Torna al sito

Welcome Guest ( Login | Iscriviti )

    • Home
    • FAQ
    • Cerca

    Messaggi senza risposta | Argomenti attivi

    Indice


    Oggi è 20 set 2026, 20:04

    Indice » Interagisci con noi...Addiopizzo per Tutti! » ! Dillo ad Addiopizzo

    Tutti gli orari sono UTC + 1 ora

    APPELLO IMPRENDITORI 'CORAGGIO',BISOGNA DENUNCIARE




    Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  Pagina 1 di 1
     [ 2 messaggi ] 
      Precedente | Successivo 
    Autore Messaggio
    Valentina
     Oggetto del messaggio: APPELLO IMPRENDITORI 'CORAGGIO',BISOGNA DENUNCIARE
    MessaggioInviato: 06 ott 2009, 16:17 
    Site Admin
    Avatar utente

    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

    Non connesso
    (AGI) - Palermo, 6 ott. - Denunciare i propri estorsori e' l'unico modo per rimanere "un uomo libero e con la propria dignita'", come afferma l'imprenditore palermitano Rodolfo Guajana, ma per chi denuncia la vita non e' sempre facile. "La mia azienda ha subito un netto rallentamento, con una perdita di fatturato dal 20 al 30 per cento nel 2007-2008, cioe' quando i fatti di cui ero stato vittima sono diventati noti. Il mio processo ha allontanato una certa clientela". Lo racconta Vincenzo Conticello, titolare della Focacceria San Francesco di Palermo, che ha riconosciuto i suoi estorsori in un aula di giustizia. Conticello, insieme ad altri due imprenditori che si sono ribellati al pizzo, Rodolfo Guajana e Ignazio Cutro', ha incontrato oggi circa duecento ragazzi delle scuole superiori palermitane in un dibattito dal titolo "Dire no si può'" nell'ambito del Festival della legalita' a Villa Filippina. Gli imprenditori hanno portato la propria testimonianza raccontando le difficolta' a cui sono andati incontro dopo la scelta di parlare. "Dopo la denuncia le banche arricciano il naso, ti considerano piu' a rischio -racconta il costruttore Cutro'- Ci sono le leggi che ti tutelano ma le banche fanno muro, io mi sono sentito dire da un istituto di credito che un documento della prefettura era carta straccia". Insomma, la strada per le vittime del racket che si ribellano a propri aguzzini non e' tutta in discesa. "C'è una parte dello Stato che funziona e una che ancora non e' attrezzata a stare accanto a chi denuncia -osserva Conticello- Ci vorrebbe la stessa celerita' che c'e' nei processi anche nell'assistenza ai testimoni di giustizia".
    Malgrado le difficolta', denunciare resta l'unica strada possibile, confermano gli imprenditori, che sottolineano l'importanza delle associaizoni antiracket: "Quando un negozio espone il logo di Addiopizzo i mafiosi neanche entrano, dicono 'cca' c'e' polizia'", commenta Rodolfo Guajana.


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Valentina
     Oggetto del messaggio: Re: APPELLO IMPRENDITORI 'CORAGGIO',BISOGNA DENUNCIARE
    MessaggioInviato: 07 ott 2009, 14:56 
    Site Admin
    Avatar utente

    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

    Non connesso
    Palermo. «Dire no al pizzo: non solo si può, ma si deve». Non hanno dubbi Vincenzo Conticello, il titolare dell'Antica focacceria S. Francesco di Palermo che ha denunciato e fatto condannare gli esattori delle cosche; Rodolfo Guajana, l'imprenditore che ha sfidato in aula i boss di San Lorenzo Colli che due anni fa gli hanno incendiato e distrutto la sua azienda; Ignazio Cutrò, l'impresario di Bivona che ha portato alla sbarra l'estorsore, un vecchio compagno di scuola. Ed è questo il messaggio lanciato ai ragazzi che ieri pomeriggio li hanno bombardati di domande al Festival della Legalità che si svolge a Palermo.
    Dire no al pizzo, ribellarsi al racket e denunciarlo nonostante le difficoltà: dal calo dei clienti alla «distrazione» delle Istituzioni, alle banche che chiudono i rubinetti del credito. Ma tornare indietro è impossibile e la scelta della legalità è definitiva.
    «Quando si è saputo che avevo denunciato i miei estorsori – ha raccontato Conticello – nel giro di un anno, tra il 2007 e il 2008, il fatturato del mio ristorante è calato dal 20 al 30 per cento: una buona fetta della clientela si è allontanata. L'anno scorso ho dovuto mettere in cassa integrazione 15 dipendenti ed aprire un ristorante a Milano. Questo ha permesso ai miei dipendenti di non perdere il posto di lavoro». E le Istituzioni? «C'è una parte dello Stato – ha risposto – che funziona e un'altra che ancora non è attrezzata per stare accanto alle vittime del racket. Se lo Stato ci è innegabilmente vicino nella fase dei processi che si celebrano celermente, non si può dire altrettanto della fase del ristoro economico che continua ad essere troppo lento. In ogni caso, il pizzo è una tassa in più che alla tua azienda non dà possibilità di crescere».
    «I mafiosi – ha aggiunto Guajana – quando vedono attaccato sulla vetrina del negozio l'adesivo dell'associazione "Addiopizzo", nemmeno entrano più. Ma i problemi non sono finiti. Dopo l'attentato che ha distrutto la mia azienda, per colpa della burocrazia ho dovuto aspettare due anni per riaprire. Molti tecnici comunali sono stati messi lì dalla mafia. Ma la mia famiglia non si è mai piegata al pizzo. Già negli anni Quaranta mio nonno si rifiutò di pagare la banda Giuliano e io ho continuato sulla stessa strada. E poi io sono credente. Come fa un uomo di fede che la domenica va a messa e fa la comunione, se poi si piega al pizzo?».
    «Ci sono dei centri commerciali – ha ricordato Guajana – che fanno prezzi molto bassi perché poi ripianano i bilanci con i soldi ripuliti del pizzo o dell'usura. È necessario che l'autorità giudiziaria indaghi su questi negozi. Attenti – ha detto rivolto ai giovani – a questi grandi centri commerciali. Vi siete mai chiesti perché riescono a fare degli sconti così alti? Le imprese mafiose possono fare concorrenza ad altri con facilità, potendo contare sui soldi dei boss».
    Per Ignazio Cutrò è «meglio morire in piedi che vivere una vita in ginocchio. Ho subìto la prima intimidazione nel 1999, ma io e la mia famiglia non abbandoneremo mai né Bivona né la Sicilia». Nonostante tutto, comprese «le banche che, dopo la nostra denuncia, smettono di classificarci tra i clienti affidabili. Qualcuna, dopo l'intervento di "Addiopizzo", torna sui suoi passi. Ma una cosa è certa: l'imprenditore deve essere aiutato dalle banche, non distrutto».

    La Sicilia


     Profilo  
    Rispondi citando  
    Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
    Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  Pagina 1 di 1
     [ 2 messaggi ] 

    Indice » Interagisci con noi...Addiopizzo per Tutti! » ! Dillo ad Addiopizzo

    Tutti gli orari sono UTC + 1 ora


    Chi c’è in linea

    Visitano il forum: Nessuno e 143 ospiti


    Non puoi aprire nuovi argomenti
    Non puoi rispondere negli argomenti
    Non puoi modificare i tuoi messaggi
    Non puoi cancellare i tuoi messaggi
    Non puoi inviare allegati

    Cerca per:
    Vai a:  
    cron
    Powered By phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group