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Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15 Messaggi: 14472
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http://www.corriere.it/esteri/08_giugno ... aabc.shtmlChiedeva il pizzo sul suo blindato L'Al Capone cinese smascherato dal web Yang Shukuan condannato all'ergastolo. A incastrarlo un Network di cittadini per il governo della legge PECHINO – Il padrino, un Al Capone cinese grande e grosso, aveva escogitato il modo più semplice per imporre la sua legge in una contea dell'Hebei, Provincia attorno a Pechino. Pensava di passarla liscia. E non aveva tutti i torti: per un po' di tempo, in effetti, un po' grazie alle solide protezioni di cui godeva e un po' per la paura delle gente che ne subiva le prepotenze, ha imperversato in lungo e in largo. Ma, alla fine, quando si esagera ci si scotta e si finisce male. Ovvero in galera e con una condanna all'ergastolo.
SMASCHERATO DA INTERNET - Il guaio, per questo Al Capone con gli occhi a mandorla, è che lungo la sua strada è andato a sbattere contro Internet. È stato un sito poco conosciuto – il Network dei cittadini cinesi per il governo della legge – a smascherarlo e a denunciarlo. Qual è, dunque, la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Una vera spacconata da boss che si ritiene – si riteneva - intoccabile. Lui, Yang Shukuan chiamato «Tre Tesori», circolava per i villaggi e le città della «sua» zona – Tangshan - con un blindato militare dotato di mitragliette e con questo, oltre che all’ufficio, si presentava dalle vittime prescelte. Ovvero dai colleghi che, a suo insindacabile giudizio, gli dovevano pagare il pizzo. Colleghi? Già perché questo Yang Shukuan, non era un gangster da quattro soldi, un disperato figlio degli slum cinesi. Per niente. Era un signor imprenditore che aveva messo in piedi attività nel settore dell’abbigliamento, del cibo, persino dell’industria mineraria. Ma non gli bastava. I rivali li «strangolava» con una politica molto spiccia. O mi dai la tangente o non campi. Tutto il mondo è paese. Solo che anziché i candelotti di dinamite o le lupare il nostro usava altri metodi.
PIZZO E BLINDATO - Al 27 di ogni mese, puntualissimo, saliva sul blindato, ordinato e costruito in Russia, e partiva. Seguito da un corteo di mezzi – sempre militari – sui quali prendevano posto i «picciotti» del clan, ben quarantatrè, che lo scortavano ovunque. Persino in un ospedale dove uno dei taglieggiati era ricoverato. Ha lasciato i motori de blindati accesi, è sceso, è salito in corsia, ha sparato un paio di rivoltellate di ammonimento a Jiang Yongli, ed è tornato tranquillo a casa. E così da un 27 del mese all'altro «Tre Tesori» si è ritrovato in tasca 100 milioni di dollari. Quanto bastava per parcheggiare nel cortile delle sue aziende, due Ferrari, una Limousine, e una Rolls. E chissà che cosa vi avrebbe aggiunto se, per sua sfortuna, qualcuno non avesse avuto l’idea saggia di chiamare in causa quel Network di cittadini che attraverso il Web va a pizzicare furfanti e prepotenti di ogni risma. Yang Shukuan è finito per davvero nella "Rete". Un tribunale lo ha condannato due giorni fa, assieme alla combriccola dei 43, al carcere a vita.
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