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Iscritto il: 27 gen 2007, 18:15 Messaggi: 14472
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http://www.tifeoweb.it/index.php?option ... Itemid=139Quando è morto, Peppino Impastato, aveva trent’anni. Un’età nella quale si è indubbiamente uomini, ma si ha ancora addosso la spensieratezza e la grande voglia di fare dei ragazzi. E sono stati proprio i suoi coetanei a raccogliere un testimone importante che è sinonimo di impegno e coraggio. Agata Pasqualino è una delle socie di Addiopizzo Catania, un’associazione che è passata dalle parole ai fatti e che con la campagna del consumo critico ha invitato i cittadini catanesi ad acquistare prodotti solo in quelle rivendite dove i proprietari hanno detto no al pizzo. Agata è una di quelle ragazze che hanno raccolto il testimone di Peppino e di lui le è capitato di parlare diverse volte durante gli incontri di Addiopizzo.
Chi è per te Peppino Impastato?
E’ l’esempio di un giovane che non si è arreso, che non aveva paura di agire, ma anzi, aveva il coraggio di dire le cose come stavano facendo nomi e cognomi, mettendoci la faccia. Sono i tre punti cardine attorno ai quali ruota Addiopizzo. Peppino, in un piccolo paese come Cinisi, è riuscito ad essere efficace e a fare sentire la sua voce. Noi lottiamo perché non succeda più quello che è successo a Peppino.
Voi andate nelle scuole e fate degli incontri per parlare della lotta alla mafia. Parlate di Peppino Impastato?
Pezzi tratti dal film I cento passi e la sua immagine sono parti del video che portiamo ai nostri incontri. Iniziamo sempre da li. Nelle scuole la frase “La mafia è una montagna di merda”, è molto più che conosciuta. Dentro le classi quello di Impastato è un nome noto. E’ vero però che si deve molto al film con Lo Cascio.
Ci sono stati altri martiri della mafia. Tu quali ricordi?
Ci sono stati giovani e meno giovani che hanno perso la vita per difendere con coraggio le loro idee. Rita Atria e Piera Aiello, che hanno saputo dire no alla mafia pur vivendo in famiglie criminali, come Peppino. E poi mi viene da pensare al giornalista Pippo Fava, Beppe Alfano. E mi ricordo anche Giuseppe Gatì il ragazzo morto pochi mesi fa.
Voi avete un grande appuntamento la prossima settimana.
Si, per giorno sedici, sabato prossimo, abbiamo lanciato un invito a tutti i catanesi. Si tratta di un corteo sulla legalità e la civiltà, temi che stavano molto a cuore anche a Peppino Impastato che ha condotto le sue battaglie sulla questione dell’aeroporto palermitano, sulle strade e sugli appalti che vedevano connivenze con i mafiosi, questioni tutt’ora attuali.
Voi cosa chiedete ai catanesi?
Di essere cittadini attivi. Perché per migliorare Catania non si può aspettare che inizino gli altri a fare qualcosa. Bisogna muoversi in prima persona, metterci la faccia, come faceva Peppino.
Mariangela Di Stefano
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