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    DALLA CHIESA, STATO RICORDA LA STRAGE




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    Autore Messaggio
    Valentina
     Oggetto del messaggio: DALLA CHIESA, STATO RICORDA LA STRAGE
    MessaggioInviato: 03 set 2009, 12:03 
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    Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15
    Messaggi: 14472

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    ROMA - "Il paese ricorda con immutata emozione la cieca violenza di quell'atto con il quale la mafia volle colpire un fedele servitore dello Stato, pronto a contrastarla con nuovi ed efficaci metodi investigativi e con il coinvolgimento e il sostegno dell'intera popolazione: così come aveva fatto negli anni precedenti quando, con determinazione e intelligenza, aveva combattuto la feroce aggressione terroristica".

    Lo scrive nel suo messaggio in occasione del 27mo anniversario della strage Dalla Chiesa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Il barbaro attentato - continua il Capo dello Stato - provocò un unanime moto di indignazione cui seguì un più deciso e convergente impegno delle istituzioni e della società civile, che ha consentito di infliggere colpi sempre più duri alla criminalità mafiosa ed alla sua capacità di controllo del territorio. Le dolorose immagini di quella tragica sera non debbono però essere dimenticate. Il sacrificio del generale Dalla Chiesa e quello di tanti altri caduti per mano di mafia debbono restare vivi nella memoria di tutti ed imporre alle istituzioni, alla società civile ed alle nuove generazioni una continua vigilanza contro le persistenti forme di presenza e di infiltrazione della criminalità organizzata, non meno pericolose anche quando meno appariscenti". "In questo spirito - conclude Napolitano -, interpretando i sentimenti di tutti gli italiani, rinnovo ai familiari del generale dalla Chiesa, della sua gentile consorte e dell'agente Russo il sentito e commosso omaggio mio personale e dell'intera Nazione".

    SCHIFANI, OMAGGIO A STRAORDINARIO ATTO EROISMO
    "La strage di Via Carini ci richiama a uno straordinario atto di eroismo civile: il sacrificio di uomini che sono stati un esempio di adamantina dedizione alla legge e alla lotta contro chi opprime le coscienze e soffoca la vita": è con queste parole che oggi il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha ricordato il 27° anniversario dell'uccisione di Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell'Agente Domenico Russo. Nel messaggio fatto pervenire al Prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone, Schifani sottolinea che la strage di Via Carini "fu una ferita profonda per l'Italia, ma fu anche un segno indelebile, una pagina fondamentale della lotta dello Stato contro Cosa Nostra. La forza e il coraggio non comune del Generale Dalla Chiesa hanno spinto l'intero Paese a reagire e a combattere con fermezza e senza quartiere questo cancro della società civile". "La libertà di pensiero di Dalla Chiesa, il suo rigore e il suo senso dello Stato - conclude il messaggio del Presidente del Senato - hanno guidato e tuttora devono guidare questo lungo e difficile cammino verso la definitiva sconfitta del fenomeno mafioso".

    FINI, DARE CONTINUITA' AL SUO IMPEGNO
    "Dopo 27 anni la gravità e l'efferatezza di quegli assassinii continuano a scuotere le nostre coscienze e a farci sentire il peso di una delle pagine più tristi della storia della nostra Repubblica". Lo scrive il presidente della Camera Gianfranco Fini al prefetto di Palermo Guiancarlo Trevisone in occasione del 27/simo anniversario della strage di via Isidoro Carini a Palermo in cui furono uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie, Emanuela Setti Carraro, e l'agente della Polizia di Stato, Domenico Russo. "La ferma reazione delle Istituzioni - continua - della comunità nazionale e della società siciliana contro il fenomeno mafioso ha permesso di infliggere duri colpi alla struttura. E' nostro dovere perseverare in questa direzione, dando continuità, con coerenza e senza cedimenti, all'impegno incondizionato che il generale Dalla Chiesa e gli altri fedeli servitori dello Stato caduti nell'adempimento del dovere hanno dedicato alla lotta contro la mafia. Tanto più forte e consapevole sarà questo nostro proposito, tanto più riusciremo a dare senso al loro sacrificio". "Il generale Dalla Chiesa - prosegue Fini - affermava che 'Se e' vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue Istituzioni e delle sue Leggi; non possiamo oltre delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonestì. La grandezza morale di tale insegnamento non può essere dispersa ed è anzi oggi resa viva ed operante grazie alla presenza attiva delle energie sane del nostro Paese - pubblici poteri, Forze dell'ordine, cittadini - che sono quotidianamente impegnate in prima linea nella intransigente lotta alla criminalità organizzata". "Le Istituzioni - conclude - devono promuovere e sostenere quest'azione collettiva, espressione di un popolo che non intende piegarsi e rassegnarsi di fronte al fenomeno mafioso e che dimostra sempre più di saper raccogliere l'eredità ideale della coraggiosa difesa dei valori costituzionali di legalità, di democrazia e di libertà di cui l'esistenza del generale Dalla Chiesa è una luminosa testimonianza".

    ALFANO, UOMO STATO E GRANDE CARABINIERE
    "Ventisette anni fa è stato ucciso un uomo di Stato e un grande carabiniere che ha sacrificato la sua vita per affermare i principi di legalità e di giustizia, sfidati dalla criminalità organizzata". Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ricordando il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo, uccisi dalla mafia il 3 settembre del 1982. "Il suo coraggio e la sua forza -continua il Guardasigilli- mossi da un innato senso del dovere, sono ricordati e trasmessi a tutti coloro che operano nell'esclusivo interesse della società civile e dello Stato. L'impegno con cui si è totalmente dedicato alla lotta al terrorismo prima, al contrasto alla mafia poi, ha riempito ogni singola pagina della sua vita, spingendosi fino al sacrificio estremo". "Non esiste commemorazione -conclude il ministro- se non accompagnata da azioni concrete che rafforzano la coscienza civile e potenziano le strategie di contrasto alla criminalità organizzata. Il Governo sostiene il proprio impegno nella lotta alla mafia anche nella memoria di chi, come Carlo Alberto Dalla Chiesa, è caduto per offrire all'Italia un futuro solido, attraverso l'eliminazione di quei segmenti di antistato che ne minano le fondamenta. Da quel lontano 1982 tanto è stato fatto, ma è nostro compito non abbassare la guardia per emancipare la Sicilia dal pesante giogo di cosa nostra".


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