Ma non ve lo prometto.
    Tommy


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