La notte a San Cristoforo, quartiere catanese dove è stato ucciso Giacomo Spalletta, 51 anni, è coprifuoco. Paura nelle strade per quel delitto che gli investigatori definiscono "pesante", perché la vittima era il reggente del clan Sciuto-Tigna
Giacomo Spalletta (Ansa) Catania, 15 novembre 2008 - Scende la sera e a San Cristoforo, quartiere catanese dell’ultimo omicidio di mafia, è coprifuoco. Spariscono dalle strade i gruppi di persone che sostano tra i bar e le tipiche trattorie di via Plebiscito.
Sino a notte fonda il via-vai è solo delle auto civetta della polizia e quelle dei carabinieri. È il primo effetto dell’omicidio di Giacomo Spalletta, 51 anni, il reggente del clan Sciuto-Tigna, assassinato ieri mattina con sette colpi di pistola.
Un delitto che gli investigatori definiscono "pesante". Perchè a cadere non è stato un personaggio qualunque, ma un capo. Un fedelissimo di Biagio Sciuto che per quasi dieci anni ha retto le fila del gruppo gestendo estorsioni e traffico di droga. Che all’interno della famiglia, un tempo alleata dei Pillera, ci fossero da mesi turbolenze era nell’aria. Ma che qualcuno avesse deciso di mettere in discussione la leadership storica potrebbe essere una novità delle ultime settimane, forse una vendetta per una decisione non condivisa.
Gli investigatori della Mobile che indagano hanno iniziato a cercare indizi partendo da un altro omicidio quello di Salvatore Fichera, finito a pistolettate tra le strade del quartiere di Nesina, poco distante da San Cristoforo, alla fine di agosto. Nell’immediatezza si disse che Fichera, anche lui affiliato degli Sciuto Tigna, aveva pagato con la vita un colpo di testa autonomo.
Bisogna adesso capire - spiegano alla Squadra Mobile - il motivo dell’eliminazione. Chi ha deciso quel delitto, se l’omicidio di Spalletta sia la risposta di qualcuno all’eliminazione di Fichera. E se i contrasti all’interno del clan possano produrre una nuova guerra di mafia con tanti altri morti ammazzati. Un dato al momento è inconfutabile: a san Cristoforo molti hanno paura.
Tanti personaggi legati alla criminalità malavitosa sono spariti. Non si muovono più liberamente come avveniva sino a 48 ore fa. Alcuni ieri sono stati sottoposti al guanto di paraffina: il test per accertare il maneggio delle armi. (AGI)
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/20 ... afia.shtml