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Vittime denunciano estorsioni, quattro arresti a Catania
CATANIA - Continua la ribellione al pizzo a Catania, dove la denuncia di due titolari di altrettante aree di servizio ha portato all'arresto da parte della polizia di quattro estorsori, che gli investigatori definiscono in una nota come collegati con la cosca Santapaola.
La squadra mobile della Questura, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip Dora Catena, su richiesta del sostituto procuratore Guaraldi, ha catturato Carlo Crisafulli, di 22 anni, fratello dell'ergastolano Pietro, Carmelo Chiantello, di 27, Vincenzo Montauro e Girolamo Ciro Barbagallo, entrambi di 22.
In particolare Crisafulli e Montauro sono accusati di avere compiuto rapine nelle due stazioni di carburanti, nella zona del rione Barriera, e imposto ai dipendenti di fare il 'pieno' gratis alle loro vetture minacciandoli, in caso contrario, di gravi ritorsioni personali.
I due devono rispondere anche di tentativo di estorsione perché avrebbero chiesto ai titolari una tangente per evitare che gli assalti continuassero. Il 'pizzo' mensile, 300 euro a uno e mille all'altro, sarebbe stato in base al volume di affari stimato dai due estorsori.
I quattro sono inoltre accusati di avere rubato una bilancia per il peso della farina a un panettiere e, sostenendo di conoscere i ladri, si sono fatti consegnare 100 euro dalla vittima per restituirgliela.
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Marsala, oppresso dall'usura depone a processo
MARSALA (TRAPANI) - Una vittima dell'usura, Marco Bascio, 36 anni, imprenditore di Campobello di Mazara (Trapani), ha deposto stamattina davanti al Tribunale di Marsala nel processo che vede imputato Andrea Moceri, 49 anni.
Bascio, titolare dal 1992 della "Legnopan", ha raccontato che i suoi problemi iniziarono nel 2000 quando, dovendo ingrandire l'azienda per l'acquisto di un nuovo capannone, chiese un prestito a Moceri, imprenditore.
L'imputato fu arrestato dai carabinieri nel luglio del 2004. È accusato oltre che di usura anche di erogazione abusiva del credito ed estorsione. Una ventina sono le presunte vittime accertate nel corso dell'indagine condotta dalla procura di Marsala. I tassi di interesse sarebbero oscillati dal 60 al 600% annuo. Circa tre milioni di euro il volume di affari accertato.
A marzo scorso Moceri e ai suoi familiari sono stati sequestrati beni per un valore di sette milioni di euro. Tra le venti presunte vittime dell'usura c'è anche l'attuale sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, che però non si è costituito parte civile.
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Bagheria, minaccia di far esplodere banca
PALERMO - Minaccia di fare esplodere una banca per estorcere 250 mila euro e un carabiniere donna fa arrestare l'esattore. Accade a Bagheria, alle porte di Palermo, dove i militari del Comando provinciale hanno bloccato Gaetano Lo Coco, 53 anni, che si apprestava a incassare la somma. Il pagamento avrebbe dovuto essere fatto da un emissario della banca, che era stata minacciata attraverso una lettera anonima con la quale si preannunciavano attentati dinamitardi.
L'impiegata incaricata della consegna del denaro è stata sostituita da un carabiniere donna che, seguendo le istruzioni via via impartite, ha depositato il pacco nel luogo prestabilito. L'intervento dei militari del Reparto operativo ha consentito di arrestare l'esattore che aveva usato anche due minorenni per recuperare il bottino.
Il piano per estorcere 250 mila euro al Banco di Sicilia di Bagheria (Pa), è stato ordito da Gaetano Lo Coco, 53 anni, impiegato, che, secondo le indagini dei carabinieri, aveva contratto un prestito con lo stesso istituto di credito che non sarebbe riuscito a saldare. Sono stati denunciati alla Procura per i minori i due ragazzi, di 15 e 16 anni, utilizzati dall'impiegato per recuperare il denaro chiesto e consegnato da un'impiegata della banca, secondo le indicazioni ricevute dall'uomo, in un cassonetto dell'immmondizia.
Lo Coco è stato bloccato nei pressi dello svincolo autostradale di Bagheria. Inutile il suo tentativo di fuga. A coordinare l'inchiesta è il pm, Maria Forti. L'indagato si trova in carcere in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto davanti al Gip.
LaSicilia
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