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(AGI) - Caltanissetta, 2 lug. - Estorsioni a tappeto a imprese e commercianti gelesi, l'imposizione di assunzioni, fino al controllo diretto, in alcuni casi, delle aziende. Ma non solo. L'operazione "Cerberus", condotta dalla Squadra Mobile e dalla Dda di Caltanissetta, con l'arresto di 12 affiliati della cosca Emmanuello di Gela, ha rivelato l'esistenza di un connubio "affaristico" per tra uno degli arrestati, l'imprenditore edile Sandro Missuto (le cui due ditte di fornitura calcestruzzo, la I.g.m. srl e la I.c.a.m. srl, sono state sequestrate) e la Safab spa, con sede a Roma e che in Sicilia, negli ultimi anni, si e' aggiudicata appalti di importanti opere pubbliche quali il parcheggio multipiano del Tribunale di Palermo, il termovalorizzatore di Bellolampo, la realizzazione della rete irrigua di Cavazzini (Catania) e dell'invaso Desueri (Gela), nonche' il rifacimento delle reti irrigue, ente appaltante il Consorzio di bonifica 10 di Lentini (Siracusa). Un connubio che - secondo il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, l'aggiunto Domenico Gozzo e il sostituto procuratore Nicolo' Marino, che hanno chiesto i provvedimenti emessi dal gip Giovanbattista Tona - si concretizzava in uno scambio di reciproci vantaggi che vedeva, da un lato, Missuto curare la "messa a posto" della Safab con le famiglie di Cosa nostra "competenti" sul territorio dove dovevano essere costruite le opere appaltate; dall'altro, i vertici della Safab, affidare, quasi in via esclusiva alle ditte riconducibili a Missuto, l'esecuzione delle opere appaltate in Sicilia. In questo quadro la ditta di Missuto, garantita dal clan Emmanuello, si e' sviluppata notevolmente. Proprio Sandro Missuto e' il personaggio piu' rilevante dell'indagine, gia' indicato in uno dei pizzini rinvenuti in sede di esame autoptico nell'esofago di Daniele Emmanuello, dove risultava chiaramente leggibile il nome di "Sandro", che avrebbe dovuto occuparsi di un lavoro lungo il tratto autostradale della Salerno-Reggio Calabria. Gia' nel dicembre 2004 era intervenuto presso mafiosi di Catania per "mettere a posto" i vertici della Safab spa, il cui titolare era sottoposto ad estorsione dal "boss del catanese". E Missuto stava effettuando lavori di movimento terra per conto della ditta romana impegnata nella posa di un condotta idrica appaltata dal consorzio di bonifica di Gela per un importo di 60 milioni.
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