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http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17080/78/di Maria Loi - 20 giugno 2009
Palermo. Grazie alla denuncia di due vittime del racket quattro persone sono state fermate con l’accusa di tenta estorsione aggravata e continuata. Si tratta di Giuseppe Cassaro detto”Paolo”, di 44 anni, Domenico Romeo, di 48 anni, Gregorio Palazzotto, di 32 anni e Andrea Semilia, di 31 anni.
Cassaro e Romeo sono accusati di un tentativo di estorsione al titolare di un panificio aperto da poco nella zona dell’Arenella. Palazzotto, invece, personaggio riconducibile al boss latitante dell’Arenella Gaetano Fidanzati, è accusato di avere indebitamente preteso denaro dal titolare di una rimessa di barche nel porticciolo dell’Arenella. L’ultimo dei fermati, Semilia, avrebbe imposto di mettere in acqua un gommone ormeggiato nel porticciolo senza pagare i costi di manutenzione e riparazione. Benché dall’ultimo rapporto di Sos Impresa sia emerso che le estorsioni si confermano come uno dei settori più remunerativi per le organizzazioni criminali oggi è stata registrata una inversione di tendenza. L’ha ribadito anche il questore di Palermo Alessandro Marangoni durante la conferenza stampa tenutasi stamani in Questura. <<La crepa che si è creata nella diga del muro dell’omertà si va sempre più allagando>> ha detto il questore <<Oltre 100 i commercianti e gli imprenditori che negli ultimi 3 anni hanno deciso di saltare il fosso e collaborare con le Forze dell’Ordine. Un dato che deve incoraggiare a continuare su questa strada. Denunciare si può, senza rischiare, dal momento che le Forze dell’Ordine e la Magistratura garantiscono risultati esemplari con arresti e condanne definitive. L’assenza dello Stato non può essere invocata come alibi da chi decida di non denunciare, lo Stato infatti c’è. Il racket e l’usura sono reati che non si riescono a contrastare con efficacia senza la collaborazione di chi ne è vittima>>. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento del procuratore aggiunto Antonio Ingroia che ha sottolineato come Palermo stia vivendo un periodo storico costellato da una serie di successi sul fronte della lotta al racket. <<Lo Stato è all’altezza della sfida, smettiamo di pagare il pizzo, usciamo allo scoperto e denunciamo>> ha concluso Ingroia.
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