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(ASCA) - Palermo, 16 dic - I ragazzi di ''Addio Pizzo'' e il pittore Piero Guccione sono i vincitori del Premio Archimede, giunto quest'anno alla sesta edizione. La commissione, costituita da Adelfio Cardinale, Giuseppe Verde e Giovanni Pitruzzella, li ha ritenuti meritevoli dell'ambito riconoscimento, riservato ai siciliani che si sono particolarmente distinti nei piu' svariati campi dell'impegno sociale e civile. Alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di numerose autorita' militari e civili, nella stessa circostanza sono state consegnate anche le Medaglie d'oro al valor civile, istituite dalla Regione.
Il premio Archimede, consistente in una somma di 50.000 euro, e' stato ritirato per il pittore Piero Guccione, impossibilitato a lasciare la sua abitazione per motivi di salute, dal professor Paolo Nifosi', critico e docente di storia dell'arte contemporanea presso l'Universita' di Catania, il quale ha comunicato la volonta' del pittore di devolvere la somma all'associazione don Pino Puglisi di Modica. Piero Guccione ''e' riconosciuto - si legge nella motivazione - come il piu' grande pittore italiano oggi vivente'' e risulta testimone ''della grande tradizione artistico-culturale della nostra isola''.
A nome di 'Addio Pizzo' il premio e' stato ritirato da Rossella Chiari che ha chiesto al presidente Lombardo di farsi promotore della costituzione di un osservatorio per monitorare costantemente lo stato delle leggi di settore esistenti. Nella motivazione viene sottolineato ''l'impegno profuso in campo etico, civile e sociale nella lotta al racket, avviando coerenti ed incisive azioni, volte alla crescita della coscienza collettiva, con particolare riguardo alle nuove generazioni e promuovendo un'immagine alta della Sicilia in campo nazionale e internazionale''.
''Sono particolarmente contento di consegnare questi premi - ha detto Lombardo - perche' sono il riconoscimento del valore che due significativi settori della nostra societa' civile, quello dell'arte e quello della lotta al racket, hanno saputo esprimere. Grazie anche a questi ragazzi si consolida fra tutti i siciliani la consapevolezza che si puo' battere la mafia.
Questa e' la Sicilia che vogliamo far conoscere e sostenere''.
(Asca)
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