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Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15 Messaggi: 14472
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http://www.ateneonline-aol.it/080711red_lima.phpIngroia: "La chiesa nella lotta alla mafia sta troppo in silenzio"
"La chiesa, nella sua lotta alla mafia, è troppo in silenzio, sta troppo zitta, da parte sua ci vorrebbe una maggiore assunzione di responsabilità". E' il monito che il pm di Palermo Antonio Ingroia lancia in un'intervista a 'Klauscondicio', il programma di Klaus Davi in onda su You Tube. Un'intervista in cui il magistrato critica anche la Confindustria targata Marcegaglia - "il suo silenzio non aiuta la lotta alla mafia, spero che continui la battaglia di Montezemolo ma non abbiamo avuto segnali tangibili e incisivi" - sia le banche. "Non ci sono dubbi - spiega Ingroia - un terzo del giro di soldi amministrato dalle banche in Italia ha una provenienza criminale, diretta o indiretta. Con questo non voglio assolutamente dire che le banche sono controllate dalla mafia, ma che amministrano questi soldi sicuramente sì". Quanto alla chiesa, Ingroia sottolinea che c'é bisogno di "passione, di assunzione di responsabilità e di modelli" e invece "soltanto un 30% della chiesa siciliana è protagonista e attiva nella lotta alla mafia". E ad una domanda su papa Ratzinger, il magistrato risponde: "abbiamo nostalgia e il rimpianto di quel tipo di prese di posizione, come quelle di papa Giovanni Paolo II; abbiamo bisogno di quel tipo di interventi perché abbiamo avuto certezze che quella presa di posizione del papa polacco, così forte ed energica, fece breccia nei giovani e persino nei mafiosi". Il magistrato si è lasciato andare anche a dichiarazioni che riguardano i gay di Cosa nostra. Ci sono "boss mafiosi omosessuali - ha detto - ma si nascondono e non escono allo scoperto". "Ancora - prosegue - non hanno fatto coming out per paura di essere estromessi dall'organizzazione". "Se l'essere gay costituisce ancora un tabù per la società italiana - dice Ingroia - figuriamoci in una società arcaica come quella mafiosa. Perciò questi boss vivono la loro omosessualità clandestinamente e con paura perché, se scoperti, rischiano di essere estromessi". Diverso invece il discorso per i mafiosi americani. "Nelle nuove generazioni più aperte, come la mafia italo-americana - sottolinea ancora il magistrato - c'é una maggiore tolleranza verso l'omosessualità e quindi ci sono boss gay più palesi".http://it.youtube.com/watch?v=vv8TNoCaUk4
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