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CATANIA: "la città delle illegalità", - 12 gennaio 2008
A scrivere siamo i sotto elencati comitati ed associazioni che hanno la sventura di vivere a Catania, La città che non essendo più governata nei suoi aspetti più "normali", potremmo definire senza tema di smentite "la città delle illegalità", meritatamente agli ultimi posti per vivibilità in Italia, come documentato da stimate ricerche. Rappresentiamo migliaia di cittadini di diversi ceti sociali e culturali, anche di diversa estrazione politica, tutti accomunati dalla fatica di dovere gestire un quotidiano sempre più difficile a causa della totale mancanza di regole che avvelena la vita della nostra città.
Siamo rimasti sgomenti nel leggere, per caso, su un quotidiano nazionale, “ Il Giornale” del 22 settembre 2007, una intervista rilasciata dal nostro sindaco che vanta mirabilie realizzate e regalate alla città dalla sua elezione. Anche il sito del comune si è subito fregiato di cotanta abilità. Lo sconcerto nasce dapprima dal fatto che un giornalista, si presuppone serio e professionista, abbia fatto suo l’autoincensimento del sindaco senza indagine e senza contraddittorio.
Quello che poi ci annichilisce è che Scapagnini, non solo non si è dimostrato un buon sindaco ma è considerato, dalla maggior parte dei cittadini catanesi, perfino da molti di coloro che pure lo hanno votato, tra i peggiori che la città abbia mai avuto. - Ha vantato una elezione a furore di popolo quando ha ottenuto invece migliaia di voti in meno rispetto alla sua coalizione. Questo il giornalista l’avrebbe potuto facilmente appurare andando a verificare i risultati elettorali del 2005. - Ha vantato una lotta estenuante contro l’abusivismo, quando non si contano più le attività abusive che vengono imposte nella nostra città. L’appropriazione personale ed arbitraria del territorio si riscontra nella cosiddetta "movida", ma anche nei mercati cosiddetti "storici", ma anche in una miriade di banconi disseminati in tutta la città per la vendita di ortaggi, frutta, carne arrostita e quant’ altro. L’abusivismo è diventato la norma ineluttabile. Le strade ed i marciapiedi non appartengono più alla popolazione bensì a chi se ne appropria, compreso i posteggiatori abusivi che esigono minacciosi il loro "obolo" anche nei posteggi legali. - Ha vantato di avere restituito la città di notte ai catanesi quando questi la stanno abbandonando a causa della invasione non sempre civile di migliaia di persone che vengono da mezza Sicilia in questa “zona franca” dove si può strombazzare anche a notte fonda con le macchine; si possono fare rombare motori di auto e moto; anche i minorenni possono prendere alcolici a prezzi molto sospetti; dove si spaccia alla luce del sole - si fa per dire -. - Ha vantato di avere debellato il bullismo ma basta camminare un sabato pomeriggio in via Etnea o salire su un autobus per assistere ad un fenomeno che la città prima proprio non conosceva. - Ha vantato di avere eliminato la prostituzione per strada ma forse voleva dire da “una” strada perché il fenomeno si è spalmato ormai su un territorio ben più ampio
- Ha vantato di avere ridato la sicurezza ai cittadini senza concedere tregua alla delinquenza quando siamo costretti a subire impotenti ogni sorta di prevaricazioni. La pressione del malaffare è sotto gli occhi di tutti e, novità assoluta, gli scippi vengono operati anche dalle macchine in corsa.
Insomma ha vantato di avere “curato i mali di Catania”
Mentre Il caos viario sta raggiungendo livelli da paralisi dato che tutto è consentito e simultaneamente una strada è strangolata dalle macchine in seconda e tripla fila; dalle botteghe che si ampliano per la esposizione delle mercanzie; dalle bancarelle con la merce sparpagliata ad ampio raggio; dai rifiuti abbandonati e spiaccicati sul terreno; dai tavolini, banconi e bracieri di improvvisati ristoratori che nelle strade fanno accomodare gli avventori esponendoli a rischio di vita.
Le norme sulla sicurezza e la protezione civile sono solo sulla carta e la popolazione è esposta con cinica indifferenza a rischi riscontrabili solo guardandosi attorno.
Viviamo affogati dai rifiuti nonostante i pesanti aumenti operati furtivamente.
Siamo costretti a subire, da ultimo, un autentico furto da parte dell’ acquedotto cittadino che, pur non fornendo alcun servizio di fognatura a gran parte della città, ne esige il pagamento.
Possiamo solo vantare alte aliquote ICI, aumentate immediatamente dopo l’ultima elezione nazionale.
Siamo costretti a convivere con il degrado dilagante per soddisfare gli interessi personali di personaggi privati e pubblici.
I vigili urbani, pagati per il controllo delle regole e delle leggi, hanno abbandonato il proprio ruolo e dovere. Forse anche loro sfiduciati e convinti che “tanto siamo a Catania”, espressione che sentiamo ovunque e che dà chiara l’idea della ineluttabilità dei fatti.
E, che sia chiaro, Catania è una “città democratica”, il suo malessere lo vive in tutto il suo territorio: dal centro alle periferie, dai quartieri popolari a quelli residenziali.
Fa specie che un giornalista non riesca a vedere ciò che sta sotto gli occhi di tutti. Sgomenta che non abbia recepito la falsità del detto con una sfrontatezza disarmante. Alcune cose sono anche vere ma diventano insignificanti rispetto alla valanga di bugie.
Da anni facciamo comunicati, denunce, realizzato video ed anche esposti alla magistratura per fare emergere tutto ciò che il cittadino medio è costretto a subire. Abbiamo cercato incontri con le sorde istituzioni di una città che ha abdicato alla sopraffazione. Le stesse istituzioni, latitanti, sono diventate i migliori complici della malavita che ormai controlla anche le attività più insignificanti.
Lo stato attuale della nostra città è ulteriormente peggiorato a causa dell’enorme dissesto finanziario.
I comitati che si sono costituiti nei quartieri rappresentano, per la prima volta nella nostra città, la popolazione in maniera trasversale cioè a prescindere dalle appartenenze e simpatie politiche e stanno creando un coordinamento che è interessato a contrastare le esagerate anomalie che Catania sta subendo.
Alla fine viene il sospetto che stiamo parlando di due città diverse. Forse Scapagnini è in buona fede e però ci dica qual è la sua fantastica città che ci trasferiamo tutti in massa.
Catania, 10/01/2008
ASSOCIAZIONE CENTRO STORICO
ASSOCIAZIONE CENTRO STORICO-AREA FIERA
ASSOCIAZIONE LABORATORIO PASOLINI
ASSOCIAZIONE SOUTH MEDIA
ASSOCIAZIONE GAPA
COMITATI DEL CENTRO STORICO
COMITATO LIBRINO ATTIVO
COMITATO PER LA PARTECIPAZIONE E LA DEMOCRAZIA
OPEN MIND glbt
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