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Oggi, 20 maggio, mi sono recato alla sede della Confcommercio nazionale a Roma per assistere alla quinta edizione del Premio Libero Grassi. Si trattava della premiazione di tre spot-video prodotti da ragazzi delle scuole italiane su tematiche relative a legalità, sicurezza sul lavoro e ambiente. Divertente il fatto che ho messo in crisi l’organizzazione. Ero l’unico privo di invito ed all’ingresso gli addetti alla sicurezza non sapevano se la manifestazione fosse aperta al pubblico o riservata agli invitati. Nel dubbio non hanno voluto impedirmi l’ingresso, ma neanche lasciarmi senza controllo. Era troppo sospetta la mia presenza. Dapprima una persona della sicurezza mi ha chiesto chi io fossi. Ho risposto che ero un cittadino italiano nato in Sicilia e interessato alle problematiche dell’antimafia. Poi mi hanno chiesto come fossi venuto a conoscenza dell’evento e non vi dico lo sconcerto che ho creato rispondendo “Da un forum studentesco catanese dove ogni tanto si parla di antimafia”. Erano tutti sconcertati. Mi hanno chiesto un documento di cui su un registro è stata trascritta ogni singola parola, data, numero, variazione, ecc. Ho dichiarato ridendo che ero disposto a farmi pure fotografare, ma con magnanimità hanno risposto che non era necessario. Con un cellulare l’avranno fatto comunque senza che io me ne accorgessi. Poi finalmente un addetto alla sicurezza mi ha personalmente accompagnato al piano giusto dove mi sono sistemato più o meno al centro della sala convegni. Da quel momento in poi due persone, a turno, non mi hanno più perso di vista. A metà della manifestazione, in un momento di intervallo, uno dei due mi si è avvicinato e mi ha chiesto: “Ma lei, scusi, oltre che frequentare i forum cosa fa nella vita?” Buffo, no? E invece no, perché fra gli intervenuti c’era il Procuratore nazionale antimafia P. Grasso e le cautele in presenza di una persona così non sono mai troppe. Per quanto… Non mi hanno neanche fatto aprire il borsello. Avrei potuto avere qualunque cosa là dentro… Boh! Parliamo però ora almeno un po’ del Premio intitolato alla più famosa vittima del Racket in Sicilia: Libero Grassi, di cui si è subito chiarito che non era e non voleva essere un eroe, ma una persona normale. Ecco l’impegno di tutti deve essere quello di consentire alle persone normali di vivere normalmente in certi posti come la Sicilia. Era presenta fra il pubblico la vedova Grassi che si è complimentata con alcuni dei vincitori. Hanno fatto interventi: F. Forgione, ex presidente della commissione antimafia e oggi responsabile “Legalità nella Regione Lazio” il quale ha detto che in aziende dove si paga il pizzo tutto è degradato e i lavoratori non hanno diritti. Si è poi complimentato col governo per il D.L. sulla sicurezza per le parti relative all’antimafia, giudicate di ottimo livello. Ha detto anche, per completezza, di non condividere gli altri aspetti del decreto. Ha parlato della scuola come unico punto di aggregazione che sottrae i ragazzi alla strada e alla criminalità in certe zone del paese, compreso il Lazio meridionale. Il Lazio oggi ha il record dell’usura. Ha parlato della criminalità che investe in Lombardia, Piemonte, Emilia e all’estero. Si è scoperto che la ditta che si occupa di nettezza urbana a Bucarest fa parte del patrimonio di Ciancimino. Forgione ha pure informato che domenica prossima a Roma, a Campo dei fiori, si farà una piccola manifestazione Pizzo-free, organizzata dai ragazzi palermitani di Addiopizzo. P.Grasso mi ha sorpreso dedicando ampio spazio ad Addiopizzo. Intendiamoci. Io sono letteralmente un “innamorato” di Addiopizzo. Ma il vedere che per una volta una altissima personalità la pensa come me (o io come lui) mi emoziona. Grasso ha parlato della festa di Addiopizzo a Palermo dei giorni scorsi (Catania ancora è meno famosa, ma siamo sulla buona strada). Ha parlato di 381 imprenditori e commercianti di Palermo che si sono impegnati a “non pagare”; di circa 10.000 cittadini palermitani che si sono impegnati a “pagare chi non paga”. Forse i ragazzi di Addiopizzo non sono più ragazzi, perché il tempo passa per tutti, ma ci hanno fatto capire ancora una volta l’importanza del detto “L’unione fa la forza”, su cui poi è stato impostato lo spot dei ragazzi milanesi che hanno vinto uno dei tre premi. Il procuratore ha detto che Addiopizzo segue chi si ribella al sopruso in tre fasi: Fase iniziale, denuncia, assistenza nel processo e costituzione di parte civile. Grasso ha poi lamentato come sia però doloroso vedere che, anche grazie ad Addiopizzo, si riesce a diffondere presso i ragazzi e i giovani la cultura della legalità, ma che poi questi giovani, crescendo, sono costretti a spostarsi in altre zone d’Italia e del mondo, per mancanza di sviluppo e quindi di lavoro al Sud. Il procuratore in tal senso si è appellato al Governo affinché intervenga… Un’ultima affermazione, fatta mentre usciva dalla sala: “Non ha senso parlare a quella gente di legalità se poi, quando tornano a casa, non hanno nulla da mangiare…”. Cernigliaro, presidente di Solidaria, che ha voluto questo premio, ha idealmente scritto una lettera molto toccante a Libero Grassi e l’ha letta. Parlando delle attività mafiose ha citato: sanità, rifiuti, appalti pubblici, brogli elettorali. M.S. Gelmini, ministro dell’istruzione, ha annunciato che da settembre prossimo in tutte le scuole si farà un’ora di “Cittadinanza e Costituzione”. Ha parlato anche lei di Legalità e di un Progetto Sud per lo sviluppo economico. Stavo quasi per alzarmi a chiedere chiarimenti sul modo incredibile come si stanno utilizzando i FAS. Ma poi ho preferito non dare l’occasione ai due che mi controllavano di guadagnarsi la giornata. L. Wertmuller ha raccontato che quando a Taranto, mentre girava un film, le hanno chiesto il pizzo, ha fatto arrestare tutti e se n’è andata. Bella frase a effetto che ha strappato gli applausi. Buona la prima parte, secondo me, ma non la seconda. Non doveva andarsene: doveva restare. A proposito: Gli applausi più forti li hanno avuti Grasso e Forgione. Hanno parlato anche: Sangalli (Confcommercio) e Squeri. I tre temi su cui verteva il premio L. Grassi di quest’anno, intitolato “Incroci di Legalità” erano: Morti Bianche: Vincitrice una scuola di Ganci in provincia di Palermo, con lo spot-video, molto toccante, chiamato “Il lavoro non è un gioco”. Lotta contro tutte le mafie: vincitrice una scuola in provincia di Milano con lo spot “IV Stato”. Tutela dell’ambiente: con lo spot “Differenziamoci” di una scuola di Benevento. Gli spot, selezionati fra i 72 partecipanti, sono risultati decisamente graziosi tutti e tre. Non so se per motivi campanilistici, ma a me è piaciuto più di tutti quello dei ragazzi di Ganci. Tommy
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